+++ ANNEFRANK GUIDA ALLA RICERCA::: GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI, CIRCA 600.000 — ” UNA RESISTENZA SENZA ARMI “

 

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GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI

 

LAGER DI SANDBOSTEL (GERMANIA), 1944. FOTOGRAFIA SCATTATA CLANDESTINAMENTE DA VITTORIO VIALLI, UFFICIALE ITALIANO INTERNATO

All’indomani dell’8 settembre 1943 oltre 600 mila militari italiani, rimasti allo sbando dopo l’annuncio dell’avvenuto armistizio con gli Alleati, furono catturati dall’esercito tedesco. Ufficiali e soldati italiani furono condotti in campi di prigionia, ma i tedeschi non li considerarono come i prigionieri di guerra delle altre nazioni. Questi ex alleati furono, infatti, definiti dai tedeschi “Internati Militati Italiani” (IMI) e, in quanto tali, non poterono avvantaggiarsi della protezione del Comitato internazionale della Croce Rossa.
 
Per tale ragione la condizione degli IMI nei Lager tedeschi fu particolarmente dura: umiliazioni, freddo, stenti, malattie e morte. Periodicamente veniva proposto a questi internati la possibilità di sottrarsi alla prigionia attraverso l’adesione alle forze armate tedesche o a quelle della Repubblica Sociale Italiana: pochissimi accettarono e la loro vicenda è stata a ragione definita una vera e propria Resistenza senza armi.
Nell’agosto 1944 tutti gli IMI furono forzatamente trasformati in lavoratori civili coatti e impiegati in lavori nell’agricoltura, nella produzione bellica, come manovali nelle zone bombardate.
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