ALBERTO ZANINI, LA STAMPA DI OGGI, L’ASINO PIPPIN, DOPO 12 ANNI DI ABUSI, RINGRAZIA L’UOMO CHE L’HA SALVATO NEL SANTUARIO COMPASION ANIMAL, UN POSTO DI BOSCHI, A 700 METRI, NELLA PROVINCIA DI VALENCIA IN SPAGNA…PIPPIN PARLERA’ SPAGNOLO…

 

 

Il ” Santuario de  compasion animal ” si trova in mezzo alla sierra di Enguera, uno dei maggiori polmoni verdi della provincia di Valencia. “En Santuario Compasión Animal creemos que la compasión y el respeto hacia el resto de animales debe ser la base fundamental para crear un mundo mejor y que todas las criaturas que comparten esta tierra están aquí con nosotros y no para nosotros.” (LINK SOTTO)

 

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La Stampa

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Dopo 12 anni di abusi, l’asino Pippin ringrazia l’uomo che l’ha salvato

Pippin è un asino speciale e queste immagini lo dimostrano. Lui per 12 anni non ha ricevuto nessuna forma di affetto o di cura. Ora che è stato liberato e vive nel Santuario Comparision Animal sta scoprendo che cosa vuol dire essere rispettati e amati: «Pippin sta imparando che ci sono delle mani…

Pippin es un burrito que rescatamos hace unos días. A sus 15 años ha ido pasando de mano en mano y sus ojos parecían resignados a un nuevo cambio. Pero lo que Pippin no sabía aún era que venía a Santuario Compasión Animal y que le espera una familia con la que va a ser muy, muy feliz.

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SANTUARIO COMPASION ANIMAL.ORG

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  1. Donatella scrive:

    Essere compassionevoli verso gli animali parte dalla compassione che dobbiamo,e sentiamo di avere gli uni verso gli altri. Compassione, nel senso più profondo del termine, da parte di chi condivide con noi il mistero, la brutalità, la dolcezza di questa vita, che non abbiamo scelto di frequentare.

  2. Donatella scrive:

    Da ” Il gatto in noi” di William S.Burroughs, ed. Adelphi 1998
    ” Il grido che mi arrivò da Ruski ( il gatto dello scrittore, che si era perso ed era finito in un ricovero dove sarebbe stato soppresso) non era solo un segnale di soccorso. Era la triste voce lamentosa dello spirito smarrito, l’afflizione che viene quando capisci che sei l’ultimo della tua specie. Questo dolore non può avere testimoni, perché non ne è rimasto nessuno. Nel tempo, dev’essere accaduto tante volte. E sta accadendo anche in questo momento: Le specie in pericolo. Non solo quelle che esistono effettivamente, o che un tempo sono esistite e si sono estinte, ma tutte le creature che potrebbero essere esistite. Una speranza, una possibilità. La possibilità perduta. La speranza che muore. Un grido che insegue chi potrebbe ancora sentirlo se non fosse già troppo lontano per sentire, un desolante dolore che torce l’animo. Questo è un cordoglio senza testimoni. “Tu sei l’ultimo. L’ultimo umano che innalza il grido”. grido antico. Pochi riescono a sentirlo. Molto penoso. E, giusto per un momento incantato, l’occasione era là. Un’occasione perduta. La volta sbagliata. Sbagliato il momento. Troppo presto. Troppo tardi. A invocare una superlativa magia si rischia il prezzo terribile del fallimento. Sapere che l’occasione è perduta perché hai fallito. E’ un dolore che può uccidere”.

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