IL FORTE SPAGNOLO ALL’AQUILA, DETTO ANCHE ” CASTELLO CINQUECENTESCO “, E’ UNA GRANDIOSA FORTEZZA COSTRUITA DAGLI SPAGNOLI NELLA SECONDA META’ DEL CINQUECENTO–è ancora in lavori dopo il terremoto e il Museo è stato spostato

 

 

 

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L’Aquila  è un comune italiano di 69 478 abitanti (dati aprile 2019), capoluogo dell’omonima provincia e della regione Abruzzo.

 

 

 

 

 

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Il Forte Spagnolo, anche noto come Castello Cinquecentesco[1], è una fortezza dell’Aquila. Venne costruito nel corso di un grandioso progetto di rafforzamento militare del territorio avvenuto durante la dominazione spagnola in Italia meridionale nella prima metà del cinquecento.

Mai utilizzato per scopi bellici, fu utilizzato nel Seicento come residenza del governatore spagnolo e successivamente come alloggio per i soldati francesi nell’Ottocento e tedeschi durante l’ultima guerra mondiale. Nel 1902 è stato dichiarato monumento nazionale.[2] Restaurato nel 1951 ad opera della Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie d’Abruzzo e Molise[3], è divenuto sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, il più importante della regione, ed è sede di mostre e convegni. Al suo interno trovano posto anche un Auditorium e una Sala Conferenze.

È rimasto gravemente danneggiato dal terremoto del 2009 e non è attualmente agibile. Dal 2011 sono ancora in corso i lavori di ricostruzione.

 

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La costruzione del forte

 

 
Il forte fu costruito nella città di L’Aquila nel 1534 per volere del governo spagnolo che affidò la progettazione all’architetto Pirro Aloysio Scrivà. Per la realizzazione fu necessario smantellare letteralmente 6 colline per ricavarne pietre. La città ribelle, fu costretta a versare una tassa di 100.000 ducati annui per la realizzazione di questa fortezza a carattere decisamente politico e militare. L’imponente costruzione aveva una duplice funzione: era infatti un baluardo del cammino spagnolo nell’estremo confine settentrionale del regno di Carlo V ed inoltre controllava l’asse viario di percorrenza della lana che collegava Napoli a Firenze.

 

QUESTO TESTO COME I SEGUENTI SONO PRESI DA QUESTO LINK:

http://www.geocities.ws/l.aquila99/fortezzaspagnola/index.html

Il portale in una incisione di Strafforello Gustavo (1899)

 

Il forte a pianta quadrata con bastioni angolari detti lanceolati per la loro forma pentagonale, raccordati alle cantine da un doppio orecchione semicilindrico. La struttura esterna si innalza a scarpa con mura spesse fino a 10 metri al piano di fondazione. Intorno al forte si trova un fossato, largo di media 23 metri e profondo 14 metri dal piano stradale attuale. Il ponte in pietra di collegamento presenta quattro campate di cui l’ultima sostituisce l’originale tavolato a ribalta in legno.

 

 

Particolare dei bastioni

Polveriera - L'Aquila - Abruzzo - Italy
Polveriera

Il forte spagnolo dell’Aquila
Il forte spagnolo dell’Aquila La scala d’accesso al livello di seminterrato presenta gradini con laterizi orientati a spina di pesce e cordoli in pietra che servivano a frenare gli zoccoli dei cavalli. Adiacente alla scalinata si trova un ambiente che era adibito a polveriera: infatti in origine non esisteva la porta che attualmente permette l’ingresso al fossato. Nel 1567 gli aquilani ottennero di essere sollevati dal pagamento delle tasse al governo spagnolo, subito furono bloccati i lavori di completamento del forte ed esso rimase parzialmente incompiuto. Infatti i corridoi, lunghi più di 50 metri e larghi almeno 4 metri, sono soltanto 3 (manca il lato sud-ovest); essi permettevano ai soldati di spostarsi con facilità con carri e cannoni in caso di guerra.

 

 

Il portale d’ingresso con lo stemma di Carlo V

Accanto ad ogni corridoio si aprono delle grandi sale che erano adibite a magazzini, utilizzati non solo come deposito di derrate alimentari ma anche falegnameria oppure come stalla per i cavalli. 
In prossimità della sala “Umberto Chierici” furono rinvenute numerose ossa di scheletri umani, probabilmente pertinenti a soldati spagnoli che morirono all’interno del forte. Nei primi anni del 1900 furono poi rinvenuti quattro giovani corpi (due donne e due bambini) mummificati naturalmente a causa del freddo e verosimilmente condannati a morire. I segni sul corpo di violenze subite fanno ipotizzare una atroce punizione.

Visioni & Illusioni - L'Aquila - Abruzzo - Italy
Uno dei corridoi del castello
nell’occasione allestito per una mostra organizzata
dall’Accademia dell’Immagine: ” Visioni & Illusioni”

Il Parco intorno al castello di notte con la neve

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Il ponte in pietra che permette l’ingresso al forte aveva un sistema di tavolato a ribalta che evita l’ingresso dei nemici: attraverso una leva si azionava una tavola basculante che chiudeva all’esterno il portale e ricadeva all’interno a mo’ di catapulta. La cinta muraria in pietra, che protegge il forte, risale solo alla metà del Settecento e sostituì un terrapieno di 14 metri che originariamente difendeva la fortezza da attacchi esterni. All’interno della cinta, in corrispondenza del vertice di ogni bastione, si trovano piccole porte dette pusterle che permettono l’accesso alla sommità del mura, dove si svolgeva la ronda che teneva lontano i nemici dall’assalto alle mura.

aCQUEDOTTO DELLA FORTEZZA SPAGNOLA - L'Aquila - Abruzzo - Italy

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Cisterna del bastione sud - L'Aquila - Abruzzo - Italy

Le contromine
Il sistema difensivo delle contromine,ideato per allontanare il pericolo di attacchi nemici, è assai complesso e ingegnoso.una lunga galleria percorre il perimetro del forte all’altezza delle fontanenta e attraversa tutti i bastioni collegandoli tra loro mediante stretti corridoi sotterranei.
Lungo il percorso si incontrano piccole piazzole di guardia,ciascuna delle quali presenta caratteristiche comuni come fori di creazione ed illuminazione in direzione del fossato, feritoie di comunicazione con la casamatta, stretti passaggi verso il bastione contiguo, fessure di controllo e pozzi.
In particolare, nella piazzola posizionata all’interno delle semitorri si trova una apertura, collocata in basso verso il muro esterno, chiamata ventana.
Da questa fessura i soldati spagnoli riuscivano ad ascoltare o a percepire i movimenti dei nemici fuori dalle mura. In prossimità del vertice del bastione si trovano due intercapedini che separano la punta dal corpo centrale della struttura in modo da evitarne il crollo in caso di bombardamento.

Contromine - L'Aquila - Abruzzo - Italy         Veduta aerea - L'Aquila - Abruzzo - Italy

Nel secolo XVI la Spagna era la prima potenza militare d’Europa. Il suo ESERCITO fu il primo ad essere organizzato direttamente dallo stato: era formato da contingenti di mercenari stranieri e soldati spagnoli. Il nerbo dell’esercito era costituito dalla FANTERIA , formata da: picchieri, con armatura pesante e picca, massiccia “spada da cavallo” a due tagli; alabardieri, con corazza, fiancali, mezzi bracciali, morione e alabarda (arma in asta adatta a colpire sia di punta che di taglio); archibugieri, con archibugio a miccia. Nel campo dell’ARTIGLIERIA MILITARE furono compiuti molti progresssi, sia per ila sicurezza dei soldati che per il trasporto e la rapidità operativa delle armi. Nel XIV secolo si usava la rudimentale bombarda, fatta di doghe strette da cerchi di ferro, con affusto legato ad una semplice tavola di legno. Le esplosioni accidentali delle canne e gli incidenti provocati dal rinculo rendevano simili armi estremamente pericolose. Nel XV secolo la canna venne realizzata per fusione e l’affusto a cassa assicurò stabilità ma il trasporto e le correzioni del tiro erano ancora lente e laboriose. Nel XVI secolo i cannoni furono dotati di ruote per gli spostamenti e da proiettili costituiti da palle di ferro.

Armatura spagnola del XV secolo - L'Aquila - Abruzzo - Italy
Armatura spagnola

Nel secolo XVI la Spagna era la prima potenza militare d’Europa. Il suo ESERCITO fu il primo ad essere organizzato direttamente dallo stato: era formato da contingenti di mercenari stranieri e soldati spagnoli. Il nerbo dell’esercito era costituito dalla FANTERIA , formata da: picchieri, con armatura pesante e picca, massiccia “spada da cavallo” a due tagli; alabardieri, con corazza, fiancali, mezzi bracciali, morione e alabarda (arma in asta adatta a colpire sia di punta che di taglio); archibugieri, con archibugio a miccia. Nel campo dell’ARTIGLIERIA MILITARE furono compiuti molti progresssi, sia per ila sicurezza dei soldati che per il trasporto e la rapidità operativa delle armi. Nel XIV secolo si usava la rudimentale bombarda, fatta di doghe strette da cerchi di ferro, con affusto legato ad una semplice tavola di legno. Le esplosioni accidentali delle canne e gli incidenti provocati dal rinculo rendevano simili armi estremamente pericolose. Nel XV secolo la canna venne realizzata per fusione e l’affusto a cassa assicurò stabilità ma il trasporto e le correzioni del tiro erano ancora lente e laboriose. Nel XVI secolo i cannoni furono dotati di ruote per gli spostamenti e da proiettili costituiti da palle di ferro.

        
Assedio di una fortezza nel XV secolo

L'Aquila me - L'Aquila - Abruzzo - Italy
 Foto d’epoca con la fortezza innevata

 

 

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Ferragosto, musei aperti: ecco il programma del Polo museale d’Abruzzo

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Musei aperti a Ferragosto, con un ricco programma di eventi messo a punto dal Polo Museale d’Abruzzo, diretto da Lucia Arbace.

Partiamo dal Munda, il Museo nazionale d’Abruzzo a L’Aquila. E’ in corso la mostra La madre generosa. Dal culto di Iside alla Madonna Lactans, curata da Lucia Arbace, che affronta il primordiale tema della fecondità con le terracotte di Capua, Ercolano, Chieti, con le rare icone del XIII secolo dalle antiche abbazie abruzzesi, con reperti dell’antico Egitto, provenienti dal Museo Archeologico di Napoli, con dipinti rinascimentali, con le floride popolane del seicentesco presepe Antinori ed infine con i votivi in maiolica di Castelli.

Inoltre, è possibile ammirare l’esposizione Balli d’amore. Tarantello e saltarello tra colto e popolare, nuova edizione ampliata della mostra che esibisce dipinti e grafiche del ‘700 e dell’800 (tra gli autori Pietro Fabris, Angelika Kauffmann, Pasquale Celommi, Saverio Altamura), strumenti musicali, abiti della festa e preziosi gioielli della tradizione abruzzese e napoletana.

Attività didattiche a cura dell’Ass.ne D-Munda. Info, costi e prenotazione obbligatoria al 3485616363.

A Ferragosto il Museo sarà aperto con orario 8.30/19.00; biglietto 4 €, ridotto 2 €

 https://www.archeomedia.net/laquila-riapre-il-munda-museo-nazionale-dabruzzo/

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