SIAMO STATI AL PAESE DI BAROLO, NELLE LANGHE, IN PROVINCIA DI CUNEO—tutto bello, ma la meraviglia del paesaggio dolce dei vigneti…!

 

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Barolo (Bareu o Bareul in piemontese) è un comune italiano di 702 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

 

Barolo è un borgo medievale che ha dato il nome al famosissimo vino, prodotto dal vitigno nebbiolo.
Le case del centro si allineano ai piedi del castello, sede dell’Enoteca regionale del Barolo e del Museo del Vino (WI.MU). Sulla piazza davanti al castello si affaccia la chiesa parrocchiale di San Donato, di impianto romanico, che sotto il presbiterio ospita il sepolcreto degli antichi feudatari. Di fronte al paese, sul bricco delle Viole, si nota il castello della Volta, edificio medievale in rovina, appartenuto ai Falletti.

 

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Il paese si trova adagiato su di un piccolo altopiano, a forma di sperone, protetto dai rilievi circostanti, disposti ad anfiteatro. Colpisce del comune il diverso posizionamento del suo nucleo urbano rispetto ai paesi adiacenti, posti attorno alla sommità di un colle o lungo un crinale.

 

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Non ci sono notizie precise sulla nascita di Barolo, benché la zona fosse abitata in epoca preistorica da tribù celtoliguri, il primo insediamento effettivo sul territorio è di origine barbarica e risalente all’Alto Medioevo.

Durante il dominio Longobardo dipendeva da Gastaldo di Diano, passo’ poi sotto la Contea di Alba e successivamente sotto la Marca di Torino.

Il nucleo originario del castello fu eretto in quel periodo da Berengario I, come difesa dalle scorrerie Saracene. Nel 1200 il paese viene citato nel Rigestum Comunis Albe con il nome di Villa Barogly.

 

 

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Nel 1250 la famiglia Falletti, acquisì tutti i possedimenti di Barolo dal Comune di Alba. I Falletti erano una potente famiglia di banchieri, esponenti della nuova borghesia, i quali segnarono il destino di Barolo e delle zone circostanti. Intorno al 1300 arrivarono a controllare fino a una cinquantina di feudi piemontesi.

 

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Nel 1486 Barolo entrò a far parte dello Stato Monferrino, passando poi nel 1631 ai Savoia con il trattato di Cherasco

 

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Barolo divenne poi Marchesato nel 1730, il primo Marchese fu Gerolamo IV. Dopo Gerolamo IV ci furono soltanto altri due Marchesi: Ottavio Alessandro Falletti e Carlo Tancredi, alla morte di quest’ultimo governò sua moglie la Marchesa Juliette Colbert, la quale si distinse per la sua brillantezza e per le sue azioni a favore dei più deboli. 

 

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Alla sua morte nel 1864 tra le sue volontà vi fu la costituzione dell’Opera Pia Barolo alla quale lasciò l’intero patrimonio di famiglia.

 

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La storia del Castello

La storia del castello si ritiene avere inizio, vista l’assenza di documenti storici sulla sua nascita, nel X secolo, quando Berengario I consentì al feudatario locale l’erezione di una difesa efficace contro le frequenti scorrerie degli Ungari e dei Saraceni. Di quella struttura originaria rimane ben poco: il mastio, ancora oggi visibile, fa parte di essa.

 

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La prima testimonianza scritta risale al ‘200 in un atto di cessione di proprietà da parte dei Signori di Marcenasco in favore del comune di Alba, che, pochi anni dopo, lo cedette ai Falletti che lo ristrutturarono significativamente e ne fecero dimora stabile di un ramo del casato.

 

 

 

Barolo – Veduta Panoramica

Nel 1544, invece, fu fatto saccheggiare dal governatore francese della vicina Cherasco, nel corso delle lunghe guerre dell’epoca. Toccò successivamente a Giacomo e Manfredo riparare i consistenti danni, apportando ulteriori modifiche migliorative. Il nuovo, frutto dei restauri cinquecenteschi, rimase sostanzialmente immutato fino al 1864, anno della morte di Juliette Colbert, ultima marchesa Falletti. Nel frattempo il castello era già diventato residenza di campagna a causa del trasferimento della dimora principale dei Falletti, avvenuto nel 1814, al Palazzo Barolo di Torino.

Barolo – Veduta

Barolo – Veduta

Tra i suoi illustri ospiti durante l’ultima epoca dei Falletti spicca senza dubbio Silvio Pellico, presentato alla marchesa da Cesare Balbo dopo la decennale prigionia dello Spielberg, divenuto poi negli anni intimo amico, fidato consigliere nonché amministratore della biblioteca Falletti. Il Pellico e la Marchesa erano soliti trascorrere insieme lunghe giornate tra castello Falletti e il castello della Volta, dediti alla lettura e alla conversazione.

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Alla morte della Colbert, il castello Falletti passò all’Opera Pia Barolo che, con pesanti lavori di ristrutturazione che ne alterarono profondamente la struttura, lo trasformò nel Collegio Barolo.

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Ruolo del Collegio, attivo fino al 1958, era di dare una possibilità di studiare a ragazzi economicamente in difficoltà. Nel 1970 fu acquistato dal Comune di Barolo, grazie soprattutto a una pubblica sottoscrizione cui furono in molti a contribuire generosamente.

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Le sue cantine restaurate, ospitano l’Enoteca Regionale del Barolo, mentre il secondo piano è dedicato al Museo Etnografico-Enologico e, quando presenti, esposizioni artistiche e fotografiche.

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Dal 2010 nel Castello Falletti è stato aperto il WiMu (Wine Museum), un museo dedicato alla cultura del vino, con venticinque sale espositive disposte su cinque piani

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La Cappella del Barolo: la chiesa più colorata d’Italia tra i vigneti del Piemonte

Costruita nel 1914 come riparo per i lavoratori dei vigneti circostanti in caso di temporali o grandinate, la Cappella di SS. Madonna delle Grazie, meglio conosciuta oggi come Cappella del Barolo, fu acquistata dalla famiglia Ceretto nel 1970 insieme ai 6 ettari del prestigioso vigneto di Brunate. La chiesa, mai consacrata, oggi si trova ancora in questo vigneto di La Morra ed è sempre proprietà della famiglia Ceretto.

 

Diroccata, abbandonata per anni e ridotta a rudere, la chiesa è stata ristrutturata dalla famiglia Ceretto alla fine degli anni ’90 ed è oggi diventata uno degli edifici più conosciuti e ammirati della zona.

 

La ristrutturazione venne affidata agli artisti Sol LeWitt e David Tremlett che seppero trasformare un edificio in rovina in una splendida testimonianza di arte contemporanea.

 

Per i lavori di ristrutturazione LeWitt si occupò dell’esterno con un gioco di colori giocoso e vivace, mentre Tremlett si occupò delle decorazioni interne calde e serene.

 


Credits Stefania Spadoni

 

Un altro piccolo gioiello immerso nella campagna piemontese e circondato da vigneti e piante assolutamente da scoprire. L’azienda Ceretto propone inoltre anche altre iniziative culturali e gastronomiche: degustazioni, tour, visite guidate e molto altro. Se volete scoprire altri posti curiosi e affascinati del Piemonte date un’occhiata alla nostra sezione Dintorni di Torino.

 

 

Orari: 
tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

 

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Tariffe: 
Ingresso libero

 

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Per maggiori informazioni potete consultare il sito di Ceretto Experience.

 

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Informazioni Pratiche

 

Indirizzo: 
Cappella del Barolo – La Morra CN, Italia
Coordinate GPS 44°37’41.312″N 7°56’41.824″E;

 

Orari: 
tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

 

Tariffe: 
Ingresso libero

 

 

 

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CHIUDIAMO CON UNA PANORAMICA DEI VIGNETI..

 

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1 risposta a SIAMO STATI AL PAESE DI BAROLO, NELLE LANGHE, IN PROVINCIA DI CUNEO—tutto bello, ma la meraviglia del paesaggio dolce dei vigneti…!

  1. Donatella scrive:

    I vigneti sembrano un mare in continuo movimento. I genitori di mia mamma erano di Monticello d’Alba e di Diano d’Alba. Mia mamma, che pure amava moltissimo Sanremo, ricordava le estati passate da bambina a Monticello. Soprattutto ricordava il “bric”,la piccola collina dove cresceva la vigna, ma anche il ribes, i lamponi, una sorta di piccolo eden in miniatura.

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