GRAZIE A NEMO::: TONIA MASTROBUONI, REPUBBLICA 11-07-2018 ::: DIRITTI UMANI:: ” BRAVA MERKEL CHE FA LIBERARE LA DISSIDENTE CINESE LIU XIA, LA VEDOVA DI LIU XIAOBO, PREMIO NOBEL PER LA PACE “

 

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REPUBBLICA—  11 LUGLIO 2018

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11/7/2018

COMMENTI

Diritti umani

BRAVA MERKEL FA LIBERARE LA DISSIDENTE

Tonia Mastrobuoni

 

Giorni fa un grande dissidente tedesco dei tempi della Ddr, il cantautore Wolf Biermann, ha scritto sul New York Times un editoriale dal titolo “La tragedia di Angela Merkel”.

Sì, ammetteva lo chansonnier amburghese, forse sui profughi la cancelliera ha commesso qualche errore.

Ma è stato, tutto sommato, «un piccolo errore». Mille volte preferibile ai muri, ai cavalli di Frisia, ai soldati coi mitra che respingevano i “disperati” in fuga da guerre e disperazione lungo altri confini. Angela Merkel, sosteneva Biermann, «ha provato di essere un’energica umanista, perché ha agito come una cristiana ed è rimasta una stoica europeista nonostante le turbolenze interne all’Europa».

La cancelliera, concludeva, è «la faccia gentile dell’umanità razionale».

Parole bellissime, quelle del cantautore esiliato dai comunisti nel 1976 e assillato da un esercito di spie della Stasi, quando componeva le sue canzoni nella Chausseestrasse di Berlino. Vengono in mente in queste ore in cui Liu Xia è stata liberata dal regime cinese e ha raggiunto ieri sera la Germania.

La vedova del grande dissidente cinese Liu Xiaobo ha ottenuto finalmente la libertà, anche grazie alle pressioni della Germania, e in particolare di Angela Merkel. La foto dell’arrivo della poetessa cinese a Helsinki, ieri pomeriggio, il suo abbraccio al mondo, il suo sorriso sono un manifesto di libertà.

Lunedì il premier cinese Li Keqiang era a Berlino con una folta delegazione commerciale. E nel mezzo di firme di corposi contratti, di colloqui non sempre facili sulla reciprocità commerciale, Merkel non ha mancato, per l’ennesima volta, di fare appello al suo interlocutore per liberare la vedova del premio Nobel per la pace, reclusa agli arresti domiciliari da sette anni e gravemente depressa.

Lo aveva già fatto in primavera, con il presidente cinese Xi Jinping, nella sua visita ufficiale a Pechino. Quello dei diritti umani è un tema che la cancelliera non dimentica mai, al tavolo con i cinesi.

Poche ore dopo il confronto col premier cinese, Liu Xia era libera.

Proprio nelle stesse ore, vari giornali occidentali – compreso il New York Times – pubblicavano commenti in cui si sosteneva il contrario di quel che dice Biermann. Commenti in cui si spiegava perché Merkel dovrebbe lasciare, in cui si snocciolavano le ragioni della sua debolezza pericolosa per l’Europa, in cui si ricordavano le sue recenti, vistose incongruenze e giravolte.

Ma lei ha dimostrato ancora una volta di essere difficile da mettere all’angolo.

Di rappresentare, per esempio, un modello e un faro, per i valori di fondo che un pezzo del Vecchio continente vuole continuare a rappresentare.

E nonostante continui a calpestare quotidianamente i diritti umani, ieri la Cina si è brevemente ma vistosamente inchinata a questa «faccia gentile dell’umanità razionale». A Merkel, a questa Germania, e a questo residuo di Europa liberale.

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