KATOWICE, CRACOVIA IN POLONIA :: DAL GIORNO 3 DICEMBRE FINO AL 14 SI SVOLGE LA COP 24, LA CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO::: IL 4 DI OTTOBRE SONO PARTITI DA ROMA I PELLEGRINI CHE FANNO UNA MARCIA A PIEDI VERSO KATAWICE…

 

 

 

 

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La partenza del pellegrinaggio “In cammino per il clima” da piazza San Pietro a Roma

 

YEB SANO

 

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3/12/2018

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SCIENZE

L’appuntamento

Al via Cop24

A piedi da Roma a Katowice ” Marciamo per cambiare clima”

GIACOMO TALIGNANI

 

Cinque anni fa, durante il Cop19 in Polonia, un giovane delegato filippino si mise a piangere davanti a centinaia di rappresentati Onu. Le lacrime di Yeb Sano erano per la sua terra, la propria famiglia, le seimila persone uccise dal tifone Yolanda nelle Filippine.

Parlava con rabbia: «Dobbiamo agire contro il cambiamento climatico, adesso». Seguirono gli applausi, ma da allora troppo poco è stato fatto nella lotta al global warming. Per questo, come fece per gli Accordi di Parigi nel 2015, Yeb si è messo in cammino: a inizio ottobre insieme al fratello sopravvissuto per miracolo al tifone, era in piazza San Pietro a Roma. Da lì è partito con altri “pellegrini del clima” per una marcia dalla Capitale sino a Katowice in Polonia, dove si tiene da oggi fino al 14 dicembre il Cop24, la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Viaggiano a piedi con un messaggio: «Al vertice c’è in gioco il nostro futuro – dice Sano – e se i negoziati per aiutare il Pianeta falliranno, allora anche gli accordi presi a Parigi non avranno più senso».

A Katowice i leader mondiali dovranno trovare strategie comuni per rispettare quelle politiche, dall’abbandono dei combustibili fossili, alla crescita delle energie rinnovabili, che furono sottoscritte a Parigi per permettere al Pianeta di rimanere sotto l’innalzamento di 1,5 gradi, soglia verso la quale ci stiamo avviando. Senza un freno ai gas serra, concordando centinaia di scienziati nonostante lo scetticismo di Trump, ci sarà un’enorme perdita di biodiversità, di vite umane, e andremo incontro ovunque a emergenze climatiche e collassi economici.

«Camminiamo per dire che sono le singole persone per prime, supportate dai governi, a dover agire per salvare il pianeta» dice Sano durante il “Cammino per il Clima” organizzato dall’associazione cattolica Focsiv.

Mentre i pellegrini arriveranno in Polonia a ore, ieri quelle stesse parole si leggevano anche nei cartelli dei manifestanti, più di 20mila, che a Bruxelles e in Germania sono scesi in strada per lanciare un segnale in vista del vertice.

Nella marcia italiana, una delle tappe dei 1500 km da Roma a Katowice, c’era anche Claudia Alongi, 47 anni, siciliana. «Siamo partiti in quindici, fra di noi, oltre a filippini scampati agli uragani, c’erano attivisti irlandesi e volontari inglesi. Per un mese abbiamo camminato almeno 25 chilometri al giorno, risalendo l’Italia fino a Trieste, dove alcuni hanno passato il testimone a pellegrini sloveni e altri hanno invece proseguito con loro».

A ogni tappa si aggregavano nuove persone per condividere la loro preoccupazione sul futuro.

«Abbiamo incontrato gente che ha vissuto in prima persona i cambiamenti climatici – prosegue Alongi. «In Veneto ci raccontano di raccolti invasi dalle cimici, a Comacchio della nebbia che non c’è più, a Belluno la tragedia degli alberi caduti, in Friuli di piogge sempre più insistenti. Accade anche qui, ora, non riguarda solo terre lontane».

Dal Lazio fino al Friuli, ha camminato anche la giovane americana Berenice Tompkins: «Ho 23 anni e ci sono già state 24 Cop. Quanto dobbiamo ancora aspettare per un cambiamento?», dice ai compagni. Con i suoi mezzi, dai social ai blog, prova a coinvolgere gli altri. «Soprattutto quei miei connazionali che negano il climate change e che si rifiutano di abbandonare la strada dei combustibili fossili».

Proprio gli Usa, così come la Cina, saranno al centro delle discussioni del Cop24: gli americani saranno i grandi assenti, i cinesi avranno invece la possibilità di accelerare la transazione verso le zero emissioni di CO2 fissata entro il 2050. «Non c’è più tempo – chiosa Sano – dobbiamo camminare tutti insieme per cambiare il nostro destino».

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