LIBRIANTICHI.COM ::: EUGENIO MONTALE, LA STORIA — — ( SATURA, MONDADORI 1971)

 

 

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EUGENIO MONTALE

 

Eugenio Montale - La Storia

 

Eugenio Montale – La Storia–Satura, Mondadori, 1971

 

 

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l’ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell’orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C’è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.

 

 

 

 

 

 

Una risposta a LIBRIANTICHI.COM ::: EUGENIO MONTALE, LA STORIA — — ( SATURA, MONDADORI 1971)

  1. Domenico Mattia Testa scrive:

    In questa lirica di “Satura”,quarto tempo della produzione poetica montaliana,l’autore prende chiaramente le distanze dai poeti “ingaggiati”,come ironicamente definiva quanti facevano i rivoluzionari,i sessantottini,che lo avrebbero voluto dalla loro parte.Nella “Storia” scritta nel 1969, denuncia l’ottimismo degli storicisti,quindi dei rivoluzionari di “Vogliamo tutto e subito”,convinti di costruire a breve scadenza temporale un mondo di liberi ed eguali,quando afferma alla luce della sua esperienza umana,politica e culturale che la storia “si sposta di binario e la sua direzione non è nell’orario”.Anticipava-forza della grande poesia-una verità, allora negata dagli impegnati nel progetto di radicale cambiamento della società- di cui oggi,a distanza di cinquanta anni,abbiamo la conferma dinanzi al dominio incontrastato del neoliberismo.Montale si sentiva fuori dal flusso concreto della storia fino a definirsi un ectoplasma,presenza spettrale che tuttavia non ha mai dismesso l’habitus alla critica della società contemporanea.Condannava il fanatismo,la superficialità,l’invadenza delle mode…Vi emerge il grande moralista,l’assertore della teologia negativa,vera costante della sua concezione del mondo,ribadita ancora nel “Piccolo testamento” della raccolta”La Bufera e altro”.Sintomatici ed illuminanti i vv conclusivi: “L’orgoglio
    non era fuga,l’umiltà non era
    vile,il tenue bagliore strofinato
    laggiù non era quello d’un fiammifero”.

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