LA VITA E LE OPERE DELLE TRE SORELLE BRONTE RACCONTATA DA UN ILLUSTRE STUDIOSO:: MARIO PRAZ—+++ IL FUMETTO APPENA USCITO SULLE TRE SORELLE DI MANUELA SANTONI, EDITORE BECCO GIALLO

 

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le tre sorelle in un dipinto del fratello Patrick

 

 

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Mario Praz (Roma,  1896 – Roma,  1982), autore del famoso saggio: La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, pubblicato  nel 1930…e infine dalla Bur nel 2008.

 

Sorelle Brontë – Vita e opere                                                                     

Malham, Yorkshire, Panorama, Dales Del Yorkshire

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paesaggi dello Yorkshire

La tragica e insolita storia della famiglia Brontë, lo sfondo selvaggio delle brughiere del Yorkshire contro cui si profila quella storia reale e la vita fantastica dei personaggi dei romanzi delle sorelle, sono non ultime ragioni del grande interesse che ha destato la loro opera letteraria. Il rev. Patrick Brontë, parroco anglicano d’origine irlandese, s’era venuto a stabilire a Haworth, nel West Riding del Yorkshire, nel 1820, quando Charlotte(1816 – 1855) aveva appena quattro anni, ed Emily (1818-48) due; l’anno dopo morì  Mrs. Brontë, originaria della Cornovaglia, e la zia, miss Branwell, consentì, assai contraggenio, a prendersi l’onere d’allevare la numerosa figliolanza del vedovo cognato: cinque ragazze e un maschio, Patrick Branwell. Il rev. Brontë non era poi quel padre tirannico che la tradizione, alimentata da pettegolezzi di servi, ci ha rappresentato; fu ecclesiastico per sbaglio, ecco tutto; avrebbe dovuto essere un militare (aveva cangiato il nome originario, Prunty, in Brontë, per ammirazione per lord Nelson duca di Bronte in Sicilia). Miss Branwell era wesleyana, e le idee del fondatore del metodismo in fatto di educazione si riassumono in queste parole: « Spezza in tempo la loro volontà, comincia questo lavoro prima che possan correre da soli, prima che possano esprimersi chiaramente, forse prima che possano parlare affatto. Per pena che costi, spezza la volontà, se non vuoi che il bimbo sia dannato. Che un bimbo, da un anno in su impari a temere la verga e a piangere pian piano; da quell’età in poi fa’ ch’egli obbedisca, dovessi tu anche frustarlo dieci volte di seguito per renderlo docile ». Miss Branwell non adoperò tuttavia metodi violenti, dominò bensì con la tirannia dello spirito, facendo appello alle emozioni su cui essa aveva facile governo nel caso di fanciulle dall’immaginazione vivace come le Brontë. Codesta educazione ebbe particolare effetto su Anne (1820-49), prediletta della zia; il resoconto di morti edificanti era un tema consueto delle riunioni settimanali dei metodisti, e a questa istruzione religiosa s’aggiunse l’esempio della lezione di mortalità fornita dalla scomparsa di Maria ed Elizabeth, le due prime figlie del rev. Brontë , vittime della morte precoce che perseguitò tutta la prole. Il terrore della dannazione eterna (un tratto che Anne ebbe in comune con William Cowper) fece luogo in lei più tardi a una più mite fede cristiana, in cui avevan larga parte la pace e ilperdono, e codesta fede ispirò sempre i versi di Anne Brontë, i quali spesso mal si distinguono dalla consueta innografia protestante.

 

Ma, a parte quest’impronta metodista, l’educazione delle piccole Brontë fu fortunatamente affidata alla viva presenza della selvaggia natura delle brughiere del Yorkshire: al contatto di essa, stimolati dal dono d’una scatola di soldatini, i piccoli Brontë crearono una loro privata mitologia di formidabili giganti (« Vedo, vedo apparire il terribile Brannii, tetro gigante che scuote sulla terra la sua lancia di fiamma… »), e poi quei nomi di fantastici eroi di Gondal e Gaaldine: Alexander Hybernia, Alexandrina Zenobia, Gerald Exina, Juliet Augusteena, Rosabella Esmalden…: strano essutorio dell’esaltata vita interiore dei fanciulli. Ricordiamo: il padre era irlandese, la madre della Cornovaglia: si tratta di celti, non propriamente d’inglesi. I fantastici racconti furono trascritti in libriccini, di solito con calligrafia microscopica, e al cosiddetto « ciclo di Angria » collaborarono Charlotte e Branwell, creando un regno africano di fantasia spirante infocate passioni byroniche, mentre Emily ed Anne nella « Cronaca di Gondal »raccontarono le guerre e i complotti di monarchici e repubblicani in un misterioso regno del nord. Nei romanzi della maturità Charlotte non farà che rielaborare temi che l’avevano ossessionata e incantata fin dalla fanciullezza. La compilazione di queste opericciole si estende dal 1829 al 1845: ché in quest’ultimo anno Emily trascriveva ancora versi nella « Cronaca di Gondal ».

 

Quanto a Branwell Brontë, pittore, poeta, uomo senz’arte né parte, vittima dell’alcool e dell’oppio, « che si moveva in una nebbia in cui si perdette », fu l’incubo vivente della propria famiglia. Il coraggio, la fermezza, in questa famiglia, toccarono in sorte non al maschio, ma alle donne. Fragili ragazze provinciali, intense e goffe, e acutamente consce della propria goffaggine e mancanza di beltà, minate dalla tisi, abitate da un genio forastico, schivo, violento, soprattutto Emily, la quale, una volta che i suoi versi furon resi di pubblica ragione per iniziativa della sorella Charlotte, si sentì come svuotata del suo segreto, e accolse la morte come una liberazione.

 

Le ragazze tentarono di guadagnarsi la vita dedicandosi all’insegnamento; Charlotte, dopo aver avuto impiego come governante, pensò di aprire con Emily una scuola per proprio conto, e per completare l’educazione e la conoscenza delle lingue (Charlotte del francese, Emily dei rudimenti del tedesco), le due sorelle si recarono nel 1842 a Bruxelles dove trascorsero otto mesi alla scuola di Monsieur Héger, finché furon richiamate a casa dalla morte della loro zia. Charlotte fece un secondo soggiorno a Bruxelles nel 1843-4, questa volta come insegnante, nello stesso educandato, e la guida e il consiglio di Héger l’aiutarono a superare le limitazioni dei suoi primi scritti, così remoti dalla sfera dei lettori ordinari. Ne nacque in lei un’ardente devozione romantica pel maestro, che continuò nel 1844-5 dopo il suo ritorno in patria, finché un avvertimento di Héger (che era sposato) circa malintesi che l’epistolario avrebbe potuto creare, pose fine alla relazione. Alla scuola progettata a Haworth dalle due sorelle non si presentò nessun allievo, mentre la vita familiare era sotto l’incubo della degradazione fisica e morale di Branwell. Ne patì soprattutto Anne che, accettato un impiego di governante, soffrì della tresca del fratello, anche lui precettore nella stessa famiglia, con la padrona di casa; Branwell morì alcoolizzato nel 1848. Nel 1845 Charlotte scoperse per caso le poesie manoscritte di Emily; la persuase a pubblicarle insieme coi versi propri e di Anne, come Poems by Currer, Ellis, and Acton Dell : questo volume, uscito nel 1846, passò inosservato; un altro appello al pubblico segui nel 1847, con la pubblicazione di tre romanzi, Jane Eyre di Charlotte, Wuthering Heights di Emily, e Agnes Grey di Anne (un primo romanzo di Charlotte, The Professor, era stato rifiutato dagli editori, e uscì postumo). Jane Eyre ebbe un successo sensazionale, avvantaggiandosi del quale l’editore dei romanzi di Emily e di Anne pubblicò nel 1848 un secondo romanzo di quest’ultima, The Tenant of Wildfell Hall, diffondendo la voce che gli pseudonimi di Currer e Acton Bell nascondevano la stessa persona. Per dimostrare che ciò non era vero, Charlotte e Anne si recarono a Londra presentandosi all’editore della prima. Nel dicembre di quell’anno si spense Emily, e pochi mesi dopo a Scarborough, dove era invano andata per domare la malattia, tranquillamente Anne abbandonò la vita. Le opere di Anne non passarono ai posteri come quelle delle sue più dotate sorelle, ma va notato che George Moore, giudice un po’ bizzarro ma tutt’altro che privo d’acume, riteneva Agnes Grey, che sulle orme del Goldsmith e di Maria Edgeworth narrava le esperienze di governante dell’autrice « la prosa narrativa più perfetta della letteratura inglese.. semplice e bella come un vestito di mussolina, l’unica storia nella letteratura inglese in cui stile, personaggi e tema siano in perfetto unisono ».

 

Charlotte compose altri due romanzi Shirley (1849) e Villette(1853), il primo avente per sfondo il Yorkshire al tempo dei disordini industriali, il secondo suggerito dall’esperienza belga; conobbe la rinomanza, un breve periodo di felicità dopo il matrimonio con il Rev. A. B. Nichols (1854), e mori nella prima gravidanza.

 

Alle qualità d’osservazione realistica e d’ironia comuni a molti romanzieri di quest’epoca, Charlotte Brontë unisce un’intensità di emozione che nei momenti felici s’esprime in modo diretto, rapido e conciso; Jane Eyre, il suo capolavoro, destò un certo scalpore a suo tempo perché l’eroina nei momenti di crisi mostra un coraggio che urtava contro le idee vittoriane di delicatezza; ma le appassionate eroine della Brontë non sono mai schiave della passione, anzi son pronte a sacrificare all’onore e al dovere lo stesso amore. Ove tuttavia la Brontë, in parte per soddisfare le esigenze del pubblico, abbandona il terreno dell’osservazione e si affida alla fantasia, dà nel melodrammatico e nel frenetico in modo che risente della tradizione del romanzo « nero »; inoltre il suo stile è talora contorto e gravato da astrattezza, e di rado riesce a dar l’impressione della parlata naturale.

 

L’intensità emotiva è ancor più veemente nell’opera di Emily Brontë, le cui poesie rivelano un’anima ardente di mistica panteista e d’indomabile stoica: solo le selvagge brughiere, da cui non poteva staccarsi, parlavano un linguaggio con il quale il suo cuore si sentiva all’unisono. Il suo prodigioso romanzo dal significativo titolo (Wuthering Heights, cime tempestose) è un misto d’ingenuità (per esempio nello studio dell’anima del protagonista, Heathcliff, sorta di uomo fatale alla Byron, figlio d’ignoti, e nella concezione, tipicamente virginea, di mostruosi orrori) e di rara intuizione, opera tra le più tumultuosamente romantiche di tutta la letteratura inglese, precorritrice, per l’intimo contatto con una desolata natura, dei romanzi del Hardy.

 

il testo è preso da:::

 http://lafrusta.homestead.com/pro_bronte.html

Mario Praz

La letteratura inglese dai romantici al Novecento

edizioni Accademia, Milano 1968

pp- 140 -144

 

 

 

 

Titolo: LE SORELLE BRONTE
Editore: BECCO GIALLO
Collana: SORELLE BRONTE
Prezzo: € 14,45 € 17,00 (-15%)

 

 

Beccogiallo Editore racconta la vita intensa di Charlotte, Emily e Anne, il libro è arrivato in libreria lo scorso 31 ottobre ma potrai trovarlo in questi intensi giorni di Lucca Comics 2018.

 

Le sorelle Bronte, la biografia illustrata curata da Manuela Santoni per Beccogiallo Editore è già arrivata in libreria il 31 ottobre ed è una delle novità che la casa editrice propone per questa edizione 2018 di Lucca Comics. Scopriamo di più sul libro, le sorelle Bronte e l’autrice Manuela Santoni.

 

Il libro

Se c’è una cosa che quelli di Beccogiallo Editore sanno fare davvero bene, sono le biografie. La cura che ci mettono e la capacità di trovare autori come Manuela Santoni (già autrice di un volume dedicato a Jane Austen) in grado di tradurre in immagini le vite dei personaggi che hanno cambiato la storia, è imparagonabile. Le sorelle Bronte è già in libreria, dal 31 ottobre, ma è anche una delle novità presenti in questa edizione di Lucca Comics.  L’autrice, Manuela Santoni, ci racconta con il suo stile inconfondibile la storie della tre autrici che, mettendo in gioco tutta la loro creatività, riusciranno a salvare le loro famiglia.

Ma tu conosci veramente le tre scrittici?

 

Le sorelle Bronte le conosciamo davvero?

Le sorelle Bronte furono tre scrittrici inglesi che, nella prima metà dell’Ottocento, firmarono alcuni due romanzi più famosi della letteratura moderna. Dotate di grande creatività, misero in campo le loro capacità, utilizzando degli pseudonimi maschili, per scrivere romanzi ancora oggi immortali. Charlotte Bronte, sorella maggiore, è autrice, tra gli altri, di Jane Eyre, Emily Bronte, è l’autrice di Cime tempestose (forse il titolo più noto delle scrittici) e Anne, sorella minore, è l’autrice di Wildfell Hall e Agnes Grey.

Grazie al successo ottenuto immediatamente poterono, con i loro lavori, risollevare le finanze di una famiglia in serie difficoltà.

Una sorte, quella delle tre sorelle, che nonostante l’impegno profuso non gli permise di vivere a lungo.  Restano a noi l’unicità e l’immortalità delle loro opere, mentre il racconto della loro vita è affidato, oggi,  a Manuela Satoni che realizza la loro biografia per Beccogiallo Editore. Ma chi è questa illustratrice?

 

Manuela Santoni

 

editore Becco Giallo, 2017

 

Manuela Santoni è un’illustratrice romana che aveva già firmato per Beccogiallo Editore la biografia di Jane Austen, è autrice, tra gli altri dei libri Storie proprio buffe per Il Castoro Editore e Girl R-Evolution. Diventa ciò che sei per DeAgostini.

 

 

blogario di Clara Raimondi

Arriva la biografia illustrata delle sorelle Bronte

 

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