“Dance or die” : c’est le message de paix du syrien Ahmad Joudeh, qui danse ici à Paris au Trocadéro, place des droits de l’Homme sur la chanson “Dance or die” écrite et interprétée pour lui par le musicien Sanga.

 

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Ahmad Joudeh (Yarmouk, 1990) è un ballerino e coreografo siriano trasferitosi nei Paesi Bassi con l’aiuto della Dutch National Ballet Company.

Nato nel 1990 da madre siriana e padre palestinese, Joudeh è cresciuto a Yarmouk, un campo profughi palestinese di Damasco. Nonostante suo padre non approvasse il suo interesse per la danza, Joudeh continuò a studiare danza a Damasco.

Dal 2007 al 2016, ha vissuto a Damasco, studiando danza ed insegnandola gratuitamente a bambini orfani e disabili. Sua madre vive ancora in Siria, mentre suo padre è in un centro per richiedenti asilo a Berlino, in Germania: è in questo campo che padre e figlio si sono recentemente riconciliati dopo un allontanamento di undici anni.

Nel 2014 è stato un partecipante nella versione araba del reality show So You Think You Can Dance. Egli arrivò in semifinale, ma, essendo un palestinese senza un’identità nazionale, gli venne detto che non avrebbe potuto vincere. Nonostante ciò, le sue apparizioni lo resero noto al produttore cinematografico olandese Roozbeh Kaboly, il quale ha prodotto un documentario su Joudeh per la televisione olandese.

Joudeh ha anche prodotto alcuni brevi video su YouTube che lo rappresentato mentre danza in Siria.

Nel 2014 è stato un partecipante nella versione araba del reality show So You Think You Can Dance. Egli arrivò in semifinale, ma, essendo un palestinese senza un’identità nazionale, gli venne detto che non avrebbe potuto vincere. Nonostante ciò, le sue apparizioni lo resero noto al produttore cinematografico olandese Roozbeh Kaboly, il quale ha prodotto un documentario su Joudeh per la televisione olandese.

Joudeh ha anche prodotto alcuni brevi video su YouTube che lo rappresentato mentre danza in Siria.

Dopo la trasmissione dei documentari, Joudeh ricevette l’invito a ballare da vari Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Svizzera ed il Belgio. Egli decise di andare nei Paesi Bassi grazie all’invito di Ted Brandsen, direttore artistico dellla Dutch National Ballet Company. Brandsen, inoltre, iniziò una raccolta fonti intitolata Dance for Peace per supportare Joudeh.

 

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