DA REPUBBLICA DI OGGI- PUBBLICHIAMO LO SCAMBIO TRA TOMASO MONTANARI E MICHELE SERRA PERCHE’ CI PIACE MOLTO QUELLO CHE DICE SERRA SULLA SINISTRA…–nel nostro piccolissimo, sentiamo più il bisogno di misure propositive che ” ragioni critiche “…chiara– >// adesso, per esempio, sui migranti …?

 

 

repubblica.it  del 01-luglio 2019  pag. 25

https://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/flipperweb.html?testata=REP&issue=20190701&edizione=nazionale&startpage=1&displaypages=2

 

 

La polemica su Zeffirelli

Caro Serra, la sinistra ha ormai dimenticato il pensiero critico

di Tomaso Montanari

 

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 Tomaso Montanari. Storico dell’arte. Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo.

C aro direttore, ieri Michele Serra ha stabilito un’equazione: la mia dura (quanto inerme) critica alle pubbliche onoranze fiorentine rese a Zeffirelli varrebbe quanto la canea di insulti che essa mi ha provocato, culminata nelle minacce del ministro Matteo Salvini, il quale mi ha ingiunto di abbandonare l’insegnamento (forse medita di tornare al giuramento di fedeltà dei professori al regime). Saremmo di fronte a due facce della stessa medaglia, quella dell’intolleranza.

Come chiunque può leggere sul sito di MicroMega, ho attaccato non il cordoglio privato verso un regista (mediocre), ma la santificazione civile (avvenuta nei massimi spazi pubblici della mia città, Firenze) di un uomo che aveva proposto la pena di morte per le donne che abortiscono e per «quelli che spostano i negri» (sic), parlando di «parte buona del fascismo». L’edificio monumentale pubblico più importante di Firenze tra quelli disponibili è stato consegnato gratuitamente alla Fondazione Zeffirelli, presieduta da Gianni Letta: è intollerante dire che lo ritengo vergognoso?

Mi ero chiesto se il nero era quello del lutto o dell’orbace, ricordando la parallela riabilitazione di Oriana Fallaci (cui Zeffirelli era legatissimo), perseguita per razzismo in Francia e in Svizzera. La Fallaci dichiarò di voler mettere una bomba in una moschea eventualmente costruita in Toscana, e sosteneva la dottrina della «sostituzione del popolo cristiano in Europa»: quella oggi di Bannon e Salvini, ma anche del terrorista Tarrant, che quella bomba l’ha messa davvero. Averle dedicato una piazza a Firenze è, per me, imperdonabile.

Posso dirlo, senza essere accusato di intolleranza?

Credo che l’abbandono di ogni pensiero critico a sinistra sia una delle ragioni per cui oggi ci troviamo a fare i conti con un’egemonia culturale di destra in cui nessuno contesta la consacrazione civica di Zeffirelli e Fallaci.

 

 

repubblica 01 luglio 2019   pag. 25

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Caro Montanari, oggi preferisco pensare a che cosa mi piace

di Michele Serra

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 Michele Serra (Roma, 10 luglio 1954) è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano

Caro Tomaso Montanari, «l’abbandono di ogni pensiero critico a sinistra» non è un problema che mi riguarda. In generale, così come nel caso specifico. In opposizione alle parole e alle opere di Zeffirelli e Fallaci ho avuto facoltà, negli anni, di esprimermi in molte circostanze e in molte maniere, non ultima la maniera satirica.

Se vuoi faccio un copia e incolla e te lo mando. Posso semmai autoaccusarmi – quanto a pensiero critico – di sovrapproduzione, ed è la stessa accusa che sento, sempre semmai, di poter muovere a questo giornale e addirittura «alla sinistra» in generale, per quanto vago sia ormai il perimetro che la indica. Sovrapproduzione di pensiero critico significa che da circa mezzo secolo diciamo quello che non ci piace, a costo di molte ripetizioni e dell’omissione secondo me più rilevante, che è non riuscire a dire meglio, e più serenamente, quello che ci piace. Nell’arte di dire ciò che non ci piace (ciò che non siamo, che non vogliamo), pur essendo parecchio più giovane di me tu sei diventato un maestro indiscusso. Io sto cercando, da quasi anziano, forse perché un po’ stufo di me stesso, di fare qualche passo più in là (o di lato, non saprei dire) cercando di arrivare a dire almeno ogni tanto, prima che sia troppo tardi, che cosa mi piace: della vita e delle persone.

Sarebbe bello poter contare sul tuo aiuto, ma non ci spero troppo.

Quanto alla differenza tra il tuo veemente tweet, che almeno era in ottimo italiano, e il volgare linciaggio (social e non social) che ne è seguito, ho sbagliato a considerarla scontata; ma i lettori sono intelligenti e avranno capito ugualmente che la mia intenzione non era certo equipararli. Non aspettarti troppo, comunque, dalla cosiddetta comunità mediatica. Quando, un paio d’anni fa, fu il mio turno di linciaggio, per giunta, a differenza di quanto è capitato a te, a causa di qualcosa che NON avevo detto, a intervenire pubblicamente in mia difesa furono in pochissimi. Tra i meno solleciti, quelli della “sinistra critica”, compresi alcuni ex “cari amici”, che anzi aggiunsero il loro carico di sberle. Vedi come si è soli, certe volte. Soli con le proprie parole.

3 risposte a DA REPUBBLICA DI OGGI- PUBBLICHIAMO LO SCAMBIO TRA TOMASO MONTANARI E MICHELE SERRA PERCHE’ CI PIACE MOLTO QUELLO CHE DICE SERRA SULLA SINISTRA…–nel nostro piccolissimo, sentiamo più il bisogno di misure propositive che ” ragioni critiche “…chiara– >// adesso, per esempio, sui migranti …?

  1. Donatella scrive:

    Sì, forse è vero che si è portati a dire più quello che non ci piace che quello che ci piace. La critica di Montanari mi sembra però giusta quando condanna il conformismo dilagante, per cui un autore viene osannato più per abitudine che per vera conoscenza, anche quando si avrebbero gli strumenti critici per giudicare la sua arte. Gli insulti poi lasciano il tempo che trovano, a parte un po’ di sudiciume.

  2. Roberto Balili scrive:

    Il punto è che questi due articoli,CHE CONDIVIDO AMBEDUE IN PIENO, sono la disperante dimostrazione dell’ “impossibilità di essere normale” della sinistra. Questi due scritti NON sono contrapposti, sono perfettamente complementari, hanno tutti e due ragione, hanno tutti e due DELLE RAGIONI ma tutto, nel tono, nelle parole scelte(sopratutto da Montanari ma non solo) trasuda l’impossibilità di fare, come dire, un prossimo passo insieme. Perchè non sarà mai abbastanza, perchè ci sarà sempre un “più uno” teoricamente assolutamente giusto e adamantino irrinunciabile senza il quale è sconfitta, è compromesso, è la vergogna. Sarà una questione di età, ma io mi sento di condividere in pieno il senso di sfinimento di Serra nel dover ogni giorno sottolineare la “banalità”: formidabile quando suggerì al PD di piantarla di chiedersi “cosa vuole la gente” e di dire piuttosto cosa vuole lui, che mondo (Italia inclusa) ha in testa. Ammesso che ce l’abbia.

  3. ROBERTO RODODENDRO scrive:

    Inutile dire che non ho mai sopportato nè la Fallaci né Zeffirelli _ se non altro la fallaci è stata un’ottima giornalista mentre Zeffirelli è stato un mediocre regista, ma questo l’ho già scritto sulla mia pagina – e quindi su questo son d’accordo con Tommaso Montanari, ma è un particolare, normalmente lo sopporto poco e non perchè dica cose sbagliate, ma per “come le dice”. A volte anche come ci si pone ha la sua importanza,
    Mentre sono pressochè sempre d’accordo con Serra, sia su quel che dice che “come lo dice”.
    Da quando ho voce dico che la sinistra ( ma cos’è ormai la sinistra? Una volta lo sapevo, ora ho solo qualche sospetto) ama soprattutto spezzare il capello in quattro e poi ancora in quattro e via di seguito, si, come diceva Mark Twain “più uno!” ( in un racconto sui numeri ma non ricordo il titolo). Diciamo che la destra (anche una volta c’era una destra, da ma non amata ma rispettabile, ora dov’è finita?) con poche semplici idee slogan mette insieme tutti perchè cercano il potere. Questo non da ora, non da Salvini, Salvini è un apice ( forse non sarà l’unico e già non lo è stato).
    Forse “fare sinistra” oggi pretende innanzi tutto una bella coerenza e onestà di pensiero ( smettiamola con l’onesta intellettuale, che è diventato il brodino di tutti , ovvero, come rendere banali frasi che avevano un significato, ripetendole in continuazione anche e soprattutto fuori luogo) non badare alle rilevazioni quotidiane ma andare al sodo anche con poche idee, ma che siano chiare . Le conosciamo tutti perchè le ripetiamo ogni giorno, basta solo evitare i “si ma..” e via dicendo e tirare dritto. Ripensare alle persone ( e non alla “gente”), unire anche chi non riteniamo di sinistra ma che è contro tutto ciò che “non è di sinistra” e credo siano tanti!
    amen :-)
    p.s. volevo rispondere a due interventi di Testa di alcune settimane fa, avevo anche preso appunti per una cosa dotta e profonda che avrebbe sconvolto il mondo e poi mi lascio prendere qui a improvvisare!
    Non cambierò mai.
    ciao ciao

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