ROSALBA REGGIO, IL SOLE 24 ORE DEL 9 AGOSTO 2018, CAPORALATO, LA DIFESA DELLA ” GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA “::: ALLA RICERCA DI SOLUZIONI…+ ALTRI ARTICOLI CHE SI APRONO…

 

IL SOLE 24 ORE DEL 9 AGOSTO 2018

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-08-08/caporalato-difesa-gdo-le-doppie-aste-non-dipendono-noi-191935.shtml?uuid=AEK5WeXF

 

PARLA FEDERDISTRIBUZIONE

Caporalato, la difesa della Gdo (“Grande distribuzione organizzata”): «Le doppie aste non dipendono da noi»

 

Controlli, maggiore efficienza della produzione e utilizzo mirato delle risorse comunitarie per la razionalizzazione del settore. La distribuzione moderna respinge le accuse di una pressione sui produttori per ottenere prezzi sempre più bassi e suggerisce la strada per migliorare il sistema ed evitare il fenomeno del caporalato. «Immaginare che chi distribuisce sia responsabile di condotte illecite nella produzione – spiega Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione – è una forzatura che non trova riscontro nella realtà».

Che cosa risponde quindi a chi attribuisce alle aste al ribasso la crisi dei produttori e il conseguente utilizzo di manodopera a basso costo?
Respingo l’accusa perché noi ci siamo sempre dichiarati favorevoli alla legalità e abbiamo interagito con le autorità, sottoscrivendo accordi e codici di autoregolamentazione. Sulle aste a doppio ribasso, per esempio, l’anno scorso abbiamo fatto un accordo al ministero dell’Agricoltura, assieme a Coop e Conad, per escludere questo tipo di strumento nella nostra attività e in quella dei nostri associati. Insieme rappresentiamo circa il 70% del mondo della grande distribuzione. Sono fuori dall’accordo le realtà dei discount, che non aderiscono a nessuna di queste associazioni, ma questo non vuol dire che utilizzino le aste per l’approvvigionamento. Parliamo quindi di una quota di questo 30 per cento.

Insomma, caporalato e prezzo non sono collegati secondo voi?
Se fissassimo un prezzo artificialmente alto, non credo che avremmo risolto il problema. Qui ci troviamo di fronte a una situazione di illegalità che credo permarrebbe anche laddove ci fossero prezzi diversi, al fine di ottenere un maggior guadagno. Quello che è insopportabile è che si continuino a mantenere situazioni che sono alla luce del sole da tempo. È evidente che sia necessaria una azione di controllo e di repressione di questi fenomeni, ma anche una chiarezza delle regole. Su questo noi siamo sempre stati disponibili a collaborare; è stata messa in piedi una Rete delle imprese agricole di qualità: imprese che autocertificano determinati requisiti dal punto di vista del rispetto della normativa e, per questo, entrano a far parte di un albo, che però fin qui non ha avuto una grande adesione. Ma è evidente che in mancanza di controlli efficaci, rischi di rimanere tutto sulla carta. A ciò si aggiunge la difficoltà legata alla frammentazione delle imprese agricole italiane, per cui non necessariamente il venditore finale corrisponde all’effettivo produttore. E anche se le nostre aziende certificano i fornitori, cioè hanno procedure di controllo sugli stessi, spesso è impossibile andare oltre la verifica documentale dell’ultimo venditore.

Quali soluzioni allora?
Sull’efficienza, il sistema Paese avrebbe tantissimo da fare, anche nel mondo dell’agricoltura, perché le situazioni di sfruttamento del lavoro nascono in un mercato estremamente frammentato e poco organizzato. Una ricerca di efficienza attraverso aggregazioni, collaborazioni o consorzi potrebbe migliorare la produzione, consentendo un percorso sano di sviluppo del settore. Le imprese agricole devono farsi promotrici di una crescita di efficienza. A questo obiettivo, poi, andrebbero indirizzati molti dei contributi comunitari che sostengono il settore.

 

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