NADIA URBINATI, REP.2/12/2018 pag. 27 ::: I DIRITTI. SE LA SICUREZZA DIVENTA TEMA DI SOLA POLIZIA

 

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NADIA URBINATI ( Rimini, 1955), insegna alla Columbia University di New York

 

 

REPUBBLICA DEL 2 DICEMBRE 2018

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I diritti

SE LA SICUREZZA DIVENTA TEMA DI SOLA POLIZIA

Nadia Urbinati

 

 

 

 La legge sulla sicurezza approvata dal Parlamento assegna larghissimo spazio all’immigrazione, facendone a tutti gli effetti un tema di ordine pubblico, di polizia. Regola la presenza dei migranti in maniera molto restrittiva, abrogando il permesso di soggiorno per motivi umanitari e togliendo la protezione a chi chiede asilo da trattamenti disumani e degradanti.Propone una lettura disumana della Costituzione, ed esce dall’alveo delle convenzioni internazionali sulla protezione dei diritti di bambini e ragazzi, che l’Italia ha sottoscritto (l’art. 10 della Costituzione dice che “La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali).

Come ha scritto Chiara Saraceno su Repubblica, “dopo l’approvazione della nuova legge sulla sicurezza i figli di coloro che hanno ottenuto protezione umanitaria dovranno seguire il destino dei genitori, obbligati a lasciare i luoghi in cui avevano trovato accoglienza e progetti di inserimento”. Mario Morcone, rappresentante del Consiglio italiano per i rifugiati, ha spiegato che “richiedenti asilo e rifugiati non hanno commesso alcun reato. La Convenzione di Ginevra prevede esplicitamente che gli Stati non possano adottare sanzioni penali contro i rifugiati solamente per il loro ingresso o soggiorno irregolare”.La legge e la sua approvazione sollevano il problema del ruolo degli organi di controllo, in primis le corti e chi si occupa di sorvegliare affinché venga garantito al paese il governo della legge: al paese, ovvero a chi lo abita (cittadini e cittadini naturalizzati, immigrati residenti e ammessi, e rifugiati.) I diritti umani sono diritti della persona, non dei soli cittadini. Le democrazie si sono stabilizzate dopo la Seconda guerra mondiale e due decenni di dittature riconoscendo questo principio, che mette la legge sopra le maggioranze e i governi. Che maggioranza e governi ricevano la legittimità del consenso elettorale non è ragione sufficiente perché agiscano come l’opinione della maggioranza vuole.Il momento difficile nel quale si trova la nostra democrazia richiede una riflessione critica e competente sulla tensione che si manifesta tra “governo della legge” e “governo degli uomini”, per riprendere una terminologia classica molto chiara. Siamo di fronte, non solo in Italia, allo stravolgimento della maggioranza che da principio di decisione si fa potere diretto che stiracchia al massimo i limiti imposti dalla Costituzione. Questa è la faccia del populismo del XXI secolo, che può stare nei binari del governo della legge fino a quando il potere indipendente della giustizia esercita la sua funzione. A fianco di altre grandi questioni che la svolta populista globale rappresenta e determina, quello della trasformazione delle democrazie costituzionali in costituzionalizzazioni di una maggioranza è un problema spinoso, gravido di conseguenze che devono farci ponderare sul significato e l’estensione dell’antica massima per la quale la libertà si protegge limitando il “governo degli uomini”. Per fermare un treno che potrebbe deragliare, con danno per tutti, non solo per i rifugiati, non si deve dimenticare che nell’età costituzionale le dittature hanno iniziato con il togliere i diritti alle minoranze, aprendo la strada alla discrezionalità (diceva Mussolini che nella sua “concezione non esiste la divisione dei poteri”) che si è tradotta in governo di polizia per tutti.

Una risposta a NADIA URBINATI, REP.2/12/2018 pag. 27 ::: I DIRITTI. SE LA SICUREZZA DIVENTA TEMA DI SOLA POLIZIA

  1. Domenico Mattia Testa scrive:

    Il Viminale ha vari compiti-l’elenco sarebbe troppo lungo-l’attuale ministro dell’Interno si è specializzato a “difenderci” nella maniera sbagliata dai rifugiati e dai richiedenti asilo moltiplicando i centri per il rimpatrio ed,in generale per la sicurezza,estendendo la licenza del porto d’armi per la difesa personale,come negli Stati Uniti.Salvini crede,perchè eletto dal popolo,di poter violare la Costituzione,la Convenzione di Ginevra ed i Trattati internazionali che hanno una lunga storia e tutelano i diritti delle minoranze a prescindere dal colore politico dei vari governi.Il tema della sicurezza va affrontato anzitutto garantendo agli immigrati i diritti civili e sociali:scuola,lavoro,casa assistenza,come a tutti i cittadini italiani.Lo straniero che vive da noi deve aver gli stessi diritti e doveri.Così inizia il vero processo di integrazione,così diminuiscono i reati,si riduce la paura su cui l’attuale ministro pone tutta la sua attenzione continuando la campagna elettorale xenofoba.Da che mondo è mondo lo straniero,come l’italiano,più gode di diritti civili e sociali,meno delinque. La migliore repressione è la prevenzione.Ma per entrare in questa ottica ci vuole cultura democratica,egalitaria,non quella delle armi,della risposta poliziesca.Lo straniero fa paura,quando lo vediamo come un nemico,non un fratello,un amico con cui ci troviamo a convivere e dal cui confronto possiamo arricchirci reciprocamente.

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