LIFEGATE.IT –UNA CARRELLATA DI BACI PER VOI PER NOI …ARTISTICI…!

 

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Baciarsi è un atteggiamento ricorrente nelle relazioni sessuali umanepresente in ogni società e cultura e addirittura osservato anche nei nostri parenti più stretti, scimpanzè e bonobo. Naturale quindi che anche pittori, scultori e fotografi abbiano voluto, a ondate, esprimere la loro interpretazione di questo momento così semplice, così intimo, così significativo.

 

 

 

Zanele Muholi, LiTer II, 2012

Zanele Muholi, LiTer II, 2012

Zanele Muholi, LiTer II, 2012

Più che fotografa, si definisce attivista visiva. Nata a Umlazi (Durban), Zanele Muholi vive e lavora a Johannesburg. Zanele Muholi documenta la vita delle lesbiche africane, sia come mezzo di sensibilizzazione contro la violenza omofobica sia come celebrazione di una comunità spesso esclusa dalla rappresentanza pubblica. Nel 2012 il suo appartamento a Città del Capo è stato saccheggiato e le sue fotografie sono state distrutte – ma questa immagine è sopravvissuta. Forse per testimoniare la resistenza dell’amore di fronte a tutti i tentativi di oppressione. (Zanele Muholi/Courtesy of the Stevenson Gallery, Cape Town),

Banksy, The Kissing Coppers, 2004

Banksy, The Kissing Coppers, 2004

Banksy, The Kissing Coppers, 2004

Nel 2004, a Brighton, su un muro accanto a un pub, apparvero i graffiti creati dal celebre artista Banksy, raffiguranti due poliziotti che si baciano. Con questo pezzo, l’acclamato e misterioso graffitaro non solo ha denunciato l’omofobia ma ha anche ridicolizzato l’autorità. Si può definire quest’immagine come una forma di protesta artistica.

Nan Goldin, Rise and Monty Kissing, New York City, 1980

Nan Goldin, Rise and Monty Kissing, New York City, 1980

Nan Goldin, Rise and Monty Kissing, New York City, 1980

Quarant’anni fa Nan Goldin ha iniziato a scattare le fotografie che compongono le prime iterazioni del suo stupefacente slide show autobiografico “The Ballad of Dependency Sexual”. Il titolo l’ha preso dalla canzone di The Threepenny Opera. Il lavoro consiste di più di 700 immagini di amici, amanti e single che si abbandonano spudoratamente nello squallore bohemienne del Lower East Side.

Roy Lichtenstein, Kiss V, 1964

Roy Lichtenstein, Kiss V, 1964

Roy Lichtenstein, Kiss V, 1964

Roy Lichtenstein, artista pop che per fama e importanza rivaleggia con Andy Warhol, dipinse diverse versioni di coppie che si struggono d’amore, ma Kiss V del 1964 è tra le più roboanti. È una raffinata rielaborazione di una vignetta di fumetti, cifra stilistica del grande artista. Il dipinto stilizza le figure col vocabolario della pop art, ampliando l’abbraccio emozionale per puntare al massimo impatto iconico. È incerto se la coppia si stia riunendo o dolorosamente dicendo addio, ma ciò che è evidente dal bacio è che sono molto innamorati.

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, 1950

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, 1950

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, 1950

È una delle fotografie iconiche del XX secolo, un’immagine sinonimo di amore e di Parigi, città del romanticismo. Il suo titolo è Le Baiser de l’Hôtel de Ville. “Le persone amano le mie foto perché vedono in loro quello che vedrebbero se smettono di correre e si prendono il tempo per godersi la città”, diceva Robert Doisneau. È molto vero. Però, forse sorprendentemente, il suo scatto più famoso (come afferma Francine Deroudille, figlia di Doisneau e co-curatrice anni fa di una sua retrospettiva a Berlino) pare sia stato realizzato in posa.

Alfred Eisenstaedt, V-J Day in Times Square, 1945

Alfred Eisenstaedt, V-J Day in Times Square, 1945

Alfred Eisenstaedt, V-J Day in Times Square, 1945

Il V-J Day a Times Square è una fotografia di Alfred Eisenstaedt che ritrae un marinaio americano che afferra e bacia una sconosciuta – una donna in un abito bianco – il giorno della proclamazione della vittoria sul Giappone (“Vj day” sta per victory in Japan) a Times Square, New York, il 14 agosto 1945. La fotografia è stata pubblicata una settimana dopo su Life, tra molte fotografie di festeggiamenti in tutti gli Stati Uniti in un servizio da dodici pagine intitolato “Celebrazioni della vittoria”.

 

René Magritte, Gli amanti, 1928

René Magritte, Gli amanti, 1928

René Magritte, Gli amanti, 1928

Si pensa che le fasciature intorno ai volti degli amanti di questo quadro, elemento frequente nell’arte di René Magritte, possono avere una derivazione personale: quando era un adolescente sua madre annegò, con la camicia da notte che le copriva il viso. Sia che il dipinto sia destinato a simboleggiare il vero amore, l’amore frustrato o l’inconoscibilità dell’amore, Magritte non si dichiara. Alla fine della sua carriera, ha spesso insistito sul fatto che le sue composizioni surrealiste non avevano alcun significato rigoroso.

 

Man Ray, the Kiss, 1922

Man Ray, the Kiss, 1922

Man Ray, the Kiss, 1922

È una rayografia: Man Ray è stato un regista, pittore e fotografo, considerato il massimo esponente della cultura dada. In piena sintonia con il pensiero dada, Man Ray rinunciò alle tecniche artistiche tradizionali e utilizzò materiali e procedimenti industriali in modo non convenzionale. La tecnica della rayografia consiste nell’esporre oggetti a contatto con del materiale sensibile, tipo della carta fotografica. In pratica si ottengono delle fotografie senza fare uso di una fotocamera. Non si confonda il termine: anche se effettivamente dall’aspetto alcune rayografie di Man Ray possono davvero sembrare delle radiografie, in realtà i raggi x non c’entrano nulla perché la carta sensibile viene impressa appoggiando direttamente gli oggetti sull’emulsione ed esponendoli con la luce di una normale lampadina. Interessante anche la definizione di rayogramma che compare nel dizionario del surrealismo, del 1938, probabilmente scritta dallo stesso Man Ray: “Fotografia ottenuta per semplice interposizione dell’oggetto fra la carta sensibile e la fonte luminosa”, che poi prosegue affermando “colte nei momenti di distacco visivo, durante periodi di contatto emozionale, queste immagini sono ossidazioni di desideri fissati dalla luce e dalla chimica, organismi viventi”.

Marc Chagall, L’anniversaire, 1915

Marc Chagall, L’anniversaire, 1915

Marc Chagall, L’anniversaire, 1915

Dipinto al suo ritorno in Russia per proporre al suo amore Bella di sposarlo (nel giorno del suo compleanno, da qui il titolo) questo quadro di Marc Chagall illustra benissimo la forza dell’amore e la torsione a cui ci si sottopone per congiungersi. Le due figure, presentate mentre volteggiano in uno stato di beatitudine romantica, celebrano reciprocamente questo momento. Il dipinto irradia la vera forza di un amore potente ma tranquillo. La poesia del linguaggio visivo di Chagall è considerata una delle più ricche nella storia dell’arte. Il quadro risiede nella collezione del MoMA.

Egon Schiele, L’abbraccio di due ragazze, 1915

Egon Schiele, L’abbraccio di due ragazze, 1915

Egon Schiele, L’abbraccio di due ragazze, 1915

Egon Schiele è uno degli artisti dai tratti, dai messaggi (e dalla vita) più contrastati e martoriati dell’arte moderna, ma ha un segno espressivo potente, modernissimo e ancora molto attuale.

 

 

Antonio Alciati, Convegno, 1918

Antonio Alciati, Convegno, 1918

Antonio Alciati, Convegno, 1918

Un vibrantissimo quadro. Ambrogio Antonio Alciati ci regala qui un momento di passione rubata tra due amanti, che appaiono uniti in un luogo che li separa. È un appuntamento, un momento atteso e realizzato. Le braccia e le mani non si incontrano, ma viceversa stringono le sbarre come a volerle rompere. Il libro abbandonato sul bordo ricorda la calma di pochi momenti prima, magari la conversazione o l’attesa. Le forme mosse, fatte di pennellate corpose, ci offrono una composizione vibrante, in cui l’ambiente si sfuoca e confonde concentrandosi intorno ai due personaggi. Un quadro datato intorno al 1918 ma che parla in un linguaggio di fine Ottocento.

Gustav Klimt, Il bacio, 1908–09

Gustav Klimt, Il bacio, 1908–09

Gustav Klimt, Il bacio, 1908–09

Gustav Klimt ha negli ultimi decenni subìto uno splendido rilancio nella reputazione. Il bacio è probabilmente il suo quadro più famoso e uno di quelli che meglio sintetizza la sua arte. Come altri quadri di questo periodo ha formato quadrato. In esso le figure presenti sono due: un uomo ed una donna inginocchiati nell’atto di abbracciarsi. Delle due figure, le uniche parti realizzate in maniera naturalistica sono i volti, le mani e le gambe della donna. Per il resto l’uomo e la donna sono interamente coperte da vesti decorate. Quella dell’uomo è realizzata con forme rettangolari erette in verticale, mentre la veste della donna è decorata con forme curve concentriche. La differente geometria delle due vesti è espressione della differenza simbolica tra i due sessi. L’oro di fondo annulla l’effetto di profondità spaziale.

Edvard Munch, Il bacio, 1897

Edvard Munch, Il bacio, 1897

Edvard Munch, Il bacio, 1897

Il bacio è un olio su tela raffigurante una coppia circondata dall’oscurità, in una stanza rischiarata solo da un raggio di luce proveniente da una finestra parzialmente ricoperta da una tenda. Come in altre occasioni, Edvard Munchne dipinse alcune diverse versioni. Qui i due si abbracciano strettamente, fino a perdere la propria identità, allorché si miscelano in un’unica forma priva di tratti distintivi.

Ferdinand Georg Waldmüller, il bacio spiato, 1890

Ferdinand Georg Waldmüller, il bacio spiato, 1890

Ferdinand Georg Waldmüller, il bacio spiato, 1890

Ferdinand Georg Waldmüller è stato pittore e scrittore. È considerato il più grande ritrattista austriaco del XIX secolo.

Henri de Toulouse-Lautrec, Nel letto, 1892

Henri de Toulouse-Lautrec, Nel letto, 1892

Henri de Toulouse-Lautrec, Nel letto, 1892

Il quadro cattura due prostitute di un bordello nel momento in cui serrano le labbra in un momenti di amore lesbico. Dopo aver dipinto diverse coppie femminili a letto, Henry de Toulouse-Lautrec avrebbe detto: “Questo è meglio di qualunque altra cosa. È l’epitome della gioia sensuale”.

Jean-Léon Gérôme, Pygmalione e Galatea, 1890

Jean-Léon Gérome, Pygmalione e Galatea, 1890

Jean-Léon Gérome, Pygmalione e Galatea, 1890

Anche se oggi è più conosciuto per i suoi tableaux orientalisti di harem e di serpenti, Jean-Léon Gérôme ha anche fatto numerosi dipinti e sculture sul tema di Pigmalione, lo scultore che cade disperatamente nell’amore con la propria opera d’arte. Sebbene il mito, reso famoso in primo luogo da Ovidio e poi da George Bernard Shaw, perdura come un piacevole apologo di amore felice e per sempre, è anche un’allegoria della creazione artistica, e del confine scivoloso e persino pericoloso tra il reale e l’idea. Il dipinto è nella raccolta del Museo Metropolitano di New York.

Auguste Rodin, Il bacio, o Paolo e Francesca, 1882

Auguste Rodin, Il bacio - La fede o L'amore profondo come i sepolcri o Francesca da Rimini o Paolo e Francesca, 1882

Auguste Rodin, Il bacio – La fede o L’amore profondo come i sepolcri o Francesca da Rimini o Paolo e Francesca, 1882

Una delle sculture più famose di Auguste Rodin, raffigura l’aristocratica italiana del XIII secolo Francesca da Rimini, che si innamorò del fratello minore di suo marito Paolo. Secondo il racconto nell’Inferno di Dante, quando la loro storia fu scoperta il marito li uccise – prima che il loro amore fosse mai stato consumato. Così, nella scultura, le labbra degli amanti non toccano mai.

William Blake, Satana osserva Adamo ed Eva, 1822

William Blake, Satana osserva Adamo ed Eva, 1822

William Blake, Satana osserva Adamo ed Eva, 1822

Splendido poeta, scrittore, mistico, poligrafo, artista.William Blake è stato un grande innovatore nel campo della tradizionale illustrazione, con le sue figure allungate e con il suo particolare senso della pagina, nella quale l’immagine accompagna, orna e quasi penetra il testo. Il poeta inglese creò fantastiche e visionarie rievocazioni di miti e storie bibliche. È una delle personalità artistiche più originali dell’epoca moderna. Quest’illustrazione è stata realizzata per accompagnare Il Paradiso perduto di John Milton.

Kitagawa Utamaro, Il canto del guanciale, 1788

Kitagawa Utamaro, Il canto del guanciale, 1788

Kitagawa Utamaro, Il canto del guanciale, 1788

Questo artista giapponese è conosciuto principalmente per i suoi studi di donne, magistralmente composti, chiamati bijin-ga. Compì anche degli studi su soggetti naturali. L’erotismo fu un tema fondamentale delle stampe giapponesi del periodo Edo e Utamaro Kitagawa si concentrò specificamente sulle raffigurazioni dell’amore e del sesso nella sua arte. Questa è una delle immagini più celebri della sua poesia di corte, un ciclo di dodici stampe di intensità sessuale quasi ineguagliabile. Successivamente artisti occidentali, in particolare Édouard Manet e Henri de Toulouse-Lautrec, si sono rivolti a esempi giapponesi come questo per le proprie rappresentazioni più franche di amanti e cortigiani.

Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787-1793

Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787-1793

Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787-1793

L’artista veneziano Antonio Canova è stato di gran lunga il più grande scultore del neoclassico in Europa e le sue sculture in marmo mostrano un talento ineguagliabile nel simulare la carne con la fredda pietra. Il suo capolavoro tratta dell’amore mitologico, con il dio Cupido che risveglia Psiche dall’incoscienza. La composizione mostra la sua tipica eleganza e sofisticatezza, cosciente emulazione degli aulici esempi greci e romani.

François Boucher, Ercole e Onfale, 1735

Francois Boucher, Ercole e Onfale, 1735

Francois Boucher, Ercole e Onfale, 1735

Le raffigurazioni dei baci sono sorprendentemente rari nella pittura rinascimentale. Ma all’inizio del XVIII secolo, con la nascita del rococò, l’amore erotico diventa un tema più frequente. Qui François Boucher, uno dei più rinomati pittori francesi dell’ancien régime, ritrae l’eroe greco a letto con Onfale, regina di Lidia, di cui fu schiavo per un anno.

In quest’opera, che all’epoca doveva apparire piuttosto conturbante, il soggetto mitologico passa in second’ordine rispetto all’esaltazione della grazia e della bellezza femminile. I due amanti sono colti nel momento del bacio travolgente, i corpi sono uniti nell’incrocio delle gambe e delle braccia. Si noti il contrasto tra l’incarnato scuro di Ercole e quello rosa perlaceo di Onfale.

Figura rossa Attica, 480 a.C.

Figura rossa Attica, 480 a.C.

Figura rossa Attica, 480 a.C.

Vasi greci classici mostrano spesso baci, ma raramente tra uomini e donne. Mentre l’esibizione in pubblico dell’amore eterosessuale poteva essere problematica, l’affetto tra uomini più adulti e i giovani – visto in questo ben conservato vaso di ceramica, nella collezione del Louvre – era considerato moralmente accettato. Questo non è un bacio tra due pari: l’uomo più anziano, barbuto, sovrasta il suo amante afferrandogli i capelli mentre lo tira vicino.

Gli amanti di Ain Sahkri, 10.000 a.C.

Gli amanti di Ain Sahkri, 10.000 a.C.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trovata in una grotta vicino a Betlemme e ora nella collezione del British Museum, questa scultura fu fatta all’alba dell’età agricola ed è la più antica rappresentazione conosciuta dell’amore sessuale. Sebbene la coppia non abbia facce, e sebbene i loro generi non possano essere determinati, chiaramente si baciano: due amanti, scolpiti da una sola pietra e fusi da millenni.

 

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