INTERVISTA A MARCO BUCCI DI MASSIMO MINELLA:: ” Un anno terribile per Genova, ma né la città né la banca Carige faranno default ” –REPUBBLICA, 27-12-2018 / pag. 26

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la Lanterna è sempre stata simbolo de ” La Superba”, com’era chiamata Genova Repubblica Marinara–la costruzione risale al XII secolo, poi è stata rimaneggiata

 

27/12/2018

ECONOMIA

Intervista

Marco Bucci

“Un anno terribile per Genova, ma né la città né la banca faranno default”

MASSIMO MINELLA,

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GENOVA

 

Carige non affonderà in quest’anno tutto da dimenticare per Genova, con la tragedia del ponte Morandi a segnarne per sempre la storia. Non affonderà, spiega il sindaco Marco Bucci, perché sul territorio non ha rinunciato a produrre valore e dialoga con imprese e famiglie. Ma proprio questa sua peculiarità di istituto regionale dovrebbe consentirle di impostare diversamente il suo confronto con la Bce, che impone a tutte le banche che stanno sotto la sua diretta vigilanza il rispetto di parametri uguali per tutti.

«Nessuno chiede sconti o scorciatoie — dice Bucci — Carige sia valutata con il massimo rigore, tenendo conto delle sue dimensioni e del suo rapporto diretto con un territorio di riferimento che non è certo quello delle grandi banche italiane».

Bucci, il sindaco-commissario che il governo ha chiamato per gestire la ricostruzione del Morandi, scommette sulla ripresa della città che ha vissuto un anno orribile, per il crollo del ponte costato la vita a 43 persone, ma che vuole rialzarsi. «Tutto il mondo ha assistito al crollo, ma adesso tutti possono vedere quello che stiamo facendo in questa città».

Sindaco Bucci, ma non è preoccupato per quanto sta accadendo a Carige dopo la bocciatura dell’aumento di capitale da parte del primo azionista, la famiglia Malacalza?

«Seguo ovviamente con la massima attenzione quello che sta accadendo alla banca, ma non sono preoccupato e sa perché?»

No, perché?

«Perché la banca è solida nei suoi fondamentali, a cominciare dalla raccolta. Genova ha bisogno di Carige e viceversa e credo che questo rapporto continuerà ancora a lungo».

Bce però starebbe per intervenire. Nemmeno questo la preoccupa?

«Bce fa benissimo a intervenire ogniqualvolta lo ritiene necessario. Mi lasci però fare una considerazione: Carige non è una banca nazionale, ma una banca territoriale, che serve cioè soprattutto un suo territorio di riferimento. Imporre parametri europei comuni a tutti gli istituti senza tenere conto di queste differenze dovrebbe portarci a una riflessione».

Ma sta contestando la Bce?

«Ci mancherebbe, no! Il rigore è doveroso visto che si sta parlando di risparmio e di tutela dei risparmiatori. Ma una banca come Carige dovrebbe essere valutata per quello che è, un istituto del territorio, che deve avere criteri di solidità molto forti, ma che non è al livello delle superbanche e si muove su masse più ridotte.

Carige non è Intesa o Unicredit, è una banca che sta giocando bene la sua partita, che deve migliorarsi ancora ottimizzando meglio i suoi indicatori e che si muove in un ambito più ristretto. Quindi, massimo rigore nei controlli, ma anche attenzione alle sue dimensioni e caratteristiche».

Torniamo a quanto accaduto sabato scorso con lo stop all’aumento. Il rafforzamento resta uno degli elementi su cui far leva per il salvataggio. E tutto è stato spostato in avanti. Che ne pensa?

«Condivido l’impostazione presentata dagli amministratori di Carige che intendono migliorare e rafforzare i loro parametri. Da questo punto di vista non posso che auspicare che l’azionariato di Carige si metta d’accordo per far sì che la banca si possa irrobustire e superare questa fase. Ecco, credo che irrobustire, per Carige, sia davvero il termine corretto».

Ha fiducia nel lavoro degli amministratori, li incontra? C’è chi è arrivato a parlare di possibile default della banca…

«Sì ho fiducia e stima in loro. Li ho incontrati più volte, soprattutto il presidente Modiano. Stanno facendo un lavoro importante per una banca che è solida e dà servizi sul territorio. E quanto al default le dico che non esiste. Non siamo al default, né la banca, né la città».

Nonostante quest’anno orribile per Genova?

 

 

Repubblica di Genova - Stemma

 

un’immagine della repubblica di genova del secolo xvi // sopra: stemma della Repubblica

 

 

 

«È stato orribile, sì, per la tragedia del Ponte Morandi. Ma abbiamo già deciso chi demolirà e chi ricostruirà, aperto cinque strade e creato fiducia, dimostrando a tutti la nostra forza, che è quella della Repubblica di Genova. Ora la sfida è per il 2019, quando a fine anno ci sarà già il nuovo ponte».

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