SERGE REGGIANI ( 1964 ) – IL DISERTORE DI BORIS VIAN — ( 1954 ) — NELLA TRADUZIONE DI GIORGIO CALABRESE

 

 

Le Déserteur è sicuramente la canzone contro la guerra e antimilitarista più celebre di tutti i tempi.

 

 

 

 

 

IL DISERTORE

 

In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest’altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l’ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand’ero in prigionia
qualcuno m’ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.

 

 

Monsieur le Président,
Je vous fais une lettre
Que vous lirez, peut-être,
Si vous avez le temps.
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir.
Monsieur le Président,
Je ne veux pas la faire!
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens…
C’est pas pour vous fâcher,
Il faut que je vous dise:
Ma décision est prise,
Je m’en vais déserter.

Depuis que je suis né
J’ai vu mourir mon père,
J’ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants;
Ma mère a tant souffert,
Elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers.
Quand j’étais prisonnier
On m’a volé ma femme,
On m’a volé mon âme
Et tout mon cher passé…
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte.
Au nez des années mortes
J’irai sur les chemins.

Je mendierai ma vie
Sur les routes de France,
De Bretagne en Provence
Et je dirai aux gens:
Refusez d’obéir!
Refusez de la faire!
N’allez pas à la guerre,
Refusez de partir.
S’il faut donner son sang,
Allez donner le vôtre!
Vous êtes bon apôtre,
Monsieur le Président…
Si vous me poursuivez,
Prévenez vos gendarmes
Que je n’aurai pas d’armes
Et qu’ils pourront tirer.

2 risposte a SERGE REGGIANI ( 1964 ) – IL DISERTORE DI BORIS VIAN — ( 1954 ) — NELLA TRADUZIONE DI GIORGIO CALABRESE

  1. ROBERTO RODODENDRO scrive:

    C’è una versione della canzone ( inutile dirlo: un mio vecchio e sempre amore – preferisco Reggiani o Boris Vian? Troppo diversi), comunque, dicevo: c’è una versione cantata da Reggiani preceduta dai versi di Rimbaud (Le dormeur du val) che è insuperabile.

    Ed ora nel mio piccolissimo piccolo ( neanche si pensa a competere sia chiaro, ma mi pare comunque un bel posto per accoccolarsi e quindi:
    La prima “Tu in Urbino” risale al 1962 , il ragazzino invece di studiare pensava ad innamorarsi e si, ci riusci :-) , appena ripresosi, riusci anche a studiare: tempi d’oro dove Urbuno era solo città Universitaria e trovarsi al tavolo con Carlo Bo e discutere , si, discutere con lui era piuttosto normale, oppure con Parronchi, per noi docente di storia dell’arte ma anche buon poeta e tanti altri anche tra noi giovani piedi di buone speranze , la maggior parte, col tempo naufragate.
    E c’era lei:

    Tu in Urbino

    Ho trovato
    Per queste strade
    d’intonaco antico
    assurde sembianze di idolo.

    6 agosto 1962

    p.s. domani, se mi trovi uno spazio adatto te ne propino un’altra ai confini con l’Austria e la vecchia Juguslavia, buonanotte!

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