NEMONEMO CINELIBRI.IOBLOGGO.COM — 24 MARZO 2019 ::: DELITTI E PENE :: 1. FEMMINCIDIO: IL CASO DI OLGA MATTEI.CONCITA DE GREGORIO, REPUBBLICA 3 MARZO 2019 ; 2. FEMMINCIDIO ::: VITTORIO COLETTI, LA REP. DI GENOVA, 17 MARZO 2019

 

 

 

 

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CINELIBRI.IOBLOGGO.COM — 24 MARZO 2019

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Delitti e pene

24
MAR
2019

20:28 – NEMONEMO – SOCIETÀ

“””…  Femminicidio: il caso di Olga Matei

 

< ‘… soverchiante tempesta emotiva e passionale’. Che altro aggiungere? Soverchiato, il pover’uomo in tempesta ha strangolato. È tornato a casa sua e -subito pentito- ha inscenato ‘un teatrale tentativo di suicidio’. Teatrale. Non riuscito. Che se uno si fosse buttato dalla finestra sarebbe riuscito ma lui ha bevuto del vino e preso due pasticche, poi ha chiamato il cartomante e gli ha detto: non indovini un cazzo. Soldi spesi male, e ancora una coda di malanimo. Infine il pentimento, la confessione. Quell’ergastolo in primo grado, ridotto a 30 anni per il rito abbreviato: che esagerazione. Riformata, in Appello, la sentenza, a 16 anni. Non fa una piega. Quel che è giusto è giusto. Chi muore giace. Immotivata gelosia. Tentativo teatrale. Poco felici esperienze. Soverchiante tempesta. Riccione, ottobre. Moldava. Così la Corte d’Appello della città di Bologna, nel mese di Marzo 2019, ha deciso in Italia >.

….( Concita De Gregorio, la Repubblica del 3 Marzo 2019 )

 

Liguria Italia

 

“””… < …. per la gente l’unico gesto giuridico che ha senso sembra essere la condanna, severa e inappellabile (da qui lo scandalo quando l’Appello o la Cassazione assolvono o riducono le pene, come è appena successo, di nuovo per un femminicidio, a Bologna)….. Va da sé che la forza della legge sta nel suo potere di condannare: ma la sua autorità deriva ancor di più anche da quello di assolvere e, non ne parliamo, di graduare le pene, dandole diverse per reati pur formalmente simili. Una giustizia che si limitasse a condannare tutti gli accusati sarebbe iniqua, e sarebbe superflua una che condannasse allo stesso modo tutti quelli che hanno commesso lo stesso reato: non avrebbe bisogno di tribunali, giudici e avvocati, …. Se chiunque sia spedito davanti a un giudice non può che uscirne condannato (e col massimo della pena), la giustizia è finita. Dovrebbero saperlo (e forse lo sanno e proprio per questo lo fanno) quanti aizzano il sentimento comune, magari sfruttando giuste indignazioni come quella per la violenza secolare sulle donne.  Se i giudici non possono che condannare senza distinzioni, tanto vale che i magistrati siano sostituiti da poliziotti, se non addirittura direttamente dalle potenziali vittime di un delitto, autorizzate a farsi giustizia preventiva da sole (la cosiddetta legittima difesa, cioè condanna legale fatta in casa) o dai parenti delle vittime, come nel West, o dai tribunali del popolo, come nei Paesi senza diritto. Basti, per concludere, un esempio: tutti gli accusati davanti al tribunale dell’Inquisizione finivano condannati, ancorché, persino in quel caso, a pene diverse >.( Vittorio Coletti, la Repubblica di Genova di Domenica 17 Marzo 2019)

 

 

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