LIANA MILELLA, Intervista al giurista maestro di Giuseppe Conte Guido Alpa:: “Sulla prescrizione governo da bocciare se non abbrevia i processi” — REPUBBLICA DEL 28 NOVEMBRE 2019–pag. 4

 

REPUBBLICA DEL 28 NOVEMBRE 2019–pag. 4

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Intervista al giurista maestro di Giuseppe Conte

Alpa “Sulla prescrizione governo da bocciare se non abbrevia i processi”

di Liana Milella

 

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 Piero Guido Alpa (Ovada26 novembre 1947) è un giurista e avvocato italiano.  È stato il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, in carica dal 2004 al 2015, ed è Professore Ordinario di diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza – Università di Roma

ROMA — Alpa, il maestro di Conte, boccia il suo allievo, nonché compagno di studio, sulla prescrizione. Il premier sponsorizza quella di Bonafede, tagliola che smette di agire dopo il primo grado, mentre l’ex presidente del Consiglio nazionale forense dice testualmente: «Si deve abbinare la disciplina della prescrizione a quella che abbrevia i processi penali ». Proprio come chiedono non solo il Pd, i renziani di Italia viva, Leu, ma anche la destra. Alpa si schermisce, «non mi faccia parlare, sono un civilista…». Ma ieri a Montecitorio ha incrociato prima il responsabile Giustizia di Fi Enrico Costa e poi l’ex Guardasigilli Andrea Orlando. Che l’hanno fermato chiedendogli un parere. Il suo è stato tranchant: «Non sono d’accordo perché siamo un paese in cui i processi troppo lunghi, quindi sospendere la prescrizione in questo modo non va bene. Prima bisogna velocizzare i processi, e poi può diventare accettabile ».

Professor Alpa buonasera, oggi era alla Camera per essere ascoltato sulla prescrizione?

«Ma no, assolutamente. Sono passato perché con i presidenti Mattarella e Fico presentavo le opere digitalizzate di Piero Calamandrei».

E però ha visto dei deputati con cui ha parlato di prescrizione…

«Sì… mentre uscivo mi hanno fermato due parlamentari…».

Costa e Orlando che le hanno chiesto della riforma Bonafede e lei l’ha bocciata.

«(Esita e tenta di sottrarsi) Non è la mia materia, non posso rispondere».

I suoi colleghi stanno facendo una battaglia contro la Bonafede.

«Guardi, lo sforzo che da presidente del Consiglio nazionale forense ho sempre fatto è stato quello di ridurre il numero dei processi».

E la prescrizione di Bonafede non va in questa direzione?

«La nuova disciplina va abbinata a quella che abbrevia i processi».

Le due leggi devono essere contemporanee?

«Sì, devono andare insieme».

Quindi la Bonafede può partire.

«Se si abbrevia il processo, non scatta la prescrizione, per il semplice motivo che il processo finisce prima».

Lo stop alla prescrizione in primo grado sarebbe inutile?

«Un processo così breve è senza prescrizione. Si sta studiando di fare in modo che le due procedure viaggino parallele per non creare conflitti».

Vede che lei sa tutto? Dica la verità, ne ha parlato con Conte?

«No, sono settimane che non lo sento. Vede, purtroppo su questo governo si stanno scaricando tutti i problemi irrisolti del passato, dal Mose ad Alitalia all’Ilva, al dissesto idrogeologico…».

Beh però lei con Costa e Orlando è stato esplicito.

«Bisogna prima studiare il modo per accelerare il processo, che già come diceva Satta è una condanna e una sanzione. A quel punto, se il processo si accelera, la prescrizione di Bonafede interverrebbe solo in casi eccezionali»

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