ALESSIO PORCU.IT — 17 AGOSTO 2019 :: Si Salvini chi può. L’invincibile armata della Lega adesso vede le streghe

 

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17 agosto 2019

Si Salvini chi può. L’invincibile armata della Lega adesso vede le streghe

 

 

I fedelissimi del Capitano ammettono che la mossa di Renzi ha spiazzato il vicepremier, che ora finisce sul banco degli imputati anche all’interno del partito. Il “cerchio magico” sotto accusa. Ma il terrore emerge nella domanda clou: a cosa sta lavorando Gianni Letta? L’ombra lunga di un riedizione del Nazareno tra Berlusconi e Renzi.

Impensabile fino a una settimana fa: Matteo Salviniora è nel mirino anche di alcuni importanti esponenti della Lega. Come anticipato ieri da alessioporcu.it (leggi qui Top & Flop * Venerdì 16 agosto 2019). Adesso lo racconta l’autorevolissimo Francesco Verderami sul Corriere della Sera.

Berlusconi e Salvini

Così: “Il rischio di minare «la credibilità del nostro progetto» è l’accusa più pesante rivolta al segretario, insieme al vociare sempre più insistito contro il suo «cerchio magico», accompagnato dall’interrogativo su chi sia «il vero consigliori di Matteo». I salviniani ovviamente non ci stanno a vedere il Capitano sul banco degli imputati, «perché è ora di finirla con la storia che avrebbe sbagliato i tempi della crisi. La verità è che nessuno aveva previsto la mossa di Renzi, nessuno immaginava che avrebbe teso la mano ai grillini. La sua giravolta ci ha spiazzato». Ma è un fatto che Salvini non ha colto l’attimo dopo le Europee, e che dopo — raccontano nel Carroccio — si è ritrovato impigliato in alcune scadenze di governo. La più importante è stata il «decreto salva-conti», concordato con l’Europa per evitare la procedura di infrazione. Approvato dal Consiglio dei ministri il primo luglio, è stato convertito in legge il 30 luglio: «In tal senso, Salvini aveva dato precise garanzie a Mattarella, con il quale si era visto riservatamente dopo la visita di Giorgetti al Quirinale». Così viene spiegato il timing della svolta di inizio agosto”.

Salvini e Meloni

D’accordo, la mossa di Renzi lo ha spiazzato. Ma è soltanto questo? Evidentemente no. Matteo Salvini ha accelerato sulla crisi perché sicuro di poter andare ad elezioni anticipate e di vincere da solo. Forse un’alleanza, ma soltanto dopo, con Giorgia Meloni e con i Fratelli d’Italia. Aveva fatto bene i suoi conti, con un Movimento Cinque Stelle all’angolo, sfiduciato e sfibrato. Poi però la mossa di Renzi ha cambiato la partita e a quel punto è emerso chiaramente che non c’era alcuna sintonia di governo. Gli scontri con il premier Giuseppe Conte hanno aperto il vaso di pandora di visioni diverse su tutto: reddito di cittadinanza, immigrazione, Tav, taglio dei parlamentari. In un attimo è mutato completamente tutto. (leggi qui Zingaretti ritira gli sherpa e protegge il Pd)

Massimo Franco, notista politica di punta del Corsera, ha spiegato: “È singolare, per Giuseppe Conte, ritrovarsi di colpo da assediato a assediante involontario. E soprattutto di dovere questa inedita situazione a chi per mesi si è accreditato e presentato come premier-ombra o in pectore: Matteo Salvini.

Comunque vada a finire questa surreale crisi ferragostana, aperta dal vicepremier e ministro dell’Interno con la richiesta perentoria di elezioni e pieni poteri, per il presidente del Consiglio si tratta di una specie di rivincita, seppure amara. Non è ancora chiaro che cosa dirà il 20 agosto in Senato: se davvero potrà gridare “tutta la verità” dei rapporti con la Lega. Ma la stella salviniana sta riemergendo appannata e ammaccata dalle minacce, i proclami in spiaggia e le mezze marce indietro”.

Il punto è proprio questo. Un problema anche per i referenti sui territori. Il sottosegretario Claudio Durigon, il senatore Gianfranco Rufa, il coordinatore regionale e deputato Francesco Zicchieri, l’onorevole Francesca Gerardi sono dei fedelissimi salviniani. E basta. Mai una critica, mai un confronto dialettico con il Capitano. Tifosi accaniti.

Tutto bene se il Capitano veleggia, ma ora arranca nelle secche, chi proverà davvero a tirarlo fuori nella Lega? Infine, nel Carroccio c’è chi vede le streghe. Soprattutto perché è tornato al lavoro Gianni Letta, che sta a Berlusconi come Robin sta a Batman.

“A cosa sta lavorando Gianni Letta?”. Il timore è ad un accordo trasversale che vada da Renzi a Berlusconi. Come è fragile il potere della Lega.

 

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