8 MARZO 2018 —MANIFESTAZIONI IN GIRO PER IL MONDO::: FOTO (ANSA.IT)

 

 

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una donna fabbrica mattoni ad Amritsar in India

 

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corteo per la festa delle donne a Seoul in Corea del sud

 

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la giornata della donna a Kiev, in Ucraina

 

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8 marzo::: protesta delle donne davanti all’ambasciata siriana a Giacarta in Indonesia

 

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Manila, nelle Filippine, la giornata internazionale della donna

 

International Women’s Day in India

…in India

…in India

…in India

 

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nelle mimose al Quirinale per l’8 marzo

 

8 marzo, contro la violenza di genere un abbraccio d'amore © Ansa

8 marzo, contro la violenza di genere un abbraccio d’amore

 

L’8 Marzo del ’68: poche mimose, niente piazza

 

 

8 marzo: 121 donne uccise nel 2017

Poliziamoderna, la rivista della Polizia, in 46% casi responsabile è il partner

(ANSA) – ROMA, 7 MAR – Negli ultimi dieci anni gli omicidi delle donne sono calati del 20%, passando da 150 a 121. Ma l’incidenza delle vittime di genere femminile sul numero totale degli omicidi è aumentata di ben dieci punti dal 2007 ad oggi: dal 24% del totale al 34%. E’ solo uno dei dati contenuti nello speciale che ‘Poliziamoderna’, la rivista della Polizia, pubblica in occasione dell’8 marzo. Nel 46% dei casi ad uccidere è il partner e la stragrande maggioranza degli omicidi, l’81%, avviene nelle mura domestiche. Per quanto riguarda lo stalking, invece, nel 2017 la percentuale di incidenza di vittime di sesso femminile è stata del 73,52% mentre era del 77% nel 2014. Il 76% degli stalker è un ex partner. Dato in controtendenza quello delle violenze sessuali. Nell’ultimo biennio si è assistito ad un incremento del 5% (da 4mila del 2015 a 4.261 del 2017). La maggior parte avviene in strada o in auto (54%) ma vi è anche un 2% che vengono commesse a scuola o in luoghi di culto. Gli autori sono nel 60% dei casi italiani.

 

 

8 marzo: musica e immagini per dire no alla violenza

Arriva video Andrea Febo,’fantasy per contrastare gravità reati’

Scarpe rosse per dire no alla violenza sulle donne

 

 

Eurispes, 12,6% donne ha subito stalking

In un caso su tre ‘persecutore’ è l’ex partner

 

(ANSA) – ROMA, 7 MAR – Otto intervistate su dieci pensano che siano in aumento violenze e stalking sulle donne, ma solo il 12,6% dice di aver subito condotte vessatorie reiterate nel tempo. Lo indica un’indagine Eurispes diffusa in occasione dell’8 marzo.
    Lo stalker in un caso su tre è l’ex partner, nel 17% un conoscente e il 14,3% delle volte un collega. Solo il 4,3% delle donne indica come ‘persecutore’ il proprio attuale marito, compagno o fidanzato. Sette volte su dieci l’atteggiamento vessatorio ha la forma di un messaggio o di telefonate ripetute, nel 58,5% dei casi si esplica attraverso insulti, il 48,6% delle intervistate parla di diffusione di affermazioni diffamatorie e oltraggiose, quattro su dieci sono state costrette a subire appostamenti, pedinamenti e minacce, il 23% danni a cose di proprietà. Ha subìto aggressioni fisiche il 17% delle vittime di stalker e una identica percentuale riferisce di molestie rivolte alla famiglia o agli animali della vittima.
   

 

L'8 tutti i giorni © ANSA

 

 

L'8 tutti i giorni © ANSA

 

 

L'8 tutti i giorni © ANSA

 

L'8 tutti i giorni © ANSA

 

L’8 marzo è un giorno un po’ di memoria ma soprattutto di progetto. Oggi le donne hanno più diritti di un secolo fa ma sono ancora troppo pochi. C’è ancora troppa differenza tra cio’ che la società pensa che possano e debbano fare le femmine, rispetto a ciò che pensano e debbano fare i maschi. Le donne hanno più doveri e meno diritti, perchè? Non siamo tutti uguali? Alle bambine e ai bambini dai 6 ai 12 anni prova a spiegarlo un piccolo libro edito dalla bolognese  L’Io e il mondo di TJ. Si intitola ‘L’8 tutti i giorni’ e prova a dare una risposta a tante domande, parlando alle più piccole e ai più piccoli, spiegando termini “difficili” come patriarcato e matriarcato, ossitocina e testosterone, pregiudizi e stereotipi, scomodando religione, massoneria e perfino Freud!

Siamo tutti uguali? No, non lo siamo affatto: né biologicamente, né culturalmente, né per il ruolo che rivestiamo nella società. A partire dai primi anni di vita. Alle bimbe le gonne, il rosa e le bambole; ai maschi i pantaloni, l’azzurro e i soldatini o la palla. E poi, da grandi, anche se le femmine sono più tenaci, più istruite, più disposte all’impegno, guadagnano di meno e sono lontane dai ruoli che contano. Per non parlare della terza età: una donna con i capelli bianchi è vecchia, un uomo è affascinante. Ma perché? Dove sta scritto?
È importante sapere che la diversità di trattamento tra maschi e femmine è soprattutto imposta dal mondo esterno e chesolo la cultura può aiutare a capire e mantenere la bellezza dell’incontro uomo-donna.
Al progetto hanno contribuito: Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, Liliana Cavani, regista e sceneggiatrice, Jaia Pasquini, scrittrice e psicologa, e Maria Chiara Risoldi, psicoanalista e presidente della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. I disegni sono di Tommi (Tommaso Rebecchi). Il libro, di una casa editrice piccola, che si autoproduce e autodistribuisce cercando di parlare ai bimbi della scuola primaria di temi “impegnativi” viene dato in omaggio, grazie alla collaborazione di Coop Alleanza 3.0, in occasione degli incontri formativi sulle differenze di genere organizzati nelle scuole dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Il piccolo volume è acquistabile sul sito della casa editrice www.tjidee.it e nei bookshop online, o si può ordinare in tutte le migliori librerie.

 

 

MANIFESTAZIONE L’8 MARZO

 

Un manifesto dell'Udi © Ansa

 

Non Una di Meno, il corteo dell'8 marzo 2018 a Roma © Ansa

 

A CAGLIARI

 

 

Patto per stop molestie in luoghi lavoro–ANSA.IT–SARDEGNA

Intesa firmata tra sindacati, imprese e Consigliera parità

Sindacati, imprese e istituzioni sarde contro le molestie nei luoghi di lavoro. Un fenomeno che riguarda soprattutto le donne: gli ultimi dati forniti da Cgil durante la presentazione del protocollo nazionale a Cagliari dicono che le vittime, al 97%, sono donne e, all’87%, gli autori sono uomini.”Questo coinvolgimento totale delle parti sociali – ha detto Michele Carrus, segretario regionale Cgil – mi risulta essere un caso unico in Italia. Siamo in una posizione di avanguardia, speriamo di segnare l’avvio di un percorso che possa rappresentare un modello”.

La firma al documento è stata apposta non casualmente in concomitanza con la giornata della festa della donna. Partecipano, insieme a Cgil, Cisl e Uil anche Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai, Confcooperative, Legacoop, Agci, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Alpaa e Copagri. Presente anche la consigliera di parità della Regione Maria Tiziana Putzolu.

L’accordo prevede tra l’altro la sottoscrizione di una dichiarazione dell’azienda che “ritiene inaccettabile ogni atto o comportamento che si configuri come molestie o violenza nel luogo di lavoro e si impegna ad adottare misure adeguate nei confronti di chi le ha poste in essere”. L’azienda riconosce e firma il foglio in cui si evidenzia: “il principio che la dignità degli individui non può essere violata da atti o comportamenti che configurano molestie o violenza e che vanno denunciati i comportamenti molesti o la violenza subiti sul luogo di lavoro”.

Un’azione che va alla radice: “così come la violenza e le molestie anche i comportamenti assimilabili allo stalking e il mobbing da maternità sono inaccettabili e vanno denunciati e contrastati”. Tra le indicazioni contenute nell’accordo anche la promozione e di formazione e di sensibilizzazione nei luoghi di lavoro. Favorendo la possibilità di rivolgersi alle strutture, in primis i centri anti violenza, per affrontare i singoli casi.

 

 

OLBIA, SARDEGNA

 

 donne “Chiedete aiuto, non minimizzate”

di Maria Grazia Marilotti

“9 dicembre 2014, e chi se la dimentica quella data. E’ impressa nel mio cuore, era una giornata assolata. Quel giorno il sole è tornato a splendere nella mia vita, dopo 33 anni di inferno, botte, umiliazioni, soprusi, minacce di morte”. Roberta a 73 anni ha avuto la forza di liberarsi dal marito-carnefice e voltare pagina. Sono passati quattro anni e ora si sente più viva e forte che mai. Ma non c’è giorno in cui non pensa con gratitudine a chi le ha teso una mano, il Centro Antiviolenza Prospettiva Donna di Olbia diretto da Patrizia Desole.

“All’interno della nostra casa rifugio ha iniziato a sentire che la sua vita e la sua persona sono preziosissime – commenta Desole – sono tante le storie toccanti, le ho tutte nel mio cuore, donne sopravvissute alla violenza che sono riuscite a intraprendere un percorso di libertà. Ma questa contiene un messaggio di grande speranza perché il desiderio di libertà non ha età”.

In occasione di questo 8 Marzo, Roberta vuol lanciare un messaggio alle vittime di violenze e soprusi: “Ai primi segnali non minimizzate, ribellatevi e reagite il prima possibile, non fate come me, parlate, chiedete aiuto e sopratutto mettete al centro voi stesse, lavorate su di voi, perché la vostra vita vale”. Questo messaggio sarà letto in occasione del convegno Le radici della violenza: lezioni di umanità da Etty Hillesum, che chiude il Progetto SaS – Sardegna a scuola, finanziato dalla Regione. Organizzato da Prospettiva Donna si terrà dalle 9.30 nel Museo Archeologico di Olbia ed è rivolta a studenti e studentesse.

L’ha provato sulla sua pelle, Roberta, 33 anni di violenze, denigrazioni, scuse inventate per giustificare un occhio pesto o lividi sul corpo. Si lascia andare con coraggio al flusso dei ricordi e delle emozioni. “Se mi guardo indietro mi sembra di aver vissuto in un film surreale invece era realtà quotidiana – racconta la donna all’ANSA – dopo il primo periodo di corteggiamento in cui ha mostrato un volto angelico, mi ha annientata, ero sotto i suoi piedi, soggiogata al suo volere, trattata non da moglie ma da schiava, ridotta al silenzio, manipolata e allontanata da tutti. Ogni scusa era buona per picchiarmi, voleva che tutto fosse perfetto, essere servito a orari precisi e guai se una cosa era fuori posto, partivano ceffoni, pugni”.

Il suo è un racconto doloroso e straziante. “Continui insulti, denigrazioni. Per dispetto mi riduceva in cenere i miei bellissimi lavori all’uncinetto, lavoravo anche fuori casa e ciononostante dovevo chiedere i soldi a lui anche per comprarmi un paio di calze”. Ora Roberta finalmente può dare valore alla sua esistenza con i suoi hobby creativi, vecchie e nuove amicizie, la lettura, la natura, il cinema, le passeggiate all’aria aperta. “Ho rimesso me stessa al centro della mia vita. Mi sento almeno dieci anni in meno addosso, sono attorniata dall’affetto dei miei cari, mi sento viva e bella”. Un ultimo pensiero nel giorno dell’8 Marzo Roberta vuole rivolgerlo ai centri antiviolenza. “Guai se non ci fossero, ogni giorno ringrazio i miei angeli, mi hanno salvato la vita, me l’hanno restituita, non importa quanti anni dovrò ancora vivere, ogni attimo è prezioso, la mia vita è come un gioiello da lucidare giorno dopo giorno, e se viene fuori qualche macchiolina sorrido e la accetto, perché è il segno della mia unicità e libertà”.

 

8 marzo: migliaia in piazza a Madrid

Nella giornata di sciopero generale per le donne

 

 

 

 

 

8 marzo: manifestazione di donne a Kabul

Leader diritti umani invita a riferire ogni abuso

 

Alcune centinaia di donne si sono riunite oggi nel centro di Kabul per sottolineare, nella ricorrenza internazionale dell’8 marzo, che “molto c’è ancora da fare affinché la parità di diritti dei sessi in Afghanistan diventi una realtà”. Quest’anno la Giornata internazionale della Donna è un evento particolarmente sentito in Afghanistan perché il governo del presidente Ashraf Ghani ha avanzato una offerta di dialogo e riconciliazione ai talebani, sottolineando che fra i punti irrinunciabili della proposta c’è quello della salvaguardia dei diritti acquisiti dalle donne in questi anni.
    Frattanto, la responsabile della Commissione indipendente per i diritti umani, Sima Samar, si è oggi rivolta alle donne integrate nelle forze di sicurezza afghane, invitandole a denunciare alla Commissione stessa ogni eventuale abuso sofferto.
   

Una risposta a 8 MARZO 2018 —MANIFESTAZIONI IN GIRO PER IL MONDO::: FOTO (ANSA.IT)

  1. Donatella scrive:

    Bellissime le immagini di queste donne in cammino. La lotta per l’emancipazione femminile è lotta universale e fa migliorare le condizioni di tutta l’umanità.

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