ansa.it VIDEO __ I grandi personaggi Alma Mahler, la musa di Klimt, moglie di … IL RITRATTO DI UNA DONNA IN SEI MINUTI– ++ IMMAGINI ++ UN’INTERVISTA IMMAGINARIA DI ADAMO BENCIVENGA, SCRITTORE CHE VIVE A ROMA

 

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Disponibile dal 05/06/2019 fino al 01/03/2024

 

Vienna, 1900. La bella e seduttrice Alma Mahler conquista geni come il pittore Gustav Klimt, il compositore Gustav Mahler, l’architetto Walter Gropius, il pittore Oskar Kokoschka e il poeta Franz Werfel.

 

  • Regia :
  • Mathilde Hirsch
  • Paese :
  • Francia
  • Anno :
  • 2019

 

LINK — 6 MINUTI

https://www.arte.tv/it/videos/085197-005-A/alma-mahler-la-musa-di-klimt/?xtor=CS2-353-[IT_Ansa.it+]-[ANSA.it]

 

 

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Alma Mahler (1879 – 1964)

 

 

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Alma Maria Schindler,

 

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ALMA MAHLER CON LE FIGLIE

MARIA E ANNA A DESTRA –1906

 

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INGRANDIMENTO DI UNA BAMBOLA CHE SI CHIAMA ANNA MAHLER …CHE DIVENNE UNA FAMOSA SCULTRICE

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Madame le sue origini?
Sono figlia di Emil Jakob Schindler, un noto pittore paesaggista, e di Anna von Bergen. Fin da piccola crebbi in un ambiente artistico molto stimolante. A 13 anni persi mio padre e mia madre si risposò con Carl Moll, uno dei padri fondatori della Secessione viennese.

Sin da adolescente dicono fosse molto bella.
Venivo considerata la più bella ragazza di Vienna e non mi mancarono certamente pretendenti.

Si parla di una giovinezza molto vivace…
Prima di sposarmi ebbi modo di conoscere i più grandi artisti della Secessione viennese, fra i quali il pittore Gustav Klimt, il direttore teatrale Max Burckhard ed il compositore Alexander von Zemlinsky.

Amanti?
Qualcuno sì. In particolare fui sedotta dal grande pittore Gustav Klimt, che tra l’altro era un grande amico del mio patrigno Carl Moll. Per lui presi la prima importante cotta della mia vita. Ero affascinata dalla sua personalità e ricevetti un immediato ricambio di attenzioni. Purtroppo descrissi l’emozione del primo bacio sul mio diario, mia madre lesse quelle righe e allontanò immediatamente Gustav Klimt dalla nostra famiglia.

E Alexander von Zemlinsky?
Grazie al mio sfrenato amore per la musica e in particolare per Schubert, Schumann e Wagner conobbi i migliori direttori d’orchestra e compositori dell’epoca, tra i quali Alexander. Lui si offrì di darmi lezioni di pianoforte e nacque una meravigliosa relazione che si protrasse per alcuni mesi.

Due anni dopo si sposò con il famoso compositore Gustav Mahler… 
A casa della mia amica Berta conobbi Gustav, il direttore dell’Opera di Vienna e uno dei più apprezzati compositori dell’epoca. Poche settimane più tardi, il 28 novembre 1901, Gustav mi fece una proposta di matrimonio. La mia famiglia tentò di convincermi a non accettare. Gustav era un tipo molto introverso e molto distante dalla mia esuberanza e voglia di vivere. Nonostante ci fossero 19 anni di differenza ci sposammo il 9 marzo 1902 e da quel matrimonio nacquero: Maria Anna, morta a 5 anni di difterite, e Anna che divenne una famosa scultrice.

Non fu un matrimonio felice, vero?
Cercai di dedicarmi alla composizione musicale, ma marito considerava i miei lavori molto modesti. Dal mio canto soffrivo della sua notorietà per cui non andai oltre il ruolo conformista di buona madre e moglie devota. Decisamente troppo stretto per un carattere esuberante come il mio. Tra le altre cose Gustav si rivelò un uomo dal temperamento assai quieto, tanto che rifuggiva tutte le serate mondane ed i contatti sociali.

Quindi?
Vissi un periodo di fragilità dovuto anche alla scomparsa di Maria Anna, la mia prima figlia, e quando mi accorsi che solo la presenza di Walter Gropius, un giovane architetto prussiano e futuro fondatore del movimento Bauhaus, mi dava un deciso benessere interiore cercai di porre rimedio.

… ma suo marito aveva scoperto la relazione…
Walter lo avevo conosciuto nel 1910 presso una località termale. Dopo quell’incontro ci scrivemmo numerose lettere finché a causa di una sua leggerezza mio marito intercettò una di queste. Erano parole piene di passione e mio marito subì un brutto colpo.

Cosa fece?
Per superare la crisi, d’accordo con mio marito, chiesi un consulto con il dottor Sigmund Freud poi seguii per sei mesi Gustav a New York provando a recuperare il nostro rapporto. Mio marito grazie alla sua fama, era stato ingaggiato come direttore d’orchestra. Ma le cose non andarono meglio, vissi per tutto il tempo in un hotel isolata e depressa.

Poi il tragico evento…
Purtroppo nel febbraio 1911 lui si ammalò gravemente e fummo costretti a fare ritorno a Vienna. Morì qualche mese dopo all’età di 51 anni lasciandomi vedova ed in compagnia della nostra seconda figlia Anna.

Alla morte di Mahler, però lei non cercò subito il suo vecchio amante Walter Gropius…
Venni corteggiata da vari contendenti. Strinsi una breve relazione col compositore Franz Schreker, poi con l’ex medico newyorkese di mio marito e infine col biologo Paul Kammerer cui divenni assistente per alcuni mesi. Ebbi quindi una tormentata e tumultuosa esperienza sentimentale con il giovane pittore Oskar Kokoschka. Completamente perso in questo turbine amoroso, creò proprio in quel periodo alcune fra le sue opere più importanti, su tutte La sposa del vento.

Quella relazione durò all’incirca due anni vero?
Oskar era un uomo molto passionale e viveva quel rapporto tra alti e bassi, tra depressione e possessione morbosa. Questi eccessi complicarono tutto e non accettai mai di sposarlo. Quando ci lasciammo lui si arruolò nel reggimento austriaco e per alimentare il suo inconsolabile ricordo, convisse per lungo tempo con una curiosa bambola con le mie fattezze, fatta creare da un artigiano di Monaco di Baviera.

Un uomo davvero inconsolabile…
Pensi che alcuni anni dopo, ancora distrutto dal dolore, chiamò a raccolta i suoi amici per una festa a base di champagne e musica e l’immancabile presenza di quel feticcio elegantemente vestito. A notte fonda nel delirio dell’ubriacatura Oskar ruppe una bottiglia di vino sulla testa del pupazzo gettandolo poi in giardino.

Lei invece come reagì?
Mi sentivo di nuovo libera e mi misi alla ricerca di Walter Gropius. Lo raggiunsi a Berlino dove lo sposai nel 1915 durante una sua licenza militare dal fronte. Da quell’unione nacque nostra figlia Manon. Purtroppo si ammalò di poliomielite e visse solo 18 anni. Il mio amico Alban Berg per ricordare la povera Manon compose un concerto per violino cui pose l’intestazione: “in memoria di un angelo”.

Quel tragico evento ebbe ripercussioni sul suo matrimonio vero?
Conobbi il poeta praghese Franz Werfel con il quale iniziai una nuova relazione. Rimasi incinta dando alla luce Carl Martin, purtroppo nacque gravemente malato e morì a dieci mesi di vita.

Ma lei era sposata con Walter Gropius!
Ero diventata un riferimento culturale per poeti, musicisti, pittori ed artisti che affollavano la mia casa di Vienna. Walter non riusciva a tollerare queste mie frequentazioni. E dopo aver ascoltato una mia conversazione telefonica con Franz decise di divorziare. Comunque fu molto caro, per salvare le apparenze inventò una sua infedeltà con una prostituta.

Si sposò nuovamente…
Dopo una lunga convivenza di quasi dieci anni, sposai nel 1929 Franz, mio terzo e ultimo marito, il secondo di origine ebraica dopo Gustav Mahler. L’avvento del nazismo ci costrinse nel 1938 a fuggire dall’Austria per la Francia e poi attraverso i Pirenei riparammo in Spagna e poi in Portogallo, e successivamente partimmo per gli Stati Uniti: prima a New York e poi a Los Angeles

Finalmente un periodo tranquillo…
Qui mio marito compose diversi dei suoi migliori lavori fra cui “Una scrittura femminile azzurro pallido”. Collaborò anche con le major hollywoodiane e da alcune sue opere furono tratti dei film.

Tutto bene allora…
Purtroppo no. Seri problemi cardiaci furono fatali a Franz. Morì a causa di un infarto il 26 agosto del 1945 lasciandomi vedova per la seconda volta. Rimasi negli USA divenendo cittadina americana nel 1946.

Una vita movimentata…..
Gli ultimi anni li dedicai alla stesura di una mia autobiografia che riuniva i passi fondamentali della mia vita compresi gli uomini che avevo conosciuto: amanti, mariti e i tanti artisti per i quali avevo fatto da musa: Mahler che mi aveva dedicato diverse sinfonie; Alban Berg che aveva composto un concerto per violino in onore di mia figlia; Erich Wolfgang Korngold che aveva composto un concerto per violino e Benjamin Britten il Notturno op. 60. Ma soprattutto Oskar Kokoschka che mi dedicò ben 450 disegni e tele.

Alma passerà gli ultimi anni della sua vita fra Los Angeles e New York. La “Musa del secolo” morirà nel 1964 all’età di 85 anni presso il suo appartamento di New York.
Riguardo alla sua vita sono stati girati due film, Bride of the Wind, diretto da Bruce Beresford, del 2001, e Alma Mahler, film Tv del 2001.
Ci lascia una produzione musicale costituita da 14 Lieder, originariamente per canto e pianoforte, poi orchestrati da Jorma Panula, divisi in tre raccolte. – Fünf Lieder (Die stille Stadt, In meines Vaters Garten, Laue Sommernacht, Bei dir ist es traut, Ich wandle unter Blumen; 1910) – Vier Lieder (Licht in der Nacht, Waldseligkeit, Ansturm, Erntelied; 1915) – Fünf Lieder (Hymne, Ekstase, Der Erkennende, Lobgesang, Hymne an die Nacht; 1924)

 

 
L’INTERVISTA A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E’ STATA REALIZZATA
GRAZIE A:
https://it.wikipedia.org/wiki/Alma_Mahler_Schindler
 

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  1. Donatella scrive:

    Sicuramente una vita movimentata!

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