FRIDA NILSSON, SVEZIA 1979, LASCIATELI GIOCARE– IN FEBBRAIO, FELTRINELLI PUBBLICA IL SUO ULTIMO LIBRO: LA SPADA DI LEGNO CON I DISEGNI DI ELENA PENSIERO—–un pensiero che aiuta i bambini a leggere…anche se leggere è anche l’acquisizione di un abito…ch.–ROBINSON, pag. 59

 

 

Marchio: FELTRINELLI– Data d’uscita: Febbraio, 2019 –Collana: Feltrinelli UpPagine: 352Prezzo: 15,00€  Genere: Ragazzi— Traduttore: Stefania Recchia

 

FRIDA NILSSON, NASCE A HARDEMO IN SVEZIA NEL 1979–

 

 

REPUBBLICA ROBINSON -10 FEBBRAIO 2019–pag. 59

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10/2/2019

ROBINSON

Lasciateli giocare

 

di Frida Nilsson, illustrazione di Elena Pensiero

 

Leggere aiuta davvero i bambini a diventare degli adulti migliori? Non dovrebbe essere anche divertimento puro? Una grande scrittrice svedese, Frida Nilsson, una sua idea ce l’ha. Come racconta nel suo ultimo libro “La spada di legno” che ora arriva anche in Italia. La sua ricetta? Alternativa

Un bambino che legge diventerà un adulto che legge.

Un bambino che legge apprende. Un bambino che legge è un investimento. Ogni volta che si discute sulle ragioni per cui i bambini dovrebbero leggere, si sente dire che se non abbiamo lettori bambini oggi non avremo adulti lettori domani. Si dice che i bambini dovrebbero leggere per diventare qualcosa che non sono ancora. Io vorrei provare a proporvi un altro punto di vista. Un adulto legge per piacere. Un adulto si coccola con una bella storia perché una bella storia solletica la mente, trascina il lettore nell’avventura. L’atto di leggere regala piacere. Perché un bambino non dovrebbe leggere per le stesse ragioni?

Perché sul bambino pesa l’imposizione a cambiare?

Credo sia dovuto al modo in cui la maggior parte di noi guarda all’infanzia: la vediamo come un preambolo e nient’altro. Per me l’infanzia è stata un’epoca piena di forza: potevo fare tutto quel che mi andava e uscivo vittoriosa da ogni mia impresa.

Com’è stato possibile? Sono stata abbastanza fortunata da avere una madre e un padre che riconoscevano il valore del gioco e mi permettevano di giocare. Non si chiedevano: giocare porterà qualcosa di utile nella vita di questa ragazzina? Non mi hanno trascinato via dalle mie avventure e tolto la spada dalla mano per dirmi: se vuoi combinare qualcosa nella vita lascia perdere queste cose senza senso e impara come si fanno quelle vere.

Il mio ultimo libro si intitola La spada di legno e racconta la storia di un bambino di nome Sasja. Sua madre sta morendo e quando Morte arriva sulla sua grande nave a portarla via Sasja non lo accetta. Lui vuole sconfiggere Morte e riprendersi sua madre. Così ruba la barca a remi dei vicini e parte all’inseguimento. E durante il suo lungo viaggio attraverso il regno di Morte, Sasja impara una grande lezione sulla morte, ma una ancora più grande sulla vita. Morte non è una figura troppo amabile. Ma ha una grande esperienza, ha visto tutto quello che c’è da vedere sulla natura umana: ci conosce benissimo. Ha persino un bel giardino con alberi di mele e cespugli di lamponi, dove Sasja si diverte a giocare con gli amici incontrati nel suo viaggio: giocano con bastoni trovati per terra facendo finta che siano spade. A Morte piace molto starli a guardare mentre giocano. Quando chiama Sasja e i suoi amici e li fa sedere vicino a lui, dice loro: “Sapete, c’è un posto dove i bambini hanno fretta”. “Fretta di cosa?” chiedono loro.

“Fretta di non essere più bambini. E quel posto è quello da cui vieni tu, Sasja” (e ovviamente si riferisce al mondo degli umani). E continua: “In realtà non dipende dai bambini, no, in genere dipende dai genitori”.

Ha centrato il punto. Il modo con cui guardiamo l’infanzia non è sempre rispettoso. Noi genitori vogliamo aiutare i nostri ragazzi a cambiare, a migliorare. Li portiamo a scuola, a lezione di danza, di chitarra, di calcio, di scrittura creativa, vogliamo metterli alla prova, vedere i loro progressi.

Secondo me per un bambino niente è più formativo del gioco. E nulla è più importante per la sua autostima. Quando giocavo io ero un re. Stabilivo le regole, facevo i piani e tutto andava come volevo. Quando il gioco finiva e me ne andavo, me ne andavo da vincitore.

Giocare mi ha insegnato a essere empatica, perché ho indossato i panni di tanti esseri diversi. Provate per un attimo a vedere l’infanzia come l’epoca d’oro della vita. Immaginate il tempo in cui siamo stati bambini come quello più completo. E che quello che succede dopo rovini ciò che un tempo era perfetto. Se proviamo a vederla così impareremo a dare maggior valore al gioco. E impareremo che i ragazzi non devono leggere per diventare qualcosa.

Come faccio io a restare aggrappata all’infanzia? Beh, scrivo. Per i bambini.

Attingendo a me stessa, alla bambina che ero. Tendo loro la mano e provo a raggiungere le porte delle loro stanze. Mi basta uno spiraglio per sbirciare dentro. C’è un’ultima cosa che vorrei dire a tutti i bambini: non abbiate fretta. Ci arriverete comunque, all’età adulta.

Cercate di giocare più che potete, cercate di domandarvi il meno possibile: cosa sarò da grande? Voi. Siete. Ora. E alla fine della giornata, quando avete finito di giocare e avete voglia di riposarvi, leggete un libro. Perché non dovreste voi — che siete al culmine della vostra vita — coccolarvi di tanto in tanto con una bella storia?

© FRIDA NILSSON 2018

Frida Nilsson è una delle più importanti scrittrici svedesi per ragazzi: nel 2014 ha vinto il premio Astrid Lindgren. Il suo ultimo libro ” La spada di legno” è ora in libreria per Feltrinelli

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