ansa.it 28 giugno 2019 :: UN TYCOON DI NEW YORK, J. Tomilson Hill, COMPRA IL DISCUSSO ” GIUDITTA E OLOFERNE ” ATTRIBUITO DA ALCUNI (ERIC TURQUIN, ESPERTO FRANCESE) A CARAVAGGIO, SAREBBE UNA SECONDA VERSIONE DEL CAPOLAVORO CONSERVATO A ROMA ALLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA A PALAZZO BARBERINI ++ REPUBBLICA. ROBINSON , 26 GIUGNO 2019

 

ANSA.IT — 28 GIUGNO 2019

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2019/06/28/tycoon-ny-compra-caravaggio-discordia_d52f0ae9-a73b-4ae1-9b6d-f0ee84b0a969.html

 

 

Tycoon NY compra Caravaggio discordia

Discusso Giuditta e Oloferne venduto alla vigilia dell’asta

 

 

 

 

ANSA) – NEW YORK, 28 GIU – Un dipinto attribuito a Caravaggio venduto privatamente alla vigilia dell’asta a Tolosa è stato acquistato da un tycoon newyorchese. J. Tomilson Hill, la cui offerta “era così buona che non poteva esser ignorata”, è il misterioso compratore che ha messo le mani sul “Giuditta e Oloferne” ritrovato in un solaio nel 2014 e da cui la casa d’aste Labarbe sperava di ricavare tra 100 e 150 milioni di euro.
L’identità dell’acquirente è stata svelata dal New York Times. Ancora segreto il prezzo pagato, anche se il gallerista parigino Eric Turquin, che ha autenticato il quadro, ha detto che l’offerta era “eccezionalmente più alta” dei 30 milioni di euro da cui sarebbe partita l’asta. Turquin aveva indicato che il compratore era un collezionista vicino a un grande museo, fatto che avrebbe convinto il venditore ad accettare. Ex vicepresidente del Gruppo Blackstone, Hill è uno dei pochi collezionisti interessati a comprare sia opere contemporanee che “Old Masters”.

 

Judit y Holofernes, por Caravaggio.jpg

Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1597 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 145×195 cm
Ubicazione Gallerie nazionali d’arte anticaPalazzo BarberiniRoma

 

 

 

REPUBBLICA.IT / ROBINSON / 26 GIUGNO 2019

https://www.repubblica.it/robinson/2019/06/26/news/caravaggio_giuditta_tolosa_venduto_no_asta-229707061/

 

 

Mistero Caravaggio, annullata a Tolosa l’asta della ”Giuditta” ritrovata in soffitta

 

Due giorni prima della vendita, il quadro è stato ceduto in una trattativa privata. Recentemente attribuita a Caravaggio, l’opera desta forti dubbi tra i maggiori esperti dell’artista

Molto più di un’asta, quella attesa per il 27 giugno a Tolosa doveva essere uno spettacolo. Come per iSalvator Mundi del 2017, la vendita del quadro Giuditta decapita Oloferne attribuito a Caravaggio e ritrovato nella soffitta di una fattoria francese nel 2014 doveva essere un evento con tanto di sito web. Annullato però due giorni prima-

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A Parigi viene mostrato per la prima volta alla stampa il quadro ritrovato nella soffitta di una abitazione nella zona di Tolosa, nel Sud della Francia, che potrebbe essere attribuito a Caravaggio. In attesa delle perizie che potrebbero portare all’attribuzione, il Ministero della Cultura francese ha disposto che la tela non esca dal territorio nazionale. Il quadro, un olio su tela che rappresenta Giuditta che decapita Oloferne, è stato ritrovato dai proprietari dell’abitazione nel 2014, nascosto in una intercapedine, duranti i lavori per una perdita di acqua. Secondo Eric Turquin, a capo del team che sta curando gli studi sulla tela, l’opera sarebbe stata dipinta da Caravaggio negli ultimi anni di vita, tra il 1600 e il 1610. Caravaggio dipinse due versioni della “Giuditta e Oloferne”, una realizzata a Roma e conservata nella Galleria Nazionale d’arte antica di Palazzo Barberini, l’altra dipinta a Napoli e scomparsa nel XVII secolo. Nei prossimi mesi gli esperti del museo del Louvre studieranno l’opera che, se attribuita a Caravaggio, potrebbe avere un valore di 120 milioni di euro. L’attribuzione sarebbe confermata da una copia dell’epoca realizzata da Louis Finson, appartenente alla collezione del Banco di Napoli ed esposta a Palazzo Zevallos a Napoli. L’esistenza dell’originale sarebbe nominata proprio nel testamento del pittore fiammingo Louis Finson che, nato a Bruges e morto ad Amsterdam, trascorse alcuni anni in Italia tra il 1600 e il 1610 e un periodo a Napoli nel 1604.
Il quadro dimenticato per almeno 150 anni nella sottotetto della vecchia casa “è in uno stato di conservazione eccezionale”, ha spiegato Eric Turquin, aggiungendo che l’opera avrebbe raggiunto una collezione privata di Tolosa a metà del XIX/o secolo. “I proprietari sono dei discendenti di un ufficiale dell’esercito napoleonico. E’ forse con lui che questo quadro è arrivato tra i beni di famiglia. Gli esperti del Centro di ricerche e restauri dei Musei di Francia hanno ora trenta mesi per capire se si tratta davvero di un’opera originale di Michelangelo Merisi. Il Louvre sarebbe interessato all’acquisizione – anche grazie all’aiuto di mecenati – e trascorsi i due anni e mezzo, in assenza di offerte il dipinto potrà essere venduto in tutto il mondo

di Benedetta Perilli

 

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QUESTO E’ IL QUADRO CON LO STESSO TEMA DI QUELLO DI TOLOSA,  DI SICURA ATTRIBUZIONE AL CARAVAGGIO, CUSTODITO A PALAZZO BARBERINI A ROMA –1597

 

 

 

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Il Caravaggio di Tolosa è stato venduto in una trattativa privata a una cifra, riservatissima, impossibile da rifiutare. “L’accordo è coperto da un impegno di confidenzialità tanto sul prezzo quanto sull’identità dell’acquirente”, ha spiegato il mercante francese Marc Labarbe che, dopo il restauro, aveva seguito la vendita attraverso la sua casa d’aste e che ha comunicato la chiusura dell’affare. Le prime indiscrezioni parlerebbero di un compratore straniero pronto a concedere in prestito a lungo termine a un museo – il nome non è stato ancora reso noto – che accredita l’attribuzione a Caravaggio.

 

VIDEO CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO — DURATA: 1,38 minuti

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Dubbiosi però i pareri degli specialisti del pittore italiano e del museo del Louvre che, dopo un iniziale interesse, aveva rifiutato di acquisire l’opera. Difficile stabilire l’attribuzione. Non un “capolavoro perduto” dunque, come sostiene l’esperto d’arte Eric Turquin che ha autenticato l’opera dandole un valore tra i 100 e i 150 milioni di euro ma – secondo gli studiosi di Caravaggio come la storica dell’arte Mina Gregoriun semplice falso realizzato da un copista.

“Abbiamo fatto ricerche per 18 mesi anche con l’ausilio di strumenti a infrarossi, raggi X, lo hanno visto molti storici d’arte specialisti di Caravaggio e la conclusione è stata di autenticità”, ribatte lo studioso parigino Eric Turquin, che ne ha diretto anche il restauro. 

Il quadro, di proprietà dei discendenti di un ufficiale napoleonico, era stato presentato al pubblico nel 2016, durante la mostra “Intorno a Caravaggio ” alla Pinacoteca di Brera di Milano, dove alcuni dipinti di Caravaggio vennero mostrati a confronto con quelli del caravaggista fiammingo Louis Finson, fra cui una sua copia della “Giuditta” del Merisi, appartenente alla Collezione Intesa Sanpaolo.

E furono diversi esperti ad indicare proprio Finson come autore anche dell’opera scoperta a Tolosa, che tuttavia lo Stato francese ha riconosciuto come originale del maestro lombardo e classificato come “Trésor National”.

Secondo Eric Turquin si tratterebbe di una seconda versione del dipinto conservato nella Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini a Roma che rappresenta l’episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, che voleva salvare il proprio popolo dalla dominazione straniera.

Questo secondo dipinto sarebbe stato realizzato dal Merisi a Napoli nella prima decade del Seicento. Quattro documenti secondo Turquin sostengono l’autenticità e la provenienza del dipinto ad olio: due lettere del 1607 al duca di Mantova, che descrivono il dipinto; il testamento del 1617 del mercante d’arte e pittore Louis Finson; un inventario della tenuta di Abraham Vinck, un socio di Finson, eseguito ad Anversa nel 1619.

 

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