ANDREA GIAMBARTOLOMEI, NATA DALLE MONDINE: E’ CONTRO OGNI INVASORE – INTERVISTA A EMILIO JONA, STORICO DELLA CANZONE —

 

BELLA CIAO, IVES MONTAND- 1963

 https://www.youtube.com/watch?v=CEn6ToGDdgU

 

 

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 26 NOVEMBRE 2019 -pag. 17

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/11/26/nata-dalle-mondine-e-contro-ogni-invasore/5580230/

 

 

IN EDICOLA/POLITICA

“Nata dalle mondine: è contro ogni invasore”

“Nata dalle mondine: è contro ogni invasore”

Emilio Jona – Lo storico della canzone: “Torna sempre. Fondamentale riscoprire i canti di operai e contadini”

 

È stato uno dei fondatori dei “Cantacronache”, un gruppo – nato a Torino nel 1957 – che raccoglieva autori e musicisti impegnati, ricercatori musicali fondamentali per la storia della canzone italiana. “Imperava il festival di Sanremo con tutte quelle canzoni evasive e con alcuni amici ci siamo detti: ‘Perché non facciamo qualcosa?’. La Francia aveva una grande tradizione di canzone colta, la Germania anche. Anche noi volevamo una canzone intelligente”, racconta Emilio Jona, avvocato di 91 anni, che ha passato una vita a cercare, registrare e studiare canti popolari. “Credo che noi dei ‘Cantacronache’ abbiamo avuto una qualche importanza ‘sociologica’ sulla nascita dei cantautori – ammette -. Eravamo anticonformisti, non avevamo accesso né alla radio o tv, e andavamo in giro a suonare nei circoli nelle leghe, nei piccoli teatri di provincia. I vecchi contadini e i vecchi operai ci cantavano brani che nessuno aveva raccolto e che il fascismo aveva sradicato e noi alla fine degli anni Cinquanta li abbiamo fatti riemergere”.

Avvocato Jona, “Bella ciao” torna ciclicamente a essere cantata nelle strade delle proteste di tutto il mondo. La cantano le Sardine, ma anche i giovani libanesi, iracheni e sudamericani. Com’è possibile?

È una bellissima canzone, facile e molto orecchiabile, una scansione splendida sottolineata dal battito di mani.

Com’è nato il suo successo all’estero?

Deve tutto all’italo-francese Yves Montand che l’ha eseguita in Francia nel 1963. La presenza all’estero è molto interessante.

 

Un canto di protesta che però per alcuni non è un vero brano della Resistenza.

Non è vero che non sia mai stata cantata in quel periodo. Un po’ di tempo fa Presentando il libro ‘Bella Ciao!’ di Carlo Pestelli (edizioni Add, ndr) al Polo del Novecento, è intervenuta un’anziana signora dicendo che ricordava da bambina di aver sentito cantare quel brano dai partigiani durante la conquista di Alba nel 1944. Sicuramente non è stata importante come ‘Fischia il vento’, o alle canzoni fasciste che venivano rovesciate.

Quali erano le più importanti?

Il brano più noto era proprio ‘Fischia il vento’ e poi molti canti russi. Io ho lavorato molto sul canto toscano, un po’ particolare. Erano canzoni spontanee che nascevano nelle formazioni partigiane. Si cantava molto durante la Resistenza, come durante la Grande guerra o il ventennio fascista. Invece durante il secondo conflitto mondiale no. Si usavano strutture formali antiche della canzone epica-narrativa o della canzonetta. A volte si usa la parodia, ad esempio ‘Giovinezza’ diventava ‘Delinquenza’. Si rovesciavano di senso e si mimetizzavano, così che chi le cantava non potesse essere scoperto.

 

Invece qual è l’origine di ‘Bella ciao’?

 

BELLA CIAO- GIOVANNA DAFFINI . NUOVO CANZONIERE ITALIANO

 

 

L’origine di “Bella ciao” va ritrovata nelle campagne del Vercellese, tra le mondine che raccoglievano il riso. È stata registrata nella versione che conosciamo noi da Gianni Bosio e Roberto Leydi nell’estate 1962 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, dall’ex mondina Giovanna Daffini che disse di averla appresa in una risaia di Vercelli. Poi Cesare Bermani ha trovato altre origini. Come brano ha alcuni elementi di ‘Fior di tomba’, una canzone raccolta da Costantino Nigra, e di ‘Vien Ninetta sotto l’ombrellin’.

 

Perché la cantavano?

Per le mondine cantare serviva ad alleviare la fatica e fare una forma di elementare propaganda politica. Il socialismo e l’anarchia avevano introdotto nelle canzoni una prospettiva diversa.

 

Tornando alla ‘Bella ciao’ partigiana: rispetto ad altri brani della Resistenza, il testo non aveva una chiara connotazione politica.

Manca l’elemento rivoluzionario, ma c’è l’elemento patriottico. Si è connotata come canzone di sinistra, ma è una canzone contro l’invasore. Strano che la destra la osteggi: ricordiamo che nel 2010 la Rai ha vietato a Gianni Morandi di cantarla a Sanremo come brano rappresentativo di quel periodo storico per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. È un’idiozia pura.

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