MARCO MARONI, IL FATTO QUOTIDIANO DEL 10 AGOSTO 2018:: BANCA ETRURIA, I GIUDICI::: ” LA CONSOB SAPEVA DEL DISSESTO GIA’ DAL 2013 “

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 10 AGOSTO 2018

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Banca Etruria, i giudici: “La Consob sapeva del dissesto già dal 2013”

Sentenza d’appello – Le sanzioni di Vegas a sindaci e consiglieri sono state tardive

Banca Etruria, i giudici: “La Consob sapeva del dissesto già dal 2013”
GIUSEPPE VEGAS

Chi avesse seguito l’anno scorso il rimpallo di accuse tra Consob e Banca d’Italia durante le audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sui crac bancari, ora ha un elemento di valutazione in più: si è capito, almeno per quanto riguarda Banca Etruria, chi faceva il furbo. Come stanno le cose lo ha stabilito, almeno per ora, la corte d’Appello di Firenze, che ieri ha annullato alcune sanzioni comminate dalla Consob nel 2017 ad amministratori e sindaci della banca aretina.

La Consob, scrivono i giudici, sapeva fin dal dicembre del 2013 della gravissima situazione in cui si trovava Banca Etruria, grazie ai documenti e alle informazioni ricevute da Bankitalia. Dunque le sanzioni per amministratori e sindaci, per le supposte mancate informazioni contenute nel prospetto dell’aumento di capitale di fine 2013, sono frutto di un procedimento avviato tardivamente.

Nel motivare la decisione i giudici hanno esaminato le corrispondenze tra le due authority e hanno contestato la tesi secondo cui la Consob, presieduta allora da Giuseppe Vegas, avrebbe avuto solo nel maggio del 2016 “la disponibilità di tre fondamentali documenti” di Bankitalia relativi alla situazione di Banca Etruria (una nota rivolta alla banca del 24 luglio 2012, i rilievi dell’ispezione formulati il 5 dicembre 2013 e una nota inviata direttamente al presidente di banca Etruria il 5 dicembre 2013).

Anche se Consob non avesse ricevuto la nota del 24 luglio 2012 è “documentalmente dimostrato che, ben prima di tale momento” l’authority “era sicuramente venuta a conoscenza di documenti di Banca d’Italia” sullo stato di Etruria “ben più pregnanti e significativi” e quindi tali “da dover costituire il presupposto per le verifiche di sua competenza”.

Inoltre il rapporto ispettivo di Banca d’Italia sulla banca aretina “era sicuramente conosciuto da Consob quantomeno a febbraio 2014” e “Banca d’Italia ha sicuramente trasmesso a Consob i risultati dei propri accertamenti ispettivi del 2013” a inizio dicembre 2013.

“Ancora più significativa” per i giudici è la nota di Bankitalia a Consob del 6 dicembre 2013 in cui Bankitalia dice chiaramente che Etruria non è “più in grado di percorrere in via autonoma la strada del risanamento”, imponendone l’aggregazione con un’altra banca e riservandosi “ogni ulteriore iniziativa ritenuta necessaria ad assicurare condizioni di sana e prudente gestione e a tutelare i depositanti della banca”.

 

 

 

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