DONATELLA D’IMPORZANO, ” A proposito di cose belle…”( NUOVA RUBRICA)::: UN BRANO DI PIERO CALAMANDREI — DA TOMMASO MONTANARI, pag. 64 (vedi sotto)

 

DONATELLA D’IMPORZANO::: 

 

A proposito di cose belle…

 

voglio mettere qui un brano di Calamandrei,

riportato dal libro di Tomaso Montanari, ” Art.9″, Carocci editore, 2018, pag.64.

 

Calamandrei, con altri antifascisti, il 18 aprile 1937, per sfuggire al clima politicamente pesante delle città, si reca in cima al promontorio di Ansedonia che fronteggia il monte Argentario. La passeggiata fu tra le rovine di una città romana: Cosa.

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Calamandrei così si esprime:

”Tutte le fantasticherie che si possono sognare da una finestra che dà sul mare furono sognate quassù, più di duemila anni fa, da uomini ai quali noi somigliamo anche nel volto… Forse è proprio questa consapevolezza della sorte comune che ci rende così cara e così familiare questa terra: il saper che in questa vegetazione che rinasce da millenni su questo strato sempre più spesso di macerie si sono mescolate e fuse le vicende umane che oggi per un istante si incarnano in noi, ci fa sentire per questa terra, anche per i suoi sassi e per i suoi arbusti una struggente tenerezza. Qui non si riesce più a capire dove finisca la roccia inanimata e dovi cominci il segno lasciato dai viventi; uno stesso senso di pietà, come se si trattasse di parentela, abbraccia le cose e le creature”

 

 

 

Risultati immagini per CALAMANDREI INVENTARIO DELLA CASA DI CAMPAGNA

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LA NUOVA ITALIA–ripubblicato nel 2013-2014, si trova in Anobii

 

Calamandrei, “Inventario della casa di campagna”,1941, Le Monnier, Firenze, pp. 276-285.

 

 

 

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… le istantanee delle gite che quasi ogni domenica, dal 1935 fino allo scoppio della guerra, ha fatto con un gruppo di amici in cui si ritrovano alcuni dei maggiori esponenti dell’antifascismo e  della cultura italiana del Novecento: Luigi Russo, Pietro Pancrazi, Alessandro Levi, Guido Calogero, Attilio Momigliano, talvolta Benedetto Croce, Franco Antonicelli e Leone Ginzburg. Non erano gite qualsiasi, e Calamandrei lo ricorderà dopo la guerra: “Negli anni pesanti e grigi nei quali si sentiva avvicinarsi la catastrofe, facevo parte di un gruppo di amici che, non potendo sopportare l’afa morale delle città piene di falso tripudio e di funebri adunate coatte, fuggivano ogni domenica a respirare su per i monti l’aria della libertà, e consolarsi coll’amicizia, a ricercare in questi profili di orizzonti familiari il vero volto della patria”.

luoghi scelti “non per estetismi turistici ma col desiderio di ritrovare, in quelle testimonianze, una tradizione di civiltà, della quale ciascuno di noi, durante la settimana, aveva creduto, nei momenti di maggior scoramento, di avere smarrito il senso”

 

Leggiamo quelle foto con le parole stesse di Calamandrei, estratte da lettere, scritti vari e soprattutto  dal suo diario: “Io penso che qualcosa di eterno ci deve essere se noi prendiamo tanto gusto ed affezione a queste nostre gite: nelle quali circola nel nostro pensiero una parola che non diciamo per pudore, ma che pure, a ripensarla così di paese in paese, torna nuova e pura: patria”.

lariadellaliberta-pierocalamandrei2Ogni tanto la sequenza fotografica viene interrotta dall’irruzione sullo schermo di un cinegiornale che ci riporta nelle “città del falso tripudio”. È il contrappunto all’illusorio fuoriuscitismo domenicale: “Nella gita si è riso e siamo stati allegri. Ma sotto l‘allegria, malinconia, più pungente in primavera, in queste bellissime campagne toscane. L’assillo che rode dentro è mordente e affannoso fino alle lacrime. Chi riuscirà ad esprimere la tragedia della nostra generazione?”.

Una tragedia segnerà quelle gite: l’assassinio di uno dei compagni più assidui, Nello Rosselli, appena qualche settimana dopo la sua ultima passeggiata domenicale. E le segnerà l’angoscia del conflitto incombente: “Tutti, senza dircelo, portavamo con noi in quelle gite la segreta malinconia di chi, andando a far visita ad una persona cara, pensa che forse è quella l’ultima volta che la vedrà e non riesce a scacciare il funesto presentimento: la guerra viene, la guerra verrà. C’era già su quelle colline ridenti un presagio di distruzione”.

 

http://www.sienafree.it/montepulciano/89162-al-poliziano-laria-della-liberta-litalia-di-piero-calamandrei

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