26 FEBBRAIO 2019 :: 1. EMANUELE LAURIA, REPUBBLICA, pag. 3 / CHI E’IL NUOVO GOVERNATORE SOLINAS — 2. MAURIZIO STEFANINI, LETTERA 43 :: STORIA DEL PARTITO SARDO D’AZIONE DA LUSSU A SALVINI

 

repubblica.it — 26 febbraio  2019

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Il personaggio

Il nuovo governatore

Solinas riporta l’isola nel blocco della destra Ma la Lega non sfonda

EMANUELE LAURIA,

 Risultati immagini per SOLINAS

CHRISTIAN SOLINAS

 

Dal nostro inviato

 

CAGLIARI

Christian Solinas aspetta con un pizzico di perfidia che Massimo Zedda, svanita l’illusione degli exit poll, ammetta pubblicamente la sconfitta. Solo allora “l’uomo invisibile” si materializza, tondo e sorridente, al Tower Hotel di Cagliari. Non prima d’aver però reso omaggio a Salvini, cui in campagna elettorale non si era permesso di fare ombra, al punto quasi da sparire. Concedendogli anche, nel giorno del trionfo, la primogenitura di una dichiarazione: «La Lega fa 6-0 sul Pd». E pazienza se la Lega non ha sfondato, inchiodata all’11% e superata proprio dal Pd che si conferma primo partito, anche se con 10 punti in meno di 5 anni fa.

Lui, l’uomo senza volto che non compariva neppure sui cartelloni elettorali, nell’ora del successo si concede persino qualche ripicca.

«Ho vinto con un distacco di 15 punti, mi sembra un dato incontrovertibile che dedico ai sacerdoti del testa a testa con Zedda», attacca sarcastico Solinas. «Dicevano che si trattava di una competizione senza un candidato. E invece io non ero nei salotti ma a casa della gente, a chiacchierare e ad ascoltare i suoi problemi». Nei 25 minuti del suo primo discorso il senatore non cita mai Salvini. Una raffinatezza degna del suo maestro Francesco Cossiga, con cui divise l’esperienza dell’Udr, quella degli “irregolari di Valmy”.

Le lauree finte o vere, i tradimenti politici veri o presunti, le assenze ai comizi e ai confronti tv scompaiono d’incanto fra le bandiere dei quattro mori che sventolano nella hall alla periferia di Cagliari. La Sardegna ha il primo presidente del partito sardo d’azione dopo Mario Melis. E Solinas tenta di rimettere a posto l’orologio della storia: «Il mio Psd’az ha un secolo di vita, oggi raddoppia i suoi voti e vince ad Armungia, il paese natio di Emilio Lussu». I tappi di spumante, però, stasera saltano soprattutto in Padania.

 

LETTERA 43.IT / 26 FEBBRAIO 2019

https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2019/02/26/partito-sardo-dazione-lega/229557/

 

Storia del Partito sardo d’Azione da Lussu a Salvini

ll sardista Solinas è il nuovo governatore dell’Isola grazie all’alleanza con la Lega e il centrodestra. È solo l’ultima giravolta politica di una formazione politica nata nel 1921. 

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Christian Solinas è il secondo esponente del Partito Sardo d’Azione a diventare presidente dell’Isola in 98 anni anni, anzi un secolo di storia. Il partito dei Battor Moros venne costituito ufficialmente il 17 aprile del 1921 ma in realtà era nato un paio di anni prima dall’organizzazione politica degli ex-combattenti della gloriosa Brigata Sassari. Quelli, per indenderci, che durante la Grande Guerra andavano all’assalto gridando «Avanti Sardegna» invece di «Avanti Savoia!», che al posto delle baionette montavano spesso sui fucili i coltelli da pastore, e che gli austriaci avevano soprannominato Rote Teufel: i Diavoli Rossi.

 

Il 14 settembre 1919 l’ex-capitano Emilio Lussu, poi divenuto famoso per i libri Un anno sull’Altipiano e Marcia su Roma e dintorni, aveva tratteggiato il programma del partito mentre alle elezioni politiche del maggio del 1921 il movimento dei combattenti si rivelò il primo partito sardo e Lussu fece il suo ingresso alla Camera dei deputati con altri due rappresentanti. Un successo su cui si interrogò anche Antonio Gramsci. «Perché in Sicilia i grandi proprietari sono autonomisti e non i contadini, mentre in Sardegna sono autonomisti i contadini e non i grandi proprietari?», si chiese nel 1923 parlando di un vero e proprio laboratorio sardo.

 

IL PSD’AZ TERZO PARTITO DELLA SARDEGNA CON IL 9,9%

Il Psd’Az non è il più antico partito d’Italia esistente, come si è sentito ripetere sull’onda dell’euforia non solo per la conquista del governatore, ma anche per i risultati ottenuti alle Regionali (dove la lista ha ottenuto il 9,9%, dietro al 13,45% del Pd e all’11,36 della Lega, ma davanti al 9,71 dei cinque stelle e all’8,02 di Forza Italia). Esistono formazioni dalla storia più lunga. Il Psi per esempio nacque nel 1890 e il Pri nel 1895, ed entrambi ancora esistono, anche se ridotti ai minimi termini rispetto ai fasti del passato. Il Pri, però, è dal 2013 che non ha più eletti in parlamento, anche se nella scorsa legislatura era riuscito a ricomparire come sigla grazie all’adesione dei fedeli all’ex-sindaco di Verona Flavio Tosi dopo la rottura con la Lega. E il Psi ha sì un deputato e un senatore, ma l’attuale sigla esiste solo dal 2008, anche se il partito si proclama idealmente erede dello storico Psi sciolto nel 1994. Dal canto suo Solinas è stato eletto senatore in un collegio blindato della Lombardia in lista con il Carroccio, riportando così in Aula i sardisti per la prima volta dal 2001. È dunque corretto sostenere che il Partito Sardo d’Azione è oggi il partito con l’esistenza ininterrotta più lunga in parlamento.

 

LINEA POLITICA A ZIG ZAG, TRA CENTROSINISTRA E DESTRA

Non è però altrettanto ininterrotta la sua linea politica. L’ultimo parlamentare sardista prima di Solinas, Franco Meloni, era stato eletto senatore nel 1996 nella coalizione dell’Ulivo. E anche il primo presidente della Regione Mario Melis, in carica tra maggio e giugno del 1982 e poi tra il 1984 e il 1989, guidava una Giunta di sinistra. Tra l’altro nel 1981 il Partito Sardo d’Azione assunse posizioni indipendentiste che il leader democristiano Ciriaco De Mita definì di «mezzo terrorismo». Da cui una polemica dichiarazione di voto «per i mezzi terroristi» di Fabrizio De Andrè, che dedicò uno dei suoi dischi più famosi – L’Indiano (1981) – a un parallelo tra pastori sardi indiani d’America.

Partito Sardo D'azione Lega Lussu

Emilio Lussu tra i fondatori del Partito sardo d’Azione e di Giustizia e Libertà.

L’ANTIFASCISMO DI LUSSU E IL DOPOGUERRA

Molti decenni prima, i sardisti vennero invece definiti «Rossomori». Quando cioè Emilio Lussu organizzò le Camicie Grigie da contrapporre alle Camicie Nere. Con l’avvento del fascismo il Psd’Az infatti si divise. Una parte aderì al partito mussoliniano, un’altra invece vi si oppose fermamente. Quando il regime sciolse i partiti politici, Lussu venne condannato all’esilio a Lipari riuscendo a fuggire dall’isola nel 1929 con tra gli altri Carlo Rosselli. Da lì arrivò rocambolescamente a Tunisi, quindi a Parigi dove fu tra i fondatori di Giustizia e Libertà. Nel circuito dell’antifascismo europeo, Lussu portò i sardisti a combattere con le Brigate internazionali nella guerra civile spagnola. Tornato dall’esilio nel 1943 divenne ben presto dirigente del Partito d’Azione nato clandestinamente a Roma. Dopo la liberazione della Capitale, il ricostiutuito Psd’Az confluì nel Pd’A. Nell’immediato Dopoguerra entrò nella Costituente, dopo essere stato ministro nel primo governo di unità nazionale guidato dall’azionista Ferruccio Parri e in quello presieduto da Alcide De Gasperi. Pochi anni dopo, Lussu lasciò il Psd’Az per un partito sardo d’Azione socialista che confluì nel Psi di cui l’ex combattente fu anche dirigente. Per poi aderire nel 1964, agli albori del centrosinistra, alla scissione del Psiup.

Quanto al Partito Sardo d’Azione, dopo essere stato alleato nella Dc nel 1958 si alleò con il movimento di Comunità di Adriano Olivetti, e nel 1963 riuscì a tornare in parlamento col deputato Giovanni Battista Melis nelle liste del Pri. Nel 1972 si alleò col Pci, mentre negli Anni 80 conobbe un revival indipendentista. Nel 1992 l’eletto alla Camera Valentino Martelli confluì nel gruppo del Pli.

 

 

DAL 2009 L’INVERSIONE DI MARCIA VERSO IL CENTRODESTRA

Dal 2009 l’inversione di marcia e l’avvicinamento al centrodestra: alle Regionali di quell’anno siglò un’alleanza col Pdl, l’Udc e i riformatori sardi con cui ha governato l’Isola fino al 2013. La sinistra del partito a quel punto sbatté la porta per dare vita a una nuova creatura sotto l’etichetta di Rossomori attribuita a Lussu. Nel mezzo, una breve parentesi di appoggio al centrosinistra di Massimo Zedda alle ultime Comunali di Cagliari. Poi l’abbraccio con Salvini. «Ci sono donne e uomini del Partito sardo d’Azione decisi a salvare il sardismo dal naufragio in cui è stato fatalmente coinvolto il partito sulle scogliere del leghismo e di Salvini», dicono ora.
Ma d’altra parte proprio De Andrè una volta spiegò che non demonizzava la Lega proprio perché la vicinanza al Partito Sardo d’Azione gli aveva fatto capire «gli errori del centralismo e l’importanza del decentramento della politica»; Lussu invece abbandonò il sardismo accusandolo di essere troppo attratto a destra. Insomma, un secolo di storia, non senza qualche riadattamento.

 

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