ENZO JANNACCI, GIOVANNI TELEGRAFISTA — DA UNA POESIA DI CASSIANO RICARDO, POETA BRASILIANO –DAL BLOG ” IL VOLATORE ” DI GIACOMO DI GIROLAMO ++ UNA NUOVA EDIZIONE DELLA CANZONE DA ” I PESCI ” (SITO)

 

 

 

 

Giovanni telegrafista

Enzo Jannacci

Piripiripiri…
Piripiripiri…
Giovanni telegrafista e nulla più,
stazioncina povera c’erano più alberi e uccelli che persone
ma aveva il cuore urgente anche senza nessuna promozione
battendo, battendo su un tasto solo
Piripiripiri…
Elittico da buon telegrafista,
tagliando fiori, preposizioni
per accorciar parole, per essere più breve
nella necessità, nella necessità
Conobbe Alba, un Alba poco alba,
neppure mattiniera, anzi mulatta
che un giorno fuggi unico giorno in cui fu mattutina
per andare abitare città grande piena luci gioielli
Piripiripiri…
storia viva e urgente
Ah, inutili tanto alfabeto morse in mano
Giovanni telegrafista
cercare cercare Alba ogni luogo provvisto telegrafo.
Ah, quando l’invecchia cum est morosa urgenza
Giovanni telegrafista e nulla più… urgente
Piripiripiri…
Per le sue mani passo mondo, mondo che lo rese urgente,
crittografico, rapido, cifrato,
passò prezzo caffè passò matrimonio Edoardo ottavo
oggi duca di Windsor,
passarono cavallette in Cina,
passò sensazione di una bomba volante,
passarono molte cose ma tra l’altro
passo notizia matrimonio Alba con altro
Piripiripiri…
Giovanni telegrafista, quello dal cuore urgente,
non disse parola, solo le rondini nere
senza la minima intenzione simbolica
si fermarono sul singhiozzo telegrafico
Alba è urgente
Piripiripiri…
Piripiripiri…

Fonte: Musixmatch

Compositori: Enzo Jannacci / Ruggero Jacobbi

nota del blog :

RUGGERO JACOBBI HA FATTO UNA RACCOLTA DI POESIE BRASILIANE DI CUI- MI PARE-ABBIA ANCHE TRADOTTO IL TESTO–

NON E’L’AUTORE DELLA CANZONE DI JANNACCI, MA IL TRADUTTORE DI UNA POESIA DI UN POETA BRASILIANO CHE SI CHIAMA CASSIANO RICARDO

E SOTTO –MIRACOLOSAMENTE–ABBIAMO TROVATO IL TESTO ORIGINALE PUBBLICATO DAL::

 

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“Giovanni Telegrafista”, la più inarrivabile delle canzoni

 

 

E qui c’è il testo della poesia originale, di Cassiano Riccardo, del 1957

João, o Telegrafista

João telegrafista.
Nunca mais que isso,
estaçãozinha pobre
havia mais árvores pássaros
que pessoas.
Só tinha coração urgente.
Embora sem nenhuma
promoção.
A bater a bater sua única
tecla.

Elíptico, como todo
telegrafista.
Cortando flores preposições
para encurtar palavras,
para ser breve na necessidade.
Conheceu Dalva uma Dalva
não alva sequer matutina
mas jambo, morena.
Que um dia fugiu — único
dia em que foi matutina —
para ir morar cidade grande
cheia luzes jóias.
História viva, urgente.

Ah, inutilidade alfabeto Morse
nas mãos João telegrafista
procurar procurar Dalva
todo mundo servido telégrafo.
Ah, quando envelhece,
como é dolorosa urgência!
João telegrafista
nunca mais que isso, urgente.

II

Por suas mãos passou mundo,
mundo que o fez urgente,
elíptico, apressado, cifrado.
Passou preço do café.
Passou amor Eduardo
VIII, hoje duque Windsor.
Passou calma ingleses sob
chuva de fogo. Passou
sensação primeira bomba
voadora.
Passaram gafanhotos chineses,
flores catástrofes.
Mas, entre todas as coisas,
passou notícia casamento Dalva
com outro.

João telegrafista
o de coração urgente
não disse palavra, apenas
três andorinhas pretas
(sem a mais mínima intenção simbólica)
pousaram sobre
seu soluço telegráfico.

Um soluço sem endereço — Dalva —
e urgente.

 

 

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Elementor #26

 

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