CARLO PICCININI, di Donatella e Franchino…CI INVITA A VEDERE TANTE COSE BELLE E ANTICHE E MODERNE A PRATO

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CARLO PICCININI

Prato cenni storici

Come la maggior parte delle città toscane, Prato può documentare con reperti archeologici agli antenati dal periodo Neolitico, ala civiltà Etrusca ed al periodo Romano.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la zona di Prato fu occupata dai Bizantini e fu rasa al suolo durante la guerra greco-gotica (VI sec.).

Ricostruita sotto il dominio longobardo, dopo l’assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa e la fuga dei nobili locali che si rifugiarono nei propri castelli della Val di Bisenzio,  l’abitato cominciò a costituirsi come Libero Comune.

Le numerose guerre medievali che portarono alla costruzione di due cerchia di mura, non fermarono la fiorente attività tessile che non cessò di crescere nonostante le lotte intestine e gli attacchi esterni. vicine.

Prato ancora storia

Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze e alle proprie lotte interne, la città si sottomise a Roberto d’Angiò, re di Napoli.

Il 23 febbraio 1351 Giovanna d’Angiò vendette Prato a Firenze, da cui la città venne governata, mantenendo una certa autonomia, ma seguendone le evoluzioni storiche ed economiche fino ai giorni nostri.
Nel 1653 Prato, sempre più specializzata nella rifinitura dei tessuti che, dallo stato greggio passavano attraverso la follatura, la garzatura, la cimatura e la calandratura eseguite in modo raffinato e per questo sempre più ricca, venne promossa a città e a diocesi.

 

Cosa Mangiare a Prato

Prato - Cantucci di PratoPrato è una città all’altezza della miglior cucina toscana culinario anche se alcuni piatti sono proprio solo di qui.

Le ricette tradizionali della tavola pratese offrono piatti poveri e rurali, preparati con alcuni dei prodotti tipici di questa zona come la mortadella di Prato o i fichi di Carignano.”La Bozza” il tipico pane di Prato accompagna i molti piatti di carne la cui materia prima è quella proveniente dai capi allevati fra i monti della Calvana e del Mugello, ad est di Prato.

Da non perdere le polpette alla pratese.

Famosi sono i dolci di questa zona: come i biscotti di Prato (cantuccini), il pan con l’uva, i migliacci dolci, la composta di crema pratese, i cenci di carnevale, il castagnaccio, gli amaretti di Carmignano, gli zuccherini di Vernio, i sassi della Caldana, il Berlingotto, tipico dolce del giovedì grasso, i Brutti Boni, detti anche “mandorlati di S. Clemente” e le Pesche di Prato. Interno del Castello

 

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castello dell’imperatore

Il castello ha quattro torri quadrate agli angoli e altre quattro al centro di ogni lato delle mura.

Due di questi torrioni risalgono ad una preesistente fortificazione dei Longobardi Alberti, per questo il castello non è geometricamente perfetto come negli altri castelli Svevi.

Le mura e le torri sono ornati la merli ghibellini e gli interni del castello rimasero incompiuti a causa della morte di Federico II nel 1250.

Adattato a diverse esigenze, il castello nei secoli il fu usato anche come carcere, fino al 1975 quando venne restaurato e adibito a Mostre d’Arte.

 

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Se arrivi in treno ti consiglio di scendere alla fermata di Prato Porta al Serraglio, se invece arrivi in macchina potrai parcheggiare nelle vicine Piazza Ciardi o Piazza del Mercato.

 

Camminando fino alla fine di Via Magnolfi arriverai direttamente al Duomo [Basilica di Santo Stefano] con la sua grande piazza. La Basilica, con il pulpito esterno di Donatello e Michelozzo, è di marmo a strisce bianche e verdi, come tanti altri luoghi di culto e palazzi in Toscana. Al suo interno viene custodita la reliquia della Sacra Cintola della Madonna e potrai ammirare gli affreschi di Filippo Lippi. Nella stessa piazza potrai soffermarti al museo dell’Opera del Duomo di Prato dove sono conservati dipinti, sculture e suppellettili sacre.

 

 

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inside the duomo

 

 

palazzo pretorio

Da qui puoi procedere verso Piazza del Comune dove, oltre alla Fontana del Bacchino e al Palazzo Comunale, si trova lo stupendo medievale Palazzo Pretorio. Imponente ed elegante con i suoi mattoni rossi del Duecento e la pietra alberese bianca dell’epoca tardo-gotica è la sede del nuovissimo Museo di Palazzo Pretorio riaperto ad Aprile 2014 dopo una chiusura di quasi 20 anni. Qui potrai ammirare opere di Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Donatello, Filippo e Filippino Lippi, Santi di Tito, Alessandro Allori, Batistello Caracciolo, Lorenzo Bartolini e di tanti altri artisti.

Continua la tua passeggiata fino alla Chiesa di San Francesco situata nell’omonima piazza e svolta a sinistra per ritrovarti davanti il Castello dell’Imperatore, esempio di architettura sveva. L’ampio cortile interno viene usato, nella calda stagione, come sede di concerti ed eventi. Se vuoi avere una bella vista sulla città sali fino al camminamento superiore passando per una scala del torrione. Nella stessa piazza, Santa Maria delle Carceri, si trova la Basilica che porta lo stesso nome e che venne costruita sui resti di un’antica prigione. Nei dintorni altre tappe da non perdere sono: il Palazzo Datini, sede della Casa – Museo del mercante Francesco Datini, dell’Archivio Datini e dell’Archivio di Stato di Prato; la Chiesa di San Domenico con la facciata rimasta incompleta; il Museo di Pittura Murale con opere di Niccolò Gerini, Agnolo Gaddi e Paolo Uccello.

 

fortezza prato

Da Piazza Santa Maria delle Carceri procedi per Via Mazzini e arriva a Piazza San Marco, punto di incontro tra la città antica e moderna. La riconoscerai in quanto in mezzo ad essa si trova una grande opera, in marmo bianco delle Apuane, di arte contemporanea: “Forma squadrata con taglio” di Moore.

 

marble statue

Imboccando Via San Silvestro ti ritroverai in Piazza Mercatale. Piena di ristoranti, pub e luoghi di incontro ha per metà la funzione di parcheggio. Percorrendo Via Garibaldi, sede di negozi ed esercizi commerciali ti ritroverai in Piazza del Duomo.

In centro si trovano anche il Teatro Metastasio Stabile della Toscana e il Teatro Politeama Pratese, entrambi con una ricca programmazione!

Ti voglio, infine, segnalare tre importanti musei che si trovano in città:

Museo del Tessuto: dedicato all’arte e alla tecnologia tessile, situato in un opificio all’interno delle mura medievali;

Museo di Scienze Planetarie: racchiude un percorso che ti farà viaggiare nel tempo, dalla nascita dell’Universo fino alle origini della Terra;

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

 

 

https://www.discovertuscany.com/it/prato/cosa-non-perdere-nel-centro-storico-di-prato.html

 

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Fontana del Bacchino

 

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Fiume Bisenzio

 

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Castello dell’Imperatore

 

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Castello dell’Imperatore

 

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Cattedrale Santo Stefano

 

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Piazza Comunale

 

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Palazzo Pretorio

 

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Palazzo Pretorio

 

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Convento S. Nicolò

 

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Piazza delle Carceri

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Atmosfere

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Teatro Metastasio

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Pulpito di Donatello

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Ex Palazzo Vescovile
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Ingresso San Francesco
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Santa Maria delle Carceri
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Santa Maria delle Carceri
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Ponte Mercatale
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3 Responses to CARLO PICCININI, di Donatella e Franchino…CI INVITA A VEDERE TANTE COSE BELLE E ANTICHE E MODERNE A PRATO

  1. Domenico Mattia Testa scrive:

    Alla illustrazione delle cose belle antiche e moderne di Prato andava aggiunto Il convitto nazionale “Cicognini”,il più antico Istituto scolastico della città,fondato nel 1692,dove studiò D’Annunzio.Un centro storico interessante,ricco di opere e ben conservato.Visitarlo è un piacere ed un apprendimento di storia,di economia e di arte.Un po’ squallida,desolata la zona industriale,dopo il declino del distretto tessile autoctono,soppiantato da quello cinese.Una città,a quanto ho letto, cosmopolita perchè su quasi 200.000 abitanti ben 40.000 sono stranieri.Se Dante poteva ironizzare,ma non troppo,sulla piccola Prato del suo tempo che voleva prendersi lo sfizio di vedere Firenze punita nella famosa terzina
    “Ma se presso al mattin del ver si sogna,
    tu sentirai di qua da picciol tempo
    di quel che Prato,non ch’altri t’agogna.(If:26°)
    oggi quel piccolo borgo medievale è la terza città per numero di abitanti dell’Italia centrale,dopo Roma ed appunto Firenze.

    • Chiara Salvini scrive:

      che bello questo intervento! Potevi farlo solo tu..che, a quanto si vede, sai un sacco di cose…Mi viene l’idea che devi essere nato negli anni Quaranta…mi sbaglio? Si capisce che non c’è bisogno di risposta, ciao, grazie, ormai ti aspetto…, chiara per il blog

  2. nemo scrive:

    Bello e invitante per testi e foto questo post. Complimenti all’autore Carlo Piccinini e a Chiara che lo ha pubblicato.

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