LETTERA 43.IT 26-12-2018 ::: TERREMOTO A CATANIA DOPO L’ERUZIONE DELL’ETNA — 28 PERSONE CIRCA SONO CONTUSE–DANNEGGIATI PARECCHI EDIFICI SPECIE NELLA FRAZIONI FLERI, PISANO E POGGIO FELICE

 

 

LETTERA43.IT / 26-12-2018

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CRONACA 

26 dicembre 2018

Terremoto a Catania dopo l’eruzione dell’Etna

Alle 3.19 una scossa di magnitudo 4.8 ha danneggiato diversi edifici. Ci sono almeno 28 persone contuse. Borrelli: «Fenomeno in diminuzione». Riaperta la A18 tra Acireale e Giarre.

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 è stata avvertita in provincia di Catania alle 3.19 del 26 dicembre 2018. Le persone sono scese in strada preferendo passare la notte in auto. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di ViagrandeTrecastagni Aci Bonnacorsi con un ipocentro a un solo chilometro di profondità che ha accentuato l’effetto della scossa. Molti edifici hanno riportato gravi danni strutturali e si registrano almeno 28 feriti, non in gravi condizioni, che hanno riportato solo lievi escoriazioni o contusioni da codice verde. Dieci sono stati soccorsi da ambulanze, altri 18 si sono presentate da soli in ospedale sotto choc. Per quasi tutta la giornata è stato chiuso anche un tratto dell’autostrada Catania-Messina (A18), tra Acireale Giarre, riaperto al traffico solo in serata dopo una serie di verifiche.

 

Etna: 10 persone ferite, non sono gravi

OLTRE 600 SFOLLATI OSPITATI NEGLI ALBERGHI

In serata è arrivato anche il numero degli sfollati. Secondo quanto emerso dalle richieste presentate alla Regione Siciliana che ha redatto una convenzione con Federalberghi per poterle ospitare in strutture turistiche, le persone bisognose di assistenza sarebbero almeno 600. Altre, pur non vivendo in case dichiarate inagibili, hanno paura a rientrare a casa e saranno quindi ospitate in palazzetti dello sport dove potranno trascorrere la notte.

LE POLEMICHE: «PERCHE’ NON SIAMO STATI AVVERTITI?»

E intanto tra le persone colpite cresce la rabbia. Secondo quanto riporta Repubblica in molti, soprattutto a Fieri, frazione di Zafferana Etnea, si chiedono se il disastro si poteva evitare e in particolare chiedono perché non è arrivata l’allerta della Protezione civile; «Nel giorno di Natale», hanno raccontato, «ci sono state oltre 50 scosse, ma non è arrivata nessuna allerta». Lo sciame sismico che si è abbattuto nel Nord-Est della Sicilia è iniziato intorno al 24 dicembre, in particolare con una forte attività dell’Etna che ha addirittura portato alla chiusura per alcune ore dell’aeroporto cittadino.

ALCUNI SUPERSTITI: «VIVI PER MIRACOLO»

«Vivi per miracolo» mentre dal letto assistevano impotenti al crollo delle pareti della loro casa a Fleri. A salvarli sono stati i mobili che hanno fatto da scudo. A raccontarlo ai cronisti una famiglia di quattro persone, madre, padre e due figli minori a nord di Catania. Tra i feriti ci sono altri due “miracolati”: un 80enne, estratto dalle macerie della sua abitazione a Zafferana, che ha riportato delle ferite alla testa e un 70enne di Pennisi con fratture costali, contusioni e schiacciamento toracico e lombare. In tanti, soprattutto quanti ora sono ospiti di alberghi e ricoveri perché hanno perso la casa, sono sotto choc: «dove andiamo ora, dove andiamo» ha gridato una donna ripresa in un video postato sui social. Lo spavento è stato tanto e in tanti parlano «di infarto nel cuore della notte», di «notte da incubo», «cuore in gola».

Alle 4.30 e alle 6 si sono tenute nella Prefettura due riunioni per decidere il piano d’emergenza. Il prefetto di Catania, Claudio Sammartino, ha predisposto l’apertura delle scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non hanno potuto o non volevano rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata invece delegata alla Croce rossa che è stata sommersa di chiamate: in tutto 190 le telefonate giunte, tra le 3.23 e le 7 del mattino, alla sala operativa del 112, numero unico per le emergenze. Centocinquanta sono state smistate ai vigili del fuoco e le altre 40 al settore di intervento medico.

FENOMENO IN ATTENUAZIONE SECONDO BORRELLI

«Dal punto di vista scientifico si tratterebbe di un evento isolato, i tecnici ci dicono che si sta andando verso un raffreddamento della lava e ci dobbiamo aspettare una quiescenza dell’attività eruttiva il cui picco c’è stato a Natale, ora si va verso una diminuzione del fenomeno». Ha spiegato il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli a Sky Tg24. Per poi aggiungere: «Abbiamo fatto una riunione con i sindaci coinvolti che hanno evidenziato criticità e danni alle infrastrutture. Ora lavoriamo per assistere le persone che sono rimaste fuori dalle case, per dargli un ricovero e anche per verificare l’ agibilità degli edifici». Le zone più colpite sono quelle di Zafferana Etnea e delle sue frazioni limitrofe. Ed è proprio lì che è previsto l’arrivo di squadre d’emergenza della protezione civile.

Etna: 10 persone ferite, non sono gravi

«Sono in stretto contatto con la Protezione civile regionale, che si è subito attivata, e seguo costantemente il lavoro di ricognizione che si sta svolgendo nell’area etnea a seguito della forte scossa di terremoto di stamane», ha spiegato in una nota il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Che poi ha aggiunto: «Stiamo monitorando la situazione in tutti gli ospedali, ma dai primi accertamenti non risultano danni alle persone, tranne alcune decine di contusi. Ci sono danni soltanto ad alcuni fabbricati nella zona dell’epicentro e in quelle limitrofe. La Regione partecipa al tavolo di crisi che è stato convocato in Prefettura. La situazione è quindi sotto controllo».

MUSUMECI NELLE AREE DEL SISMA

Musumeci, intorno alle 19, ha incontrato i sindaci dei sei Comuni maggiormente colpiti dal terremoto. Il vertice con i primi cittadini di Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Santa Venerina, Viagrande e Zafferana Etnea si è tenuto a San Giovanni La Punta, nella sede della Protezione civile regionale. Al momento la situazione più critica è a Zafferana Etnea e in particolare nelle frazioni Fleri, Pisano e Poggiofelice, dove ci sono parecchi edifici danneggiati. Nel frattempo, il governatore ha attivato la Protezione civile regionale e il Corpo forestale. La prima, grazie ai volontari, ha già attivato, l’assistenza ai cittadini e, insieme ai tecnici del Genio civile, le squadre per il censimento dei danni. La seconda, con i propri mezzi, sta intervenendo nell’area interessata per liberare le strade dai calcinacci caduti.

IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE A CATANIA

A seguito del terremoto nel catanese, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, accompagnato da un team di esperti del dipartimento, è arrivato a Catania per fare un punto della situazione sui danni provocati dallo sciame sismico che ha interessato l’area etnea. Dopo aver sorvolato la zona colpita, Borrelli ha incontrato alle 10 le autorità locali nella Prefettura di Catania per pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell’agibilità degli edifici. «Sarà garantita la massima assistenza immediata a chi ha visto crollare la propria casa, per tutti gli altri saranno allestiti luoghi sicuri di ritrovo. L’Etna rimane sempre un vulcano pericoloso e questo nostro Paese purtroppo è molto fragile», ha invece detto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Vito Crimi.

L’UE: «PRONTI A FORNIRE AIUTI»

Nel frattempo da Bruxelles è arrivato il tweet di sostegno dal commissario Ue alla gestione delle crisi Christos Stylianides. «Stiamo seguendo attentamente la situazione in Sicilia», sull’Etna, «dopo il terremoto» e, «su richiesta delle autorità italiane, stiamo fornendo mappe satellitari» tramite il programma Ue Copernico. «L’Ue» è infatti »pronta a fornire ulteriore assistenza» con il meccanismo di protezione civile europea e «solidarietà».

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