+++ David Oistrach Paul Badura-Skoda play Mozart Violin sonate, K 454 ( 1784 ) — durata: 23, 14 ++ qualche notizia sul concerto ++ qualcosa sui due interpreti

 

 

 

 

Sonata per violino n. 32 (Mozart)–wikipedia

 

La sonata per violino n. 32 in si bemolle maggiore ( K. 454) fu composta da Wolfgang Amadeus Mozart a Vienna il 21 aprile 1784 . È stato pubblicato da Christoph Torricella in un gruppo di tre sonate (insieme alle sonate per pianoforte K. 284 e K. 333 ).

La sonata fu scritta per un virtuoso del violino Regina Strinasacchi di Mantova per essere eseguita da loro insieme in un concerto al Teatro Kärntnerthor di Vienna il 29 aprile 1784. Sebbene Mozart avesse la parte di pianoforte saldamente in testa, non si diede abbastanza tempo di scriverlo, e quindi è stato eseguito con un foglio di carta bianca davanti a sé per ingannare il pubblico. Secondo una storia raccontata dalla sua vedova Constanze Mozart , l’ imperatore Giuseppe II vide lo spartito vuoto attraverso i suoi occhiali da opera e inviò il compositore con il suo manoscritto, in quel momento Mozart doveva confessare la verità, anche se probabilmente si sarebbe divertito il monarca piuttosto che causare la sua irritazione.

Il lavoro consiste di tre movimenti:

  1. Largo – Allegro
  2. Andante
  3. Allegretto

La sonata si apre con un’introduzione eccezionalmente lenta, in cui l’accento è posto sull’uguaglianza dei due strumenti, mantenuta per tutto il lavoro. Il secondo movimento ha un sentimento melodico di adagio, che inizialmente era il tempo scritto da Mozart, ma poi cancellato e contrassegnato Andante. Nella sezione sviluppo sono presenti audaci modulazioni cromatiche. Il movimento finale ritorna all’umore giocoso del primo, ma anche così sembra essere un Rondo molto sofisticato.

 

Zaslaw, Neal; Cowdery, William, eds. (1990). The Compleat Mozart: a Guide to the Musical Works of Wolfgang Amadeus Mozart . New York: WW Norton.

 

 

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David Fëdorovič Ojstrach ( Odessa, 1908- Amsterdam, 1974 ) è stato un violinista sovietico.

Tra i più grandi interpreti del violino del XX secolo, ha profondamente influenzato la tecnica dello strumento per la maestria tecnica, la naturalezza e il virtuosismo. Con un ampio repertorio, che spaziava da Bach a Šostakovič, suonò con le più importanti orchestre del mondo dirette dai più grandi direttori e si esibì accanto ad artisti come Mstislav Rostropovič e Svjatoslav Richter.

Per circa 10 anni suonò uno Stradivari del 1702. Ha lasciato una sconfinata discografia, di cui il Concerto triplo di Beethoven, con Svjatoslav Richter e Mstislav RostropovičHerbert von Karajan e i Berliner Philharmoniker, registrato nel settembre 1969 a Berlino, è forse la perla più luminosa. L’unico figlio, Igor’, è anch’egli violinista.

Nacque nella cosmopolita Odessa sul Mar Nero, a quel tempo facente parte della Russia zarista (adesso in Ucraina), nella modesta famiglia di Fëdor Davydovič Ojstrach e Isabella Stepanovna Kolker, di origine ebrea ed entrambi dotati di talento musicale (il padre suonava il violino e alcuni strumenti a fiato, la madre era corista).

a chi interessa, segue nel link di wikipedia: 

https://it.wikipedia.org/wiki/David_F%C3%ABdorovi%C4%8D_Ojstrach

 

 

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Paul Badura-Skoda  ( Vienna, 1927 — Vienna, 25 settembre 2019 ) è stato un pianistamusicologodirettore d’orchestra e didatta austriaco.

Nel 1945 entrò nel Conservatorio di Vienna e due anni dopo, nel 1947, la Gesellschaft der Musikfreunde gli conferì il primo premio in un concorso per giovani artisti austriaci, che consisteva in una borsa di studio per studiare con il pianista Edwin Fischer a Lucerna. L’incontro con il grande maestro e la successiva lunga amicizia furono fondamentali per l’evoluzione della sua personalità artistica e intellettuale. Divenuto assistente di Fischer, dopo la morte di quest’ultimo ne continuò la tradizione didattica, con corsi di perfezionamento a Vienna, Salisburgo, Edimburgo; al giorno d’oggi, Badura-Skoda è uno degli insegnanti più stimati nel panorama pianistico.

Studioso rigoroso ed autorevole, considera fondamentale il far rivivere lo spirito dell’opera così come fu creata dal compositore ed ha curato la revisione di centinaia di autografi e testi originali. Molto apprezzate[1] le sue edizioni di Chopin per la casa Wiener Urtext.

Nel 1990 condensò i risultati del suo quarantennale studio dell’opera di Johann Sebastian Bach nel poderoso volume Bach Interpretation: Die Klavierwerke Johann Sebastian Bachs (edito in italiano nel 1998 con il titolo Interpretare Bach su strumenti a tastiera), testo fondamentale sull’argomento.

Nel 1957 aveva dato alle stampe la prima edizione dell’altrettanto importante testo sull’interpretazione mozartiana, Mozart-Interpretation, scritto in collaborazione con la moglie Eva Badura-Skoda ed edito per la prima volta in Italia nel 1980 col titolo L’interpretazione di Mozart al pianoforte.

 

Paul Badura-Skoda, Interpretare Bach su strumenti a tastiera, Foggia, Gioiosa, 1998

Eva Badura-Skoda, Paul Badura-Skoda, L’interpretazione di Mozart al pianoforte, 2a ed., Padova, Zanibon, 1989

 

SITO UFFICIALE DELL’ARTISTA :: http://www.badura-skoda.cc/en/

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