REDAZIONE IL FATTO QUOTIDIANO DEL 10 FEBBRAIO 2019 ::: JUAN GUAIDO’ : ” HO UN PIANO PER FAR ENTRARE GLI AIUTI UMANITARI IN VENEZUELA

 

 

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IL FATTO QUOTIDIANO DEL 10 FEBBRAIO 2019

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Juan Guaidó: “Ho un piano per fare entrare gli aiuti Usa”

Juan Guaidó: “Ho un piano per fare entrare gli aiuti Usa”

Sarà lui stesso a rendere possibile il passaggio degli aiuti umanitari nel Paese. Così Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela cerca di sbloccare lo stallo degli aiuti internazionali. Guaidó sostiene infatti di star mettendo a punto un piano per la distribuzione che sarebbe pronto già per la settimana prossima e che sfiderebbe la resistenza del governo Maduro. Nel frattempo il presidente ad interim ha spronato al Comunità internazionale a preparare l’invio. Nei giorni scorsi infatti, la possibilità di far entrare nel Paese attraverso il confine con la Colombia i convogli con cibo e medicine si era arenata per via di autocisterne e container posti a bloccare il Simon Bolivar International Bridge, il ponte che collega il Venezuela al suo vicino a ovest. A presidiarli Nicolas Maduro aveva schierato militari dell’esercito a lui ancora fedele.

Il leader chavista, infatti, continua a rifiutarsi di lasciar passare gli aiuti e dice di vedere come “uno show” la concessioni di sostegno al suo paese da parte degli Stati Uniti e della Colombia, oltre a ribadire il suo no a possibili elezioni presidenziali. Funzionari del governo fanno anche sapere di reputare la solidarietà internazionale “un cavallo di Troia” e di avere “il diritto e il dovere secondo la Costituzione di difendere pacificamente i propri confini”. Nelle stesse ore, Maduro non ha scartato, invece, l’ipotesi di una mediazione dell’Unione europea nella crisi politica del Venezuela, anche attraverso la figura dell’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza Federica Mogherini.

Nel frattempo cibo e medicine raccolti attraverso l’agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo internazionale del governo federale statunitense sono arrivati e sono stati conservati in un deposito sul confine, dal lato colombiano, in attesa di poter essere consegnati.

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