RODOLFP WALSH ( LAMARQUE, ARGENTINA, 1927 – BUENOS AIRES, 25 MARZO 1977 ) — UN EROE DEI NOSTRI TEMPI TRAVAGLIATI ++ MATTEO NUCCI, MINIMA & MORALIA, 17 APRILE 2012 DA IL VENERDI’ DI REPUBBLICA

 

 

 

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Operazione massacro

Rodolfo Walsh

Articolo acquistabile con 18App Carta del Docente
Traduttore: Elena Rolla
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 30 marzo 2017
Pagine: 204 p., Brossura

Otto anni prima di “A sangue freddo” di Truman Capote, con “Operazione Massacro”, Rodolfo Walsh inventa una nuova forma di giornalismo, a metà strada tra il romanzo e la cronaca, che solo un decennio dopo verrà conosciuta universalmente come New Journalism. Pubblicato nel 1957, il libro racconta l’uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta militare golpista, un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente. Rodolfo Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti, scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando un’insuperata lezione di giornalismo d’inchiesta, si legge come un romanzo.

 

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Rodolfo Jorge Walsh Gill (Lamarque9 gennaio 1927 – Buenos Aires25 marzo 1977) è stato un giornalista e scrittore argentino, considerato il fondatore del giornalismo investigativo in Argentina per il libro Operación Masacre.

 

 

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IL BALCONE DI RODOLFO WALSH

 

 

Rodolfo Jorge Walsh Gill

Operación Masacre

Scrisse il libro Operación Masacre (1957) per testimoniare un barbaro e singolare episodio da parte delle forze armate che avevano rovesciato il peronismo e che repressero con esecuzioni sommarie i tentativi di sollevazione della resistenza peronista.

Un gruppo di civili che stavano seguendo la radiocronaca di un incontro di boxe fu trascinato via e fucilato in un immondezzaio; la singolarità dell’evento sta nel fatto che sette dei dodici sopravvissero persino ai colpi di grazia. L’episodio colpì profondamente la sensibilità del giornalista, che scrisse il suo libro capolavoro e col quale inaugurò il genere della cosiddetta non-fiction (“romanzo-verità” in italiano) non solo in Argentina ma nel mondo intero, giacché fu pubblicato nove anni prima di A sangue freddo di Truman Capote (1966), considerato il capostipite del genere.

 

Altro titolo degno di nota, fra le sue opere, il racconto Esa Mujer (Quella donna, pubblicato in italiano nella raccolta Fotografie La Nuova Frontiera, 2014), che tratta del trafugamento del cadavere di Evita Perón da parte dei militari antiperonisti, e che nel 1999 fu eletto miglior racconto argentino del XX secolo da una giuria di scrittori e critici letterari consultati dalla casa editrice Alfaguara.

 

 

 

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Nel 1959, a Cuba, intercettò e decodificò un telex della CIA sull’invasione della Baia dei Porci. Grazie alle sue informazioni, Fidel Castro si preparò per contrastare l’invasione] Proprio a La Habana Walsh aveva fondato, insieme a Gabriel García Márquez, l’agenzia giornalistica cubana Prensa Latina, diretta dall’argentino Jorge José Ricardo Masetti Blanco (su ordine del medico argentino che a Cuba era diventato il mitico Comandante Ernesto Che Guevara de La Serna).

 

 

Si unì al movimento armato dei Montoneros come esperto di intelligence, quando il peronismo fu bandito. Lo scrittore combatté in prima linea la feroce dittatura dei generali, durante la quale perse la vita in uno scontro a fuoco la figlia ventiseienne Vicki (María Victoria). Divenne un super ricercato, cambiò identità, andò a vivere con la moglie Lilia Ferreyra, e con la figlia minore, in un piccolo villaggio fuori Buenos Aires.

 

Nel marzo del 1977 scrisse una lettera aperta al generale Videla e alla sua giunta (la Carta Abierta de un Escritor a la Junta Militar), lettera in cui denunciava e chiedeva conto dei crimini perpetrati: compilò liste di morti e desaparecidos, risalenti alle fosse comuni e ai centri di tortura; non tacque della depravazione in cui il paese era caduto, descrivendo l’uso estremo della tortura e il coinvolgimento della CIA nell’addestramento della polizia argentina; non ultimo, denunciò la fallimentare politica economica, che avrebbe portato povertà e condizioni di lavoro prossime allo schiavismo.

 

 

Venne catturato in un’imboscata a Buenos Aires mentre diffondeva la sua lettera, spedendone alcune copie per posta alle redazioni dei giornali argentini e a corrispondenti stranieri. Il suo nome risulta nell’elenco dei desaparecidos, ma secondo la testimonianza di alcuni detenuti sopravvissuti alla ESMA sarebbe arrivato al campo di concentramento già morto ed il suo cadavere esposto dai militari come un trofeo. Nessuno, all’epoca, pubblicò il suo scritto che oggi è diventato un classico della letteratura in Argentina. Tradotto per la prima volta in italiano nel 2004, fu ripubblicato nell’edizione del 2011 di Operazione Massacro che contiene a chiusura il testamento politico e letterario di Rodolfo Walsh.

 

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IL GENERALE JORGE RAFAEL VIDELA

 

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MINIMA&MORALIA

 

17 APRILE 2012

http://www.minimaetmoralia.it/wp/tag/operazione-massacro/

 

 Trentacinque anni fa, in questi giorni, gli amici di Rodolfo Walsh smisero di nutrire speranze. Aveva compiuto cinquant’anni a gennaio, lo scrittore, il giornalista, l’uomo in lotta per il suo Paese. Il 25 marzo era stato visto l’ultima volta eppoi era scomparso. Desaparecido. Qualcuno commentò che si era come lasciato andare dopo che la figlia Vicki era morta ventiseienne in uno scontro a fuoco con le forze del regime. Ma chi conosceva bene Walsh, non aveva questi dubbi. Gli intimissimi poi erano a conoscenza della lettera aperta che aveva scritto al Generale Videla e alla Giunta Militare. Si apriva così: “La censura della stampa, la persecuzione degli intellettuali, la demolizione della mia casa, l’omicidio di amici cari e la perdita di una figlia morta mentre vi combatteva sono alcuni dei fatti che mi costringono a questa forma di espressione clandestina dopo che per quasi trent’anni mi sono pronunciato liberamente come scrittore e giornalista”. Sua moglie Lilia conosceva anche il seguito di quelle pagine brucianti e sapeva bene a chi Walsh aveva progettato di inviarle per posta.

 

Erano passati più di vent’anni dal giorno in cui era cambiata la vita del giovane argentino nato a Lamarque, paesino del Río Negro lasciato per trasferirsi a Buenos Aires in piena adolescenza. Nel 1956, Walsh era ancora un brillante giornalista, autore di racconti polizieschi, vincitore di un buon premio letterario, ottimo scacchista. Aveva contestato Perón fino alla sua destituzione nel ‘55, poi aveva assistito al crollo delle illusioni suscitate dalla Revoluciòn Libertadora, i cui leader si erano rivelati ciechi e dittatoriali. E, nel giugno del 1956, quando alcuni militari peronisti avevano tentato di riprendere il potere, Walsh abbandonò il tavolo di scacchi nell’abituale caffè di La Plata per assistere alla repressione. Qualcosa si era incrinato per sempre. Ma non fu ancora abbastanza perché la sua vita uscisse dai binari prestabiliti. Dovevano passare sei mesi.  Era un’asfissiante notte d’estate. “C’è un fucilato ancora vivo” mormorò qualcuno. E Rodolfo Walsh si alzò sbalordito.

“Non so cosa mi attragga in questa storia vaga, lontana, irta di improbabilità” avrebbe scritto “Ma poi lo scopro. Guardo quella faccia, il buco nella guancia, il buco più grande nella gola, la bocca spaccata e gli occhi opachi in cui fluttua ancora un’ombra di morte. E mi sento insultato”. Il volto trapassato da un colpo di Mauser appartiene a Juan Carlos Livraga, un ragazzo ventiquattrenne che nella notte di giugno in cui i peronisti hanno tentato di riprendere il potere si trovava assieme a conoscenti e amici in una casa del quartiere Florida per ascoltare la radiocronaca di un incontro di pugilato. Finché la polizia ha fatto irruzione, lo ha arrestato e portato via assieme agli altri, trascinandolo in un immondezzaio in cui è stata allestita una sommaria e arraffata fucilazione. Ma un vero miracolo si è compiuto: nessuno sparo lo ha raggiunto e il colpo di grazia sparato a bruciapelo lo ha lasciato in vita. Ancor più straordinario però è che ci sono altri sopravvissuti di quel gruppo portato alla morte senza ragioni. Rodolfo Walsh si getta sulla storia. Ne verrà fuori un libro destinato a fare epoca, finalmente tornato in libreria: Operazione massacro (intr. di A. Leogrande, trad. di E. Rolla, La Nuova Frontiera, pp. 253, euro 12).

 

Il genere che Walsh sceglie per scrivere il suo capolavoro del resto è nuovo. Nove anni prima di A sangue freddo di Truman Capote, Walsh inventa una forma narrativa per rielaborare la sua inchiesta giornalistica. Ma quel che conta in questo caso, più che il giornalismo narrativo è il giornalismo investigativo in cui si lancia con furia l’argentino. Il prezzo da pagare è la vita così come era stata fino al giorno prima. Walsh conosce i rischi a cui va incontro: sceglie un nuovo nome per nascondersi (Francisco Freyre), si procura una carta d’identità falsa, va a vivere in una baracca nella zona del Tigre, gira sempre con una pistola. Tutto per ricostruire nei minimi particolari una vicenda sconcertante. Per scolpire sulla pagina la vita dei dodici uomini che vengono portati via, increduli, tenuti all’oscuro di ogni cosa, ben prima che la Legge Marziale entri in vigore nella notte del tentativo di golpe peronista.

L’epilogo di Operazione Massacro, nonostante i sette sopravvissuti, racconta la sfiducia completa nei confronti di una giustizia mai arrivata. Ma quella sfiducia è nulla in confronto a ciò che sarebbe venuto in Argentina. Walsh non smise d’impegnarsi. Prima trasferendosi a Cuba, dove fondò assieme a Gabriel García Marquez l’agenzia giornalistica “Prensa Latina”. Poi tornando in patria e lottando in prima persona con il movimento peronista dei Montoneros. La situazione del Paese però continuò a peggiorare. E la svolta drasticamente autoritaria portata dal golpe con cui si insediò la Giunta di Videla nel ’76 segnò un punto di non ritorno. I dodici condannati a morte di Operazione Massacro divennero quasi un sogno mentre migliaia di argentini scomparivano, altre migliaia subivano torture indicibili (alcuni furono scorticati vivi), e la politica economica di Videla portava il Paese a conoscere una povertà inaudita e condizioni di lavoro da schiavismo. Walsh decise di non sottrarsi. Scrisse ogni cosa. La lettera (pubblicata a chiusura di Operazione Massacro) è una sconcertante prova di lucidità, in cui i numeri degli orrori vengono superati da quella che lo scrittore definisce “una crudeltà ancora più grande che punisce milioni di esseri umani con la miseria programmata”. Le ultime righe vibrano di orgoglio e dignità. “Senza speranza di essere ascoltato. Con la certezza di essere perseguitato”. Walsh inviò la lettera per posta. Dopo averne imbucate alcune copie a Piazza de la Constituciòn, un gruppo di militari lo catturò. Era il 25 marzo. Alcuni testimoni hanno raccontato il seguito, nel processo che si è aperto trent’anni più tardi. Ma in quei giorni non si seppe più nulla. La lettera intanto arrivò alle redazioni dei giornali argentini e ai corrispondenti stranieri. Nessuno ebbe il coraggio di renderla pubblica.

 

 

QUALCOSA SULL’AUTORE :

 

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Matteo Nucci

Matteo Nucci è nato a Roma nel 1970. Ha studiato il pensiero antico, ha pubblicato saggi su Empedocle, Socrate e Platone e una nuova edizione del Simposio platonico. Nel 2009 è uscito il suo primo romanzo, Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie), finalista al Premio Strega, seguito nel 2011 da Il toro non sbaglia mai (Ponte alle Grazie), un romanzo-saggio sul mondo della moderna tauromachia: la corrida. Nel 2013 ha pubblicato il saggio narrativo Le lacrime degli eroi (Einaudi), un viaggio nel pianto che versano a viso aperto gli eroi omerici prima della condanna platonica. Nel 2017 è uscito il romanzo È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), finalista al Premio Strega. Del 2018 il nuovo saggio narrativo sul mondo greco antico: L’abisso di Eros, indagine sulla seduzione da Omero a Platone. I suoi racconti sono apparsi in antologie e riviste (soprattutto Il Caffè Illustrato e Nuovi Argomenti) mentre gli articoli e i reportage di viaggi escono regolarmente su Il Venerdì di Repubblica.

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