” SENZA PADUA “… è un latinismo… che vuol dire ” SENZA PAURA ” — ORNELLA VANONI, VINICIUS DE MORAES, TOQUINHO …

 

 

 

DAL DISCO :: 

La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria” Ornella Vanoni, Toquinho, Vinicius de Moraes.

 

Ma come fai quando sei bambino

A prendere coraggio e fede nel destino

Se papa’ ti mette per castigo al buio

Poi di notte a letto “zitto che c’e’ il lupo

Zitto che c’e’ il lupo zitto ch c’e’ il lupo”

E la mamma dice “chiamo l’uomo nero

Chiamo il babau ti mangia tutto intero

Nella notte scura ti fa la puntura

Ti fa la puntura ti fa la puntura”

Ma passa per il buio senza paura

Poi all’improvviso ti arriva l’eta’

Di amare follemente l’uomo che non va

Non c’e’ via d’uscita ne’ di qua ne’ di la’

Tuo padre gridera’ tua madre preghera’ T

ua madre preghera’ tua madre preghera’

L’amante poi si butta giu’ dal fabbricato

Perche’ quello che e’ facile diventa complicato

Dato che la vita e’ dura che la vita e’ dura

Che la vita e’ dura

Ma passa per l’amore senza paura

Il pericolo c’e’ e fa parte del gioco

Tu non farci caso se no vivi poco

Tieni sempre duro comincia di nuovo

Comincia di nuovo comincia di nuovo

Anche per la strada tu stai rischiando

Stai soprappensiero stai rimuginando

Passa la vettura della spazzatura

Ed il conducente aumenta l’andatura

Aumenta l’andatura aumenta l’andatura

Ma va per la tua strada senza paura

Ed un bel giorno di qualunque settimana

Ed un bel giorno di qualunque settimana

Battono alla porta battono alla porta

E’ un telegramma lei ti sta chiamando

E” un telegramma lei ti sta chiamando

Per uno viene presto per l’altro tardi

Comunque presto o tardi tranquilla e sicura

Viene senza avviso viene e ti cattura

Viene e ti cattura viene e ti cattura

Ma passa per la morte senza paura

(RIPETE)

7 risposte a ” SENZA PADUA “… è un latinismo… che vuol dire ” SENZA PAURA ” — ORNELLA VANONI, VINICIUS DE MORAES, TOQUINHO …

  1. roberto scrive:

    mi porti alla memoria canzoni antiche ….. di artisti ( non solo cantanti) senza tempo. A volte ci provo anch’io e me le salvo su cd ma non ho la tua capacità di ricerca.
    p.s. te l’ho scritto su messanger, ma tu, evidentemente non ci leggi li.
    Alberto Zanini mi ha chiesto che volevo scrivere sui suoi gufi narranti.
    Ci tenevo a dirtelo e, sarei capace di dirgli di no, se tu non fossi d’accordo …beh, ci penserei ma penso di si. :-)

    • Chiara Salvini scrive:

      senz’altro caro Roby, scrivi sui Gufi narranti, basta che me ne dai notizia così ti riporto sul nostro blog! Nostro, vuol dire ” nostro “! Leggo su Messenger quando mi arriva la notizia…tu non sei di buona con loro… ciao caro Robi, buona giornata, oggi torno a Milano … da Nicolo’…a proposito, che bella che è tua nipote, non ricordo pero’ come si chiama…me lo puoi dire? ciao ciao tanti tanti baci…ma sei davvero così magro come nella foto col cappello a punta? tutto a punta, la faccia, le scarpe, il pistolino anche lui, a punta…

  2. roberto scrive:

    Terribile e carissima chiara no, non sono più magro come in quella foto di alcuni anni fa. Il cortisone mi sta deformando ed ora , a parte il viso a luna , peso 10 kg in più. ovvero 92, ahimè e proprio non ne sono abituato!
    Io non so cosa dire ad un bambino e tutte le volte che vedo Nicolò penso che è un bel bambino e soprattutto che ha il viso di un bambino aperto e sereno con uno splendido sorriso (ecco che poi l’ho detto). Anche mia nipote è così, al femminile ( che impone un atteggiamento diverso) . Si chiama Marta adora nonna Alessandra perchè la vede fragile, col nonno gioca e scherza, siamo più complici, ci capiamo, ormai con un’occhiata. A pranzo è quasi sempre da noi, perchè mia figlia inizia a lavorare a Roma alle due mentre mio genero torna alle sei di sera. Comunque per noi va benissimo, anche perchè abitiamo a cento metri di distanza :-)
    Notte vecchiaccia e il pistolino, quando lo trovo, ti dico com’è:-)
    Cos’è questa faccenda che non sono in buona con loro? M’incuriosisce e soprattutto è un pensiero che ho avuto anch’io. Poi l’invito di Alberto …bah (?).

  3. roberto scrive:

    p.s. ho copiato sulla mia pagina un “corto” col fratello di Donatella. vallo a vedere perchè è commovente oltre che semplice e bello. Per di più , per me ha un valore aggiuntivo. Ricordo, quando morì mio nonno paterno ( aveva un piccolo orto che coltivavamo insieme) per almeno un anno o forse più, zappettavo nella terra piccole offerte votive per lui, ricordandolo… come il bambino col vino..

  4. roberto scrive:

    qui c’è qualcosa di molto vecchio se non antico.
    Te le lascio, fanne quel che vuoi. alcune son del tempo del don Ablondi … credo

    frammenti

    Da una terrazza
    due suore bianche
    guardano il mare

    Da una terrazza
    raccolte a pregare
    due suore bianche

    Da una terrazza
    sul mare
    due suore bianche

    *****

    Vivo alla sera
    quando gli alberi non hanno ombre
    e le pietre sono nere come il mare

    sento trascorrere il tempo
    frusciare piano
    come un’onda costante.

    *****

    E’un tramonto immoto
    trascorso a mezzo
    del sole e la luna

    ci guardiamo
    in un alone latteo
    come sembianze morte

    *

    Una strada lunga
    finisce a punta
    lontano inalberata

    da una bara
    sul ciglio abbandonata
    spunta un volto
    sbiancato e morto
    ed è il nostro

    ******

    Fermarsi come per caso
    alla stazione d’un piccolo paese
    mai nominato
    fra campi forse coltivati
    dove la nebbia lascia
    del corpo solo l’ombra

    Ci sediamo sull’unica panchina
    in attesa di un treno
    che non arriverà.

    *****

    disperazione

    Questa notte non ci sei
    ci sono tutte le puttane del mondo

    Stà zitta!
    Con occhi di vetro
    guardami
    trasparenti e lucidi

    Apri le gambe
    e sappimi amare
    come fanno gli animali
    fino a perdersi.

    Le ultime due sono, diciamo, più recenti, solo di 20 anni fa …
    ciao

  5. roberto scrive:

    p.s non ho capito come ho fatto a ingrandire i caratteri…

  6. Donatella scrive:

    La poesia di Roberto fa pensare al desiderio di amore che si ha nell’adolescenza ma che ci segue, profonda radice del nostro essere umani, per tutta la vita.

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