SIAMO ANDATI A ” PORTO-NOVO “, LA CAPITALE DEL BENIN, DOVE SIAMO STATI IERI A VEDERE LE LORO SCULTURE DEL ‘700…oggi è più triste la visita…ma c’è qualcosa del VUDU’…

 

In Benin sono presenti circa quaranta gruppi etnici: il maggiore è quello dei Fon, seguono gli Yoruba, gli Adja, i Somba, gli Ani e altre etnie. La maggior parte di questi nuclei ha una propria lingua; le più importanti tra quelle indigene sono il fon e lo yoruba. A livello religioso esistono comunità di credenti della religione tradizionale africana, di cattolici, di musulmani, e di protestanti. In tale ambito conserva a tutt’oggi una particolare rilevanza il culto Vodun, presente nel sud del Benin.

 

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Il Benin

Posizionata in Africa occidentale, la Repubblica del Benin [1] è affacciata a sud, sul Golfo di Guinea, di fronte all’oceano Atlantico, con una costa che si estende per circa 120 km. Il Paese confina ad ovest con il Togo [2], ad est con la Nigeria [3] e a nord con Burkina Faso [4] e Niger [5]. La capitale è Porto-Novo, ma la sede del governo è Cotonou. Il Benin è membro della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO), la lingua ufficiale è il francese. Il suo nome storico (mantenuto fino al 1975) era Dahomey, derivante dall’antico regno sorto intorno a una tribù chiamata Fon [6]. Nel XVII secolo il territorio, governato da un monarca Yoruba, si estendeva oltre gli attuali confini; il Paese era prospero, in relazione commerciale con gli europei [7] specie per la tratta di schiavi. Nel XVIII secolo il Dahomey cominciò a perdere la sua forza politico-amministrativa, ne approfitteranno i francesi che assunsero il controllo dell’area nel 1892. Nel 1899 il territorio entrò a far parte della colonia dell’Africa Occidentale Francese, conservando il suo nome storico. Nel 1958 si arrivò a garantire un’autonomia al Paese, divenuto Repubblica del Dahomey. La piena indipendenza venne proclamata il 1° agosto del 1960 dal presidente francese Charles De Gaulle.

 

 

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LA NUOVA E LA VECCHIA MOSCHEA

 

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PORTO-NOVO E’ LA CAPITALE

 

Circa quaranta gruppi etnici differenti sono attualmente presenti nel Benin; il maggiore è quello dei Fon, seguono gli Yoruba [8], gli Adja, i Somba, gli Ani e altre etnie. La maggior parte di questi nuclei ha una propria lingua; le più importanti tra quelle indigene sono il fon e lo yoruba [9]. A livello religioso esistono comunità di credenti della religione tradizionale africana, di cattolici, di musulmani, e di protestanti. In tale ambito conserva a tutt’oggi una particolare rilevanza il Vodun [10], sorto nel sud del Benin. Si tratta di un culto che esprime un’articolata visione del mondo. Collegato storicamente con le religioni africane ‘primitive’, si manifesta in modi diversi: verso molteplici divinità e verso il culto degli antenati. È pure vicino all’animismo, in quanto pone in essere una relazione tra il mondo visibile e quello invisibile. In epoca moderna, dalle terre del Golfo di Guinea [11] venne diffuso in terra americana dagli schiavi trasportati con navi negriere [12]. Il Vodun è stato talvolta presentato come un fenomeno di estasi collettiva, alcuni studiosi [13] tendono a indicarlo come una religione, individuando – a loro avviso – elementi che ne confermano un valore teologico. Dal 1992 è una delle religioni ufficiali del Benin, e ogni 10 gennaio è celebrata una Festa Nazionale del Vodun.

 

Altare vodun con feticci [Dominik Schwarz]

Il Vodun concepisce la molteplicità dell’universo come una realtà illusoria, intendendo il cosmo come un “tutt’uno”. I tanti aspetti che costituiscono il mondo non sono slegati e distinti tra loro, la differenziazione è solo un velo che copre la realtà. L’ente supremo è creatore, motore, fonte mistica di tutta l’esistenza, essenza che nutre la materia dell’universo, nonché la potenza che dà forma alla sostanza. Questa, senza la forma conferitale dalla divinità suprema, non sarebbe altro che caos. Nel Vodun esistono molte divinità; se ne contano fino a 260.

Nell’insegnamento Vodun le divinità sono considerate entità indescrivibili, senza aspetto o caratteristiche fisiche, semplici essenze della divinità suprema. Per questo motivo, per rappresentarle in modo ufficiale (ad esempio per le decorazioni dei templi Vodun) vengono utilizzativeve, che sono dei disegni geometrici sacri. Si tratta di forme sintetiche e simboliche di funzioni e caratteristiche che contraddistinguono gli spiriti della natura.

 

storiain.net

http://www.storiain.net/storia/la-chiesa-e-il-culto-vodun-in-benin/

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LA VECCHIA MOSCHEA, IN ORIGINE UNA CHIESA

 

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Porto-Novo - capitale del Benin

 

La capitale del Benin ha diversi nomi – Ogbonna, Hogbonu, Adyase, con il nome ufficiale della città di Porto-Novo, dice che si trova sulla costa del Golfo di Guinea ed ha un’importante missione del porto del paese. Il XVIII secolo ha aperto l’era del colonialismo in Benin, il territorio passò sotto il potere del portoghese. La città divenne un importante porto nel Golfo di Guinea, e il prodotto principale – divennero gli schiavi africani che sono stati inviati da qui in America.

Una volta che il territorio divenne francese, Porto-Novo è stata dichiarata la città principale della colonia. Fu solo nel 1960 stato che il Dahomey ha ricevuto il tanto atteso indipendenza.

 

Porto-Novo - capitale del Benin

 

Source: http://aroundtravels.com/it/different-countries/capital-benin-map-photos-what-capital-in-benin.html

 

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museo etnografico

 

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