DUE RITRATTI DIVERSI DELLA STESSA ARTISTA : EVGENIA ARBUGAEVA NATA A TIKSI, SULL’OCEANO ARTICO, IN RUSSIA NEL 1985:: UNA GIOVANE FOTOGRAFA GIA’ MOLTO APPREZZATA — due link diversi, sotto…

 

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24 agosto 2015

http://www.grandi-fotografi.com/single-post/2015/08/24/Portfolio-Evgenia-Arbugaeva-The-weather-man

 

 

 

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Evgenia Arbugaeva  nasce a Tiksi  nel 1985

 

 

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Portfolio: Evgenia Arbugaeva, “The weather man”

 

Evgenia Arbugaeva e ‘ una giovane fotografa russa, nata a Tiksi, un piccola cittadina sull’ Oceano Artico

Nel 2009 si e’ diplomata alla Internationl Center of Photography di New York. Da allora lavora come freelance, viaggiando fra New York e la Russia.

 

 

 

Ha vinto numerosi premi, fra cui il  Leica Oskar Barnack Award al Rencontres International de la Photographie festival in Arles, Francia.

I suoi progetti fotografici sono stati esibiti in tutto il mondo, e le sue foto sono state pubblicate sul National Geographic, su Le Monde ed altre prestigiose riviste.

 

 

 

 

Il suo ultimo progetto fotografico, che ha riscosso successo su scala internazionale, e’ un progetto fotografico su un metereologo che vive in completa solitudine in una stazione del Polo Nord.

Vyacheslav Korotki e’ un uomo che vive in assoluta solitudine. Di lavoro fa il trainedpolyarnik, il metereologo del Polo Nord. Negli ultimi 30 anni ha vissuto su una nave Russa e, piu’ recentemente lo stato lo ha mandato nella stazione metereologica di Khodovarikhas, dove misura temperature, venti e nevicate.

La stazione e’ situata sull’estremita’ di una penisola circondata dal mare di Barents. Il villaggio piu’ vicino e’ ad un’ora di elicottero. La moglie vive lontano, ad Arkhangelsk, ma Korokty va a trovarla di rado. Gli danno fastidio il rumore ed il traffico delle citta’.

 

 

 

 

 

Korokty ha 63 anni, e quando ha cominciato a fare questo lavoro era un romantico entusiasta, innamorato dei grandi spazi e delle condizioni meterologiche dell’Artico. Nell’ Unione sovietica della sua gioventu’, i Polyarniki ( uomini del polo), erano considerati come degli astronauti, esploratori per conto del Soviet. Ma adesso, sono sempre meno. Chi vuole piu’ vivere in questo modo? Evgenia Arbugaeva ha trascorso due lunghi periodi con Korokty. ” Il mondo delle citta’ gli e’ completamente alieno, semplicemnte non lo accetta”, racconta la fotografa russa. ” Sono venuta con l’ idea di di incontrare un eremita  che fuggg dal mondo per qualche grosso dramma personale, ma non era cosi’. Lui non si sente solo per niente. Ogni tanto e’ come se sparisse nella tundra, nelle tempeste di neve. Non ha un senso di se’ come la maggior parte delle persone. E’ come se lui si identificasse con il vento e con il clima di questi posti.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PENSARE IN UN’ALTRA LUCE.BLOGSPOT.COM–18 FEBBRAIO 2017

http://pensareinunaltraluce.blogspot.com/2017/02/evgenia-arbugaeva-e-nata-tiksi-citta.html

 

 

18/02/17

 

 

 

Evgenia Arbugaeva e il mondo incantato di Tiksi in Siberia

Evgenia Arbugaeva è nata a Tiksi, città situata sulla costa artica della Siberia settentrionale nel 1985 (Sacha-Jacuzia). La Sacha-Jacuzia è una repubblica autonoma della Russia, più grande dell’Argentina e leggermente più piccola dell’India, questa zona si estende per circa 3.000.000 di chilometri quadrati e conta poco meno di un milione di abitanti. Si tratta di un regione polare, una terra di lunghi giorni e lunghe notti con bufere di neve infinite che mascherano completamente l’orizzonte e impediscono di distinguere il cielo dalla terra.

 

 

 

 

Era solo una bimba quando nel 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, fu costretta ad abbandonare la sua casa e trasferirsi altrove con la sua famiglia:

Ai tempi dell’Unione Sovietica aveva rivestito il ruolo strategico di base militare e scientifica posta sulla rotta artica. In molti vi si erano trasferiti, attratti  dall’opportunità di lavorare o dall’idea avventurosa di una vita da trascorrere nell’estremo Nord, incantati dai riflessi dell’Aurora Boreale e dalla vastità silenziosa della tundra ghiacciata. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica Tiksi fu destinata ad un lento e doloroso declino e gli attuali abitanti soffrono per la pesante disoccupazione, la mancanza di prospettive e l’abbassamento drastico degli standard di vita.

 

 

 

 

 

La vita di Evgenia si radicò negli Stati Uniti ma, nella mente della giovane a fotografa laureatasi a New York rimangono indelebili gli incantevoli ricordi che Tiksi ha lasciato dentro di lei: lo scenario, i colori che nessun altro luogo al mondo avrebbe potuto darle. In lei vive, quindi, l’idea di ritornare nella sua terra d’origine.  Nel 2012 vi fa ritorno e realizza fotografie che se da una parte, rispecchiano la desolazione artica, dall’altra ci restituiscono una bellezza affascinante. Le scene sono di vita quotidiana, semplici, essenziali. Da esse possiamo intravedere la lotta della popolazione contro il freddo, le privazioni e la solitudine.

Ma l’atmosfera è magica e cattura l’immaginazione dello spettatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

La fotografa incontra e viene catturata dall’immagine di una ragazza che lancia dei sassi nell’acqua gelida. Quella ragazza si chiama Tanya e in lei ritrova una vita in cui potersi riconoscere quando lei era una ragazzina. La segue con il suo obbiettivo e per queste foto Evgenia si è ispirata a vignette di epoca sovietica sui libri per bambini che ha trovato nella libreria di Tanya.

Questi libri hanno un significato profondo. Sono pagine intelligentemente impostate, i personaggi chiari e luminosi. Le loro immagini trasmettono un senso di meraviglia e idealismo ingenuo che mi ha sempre affascinato.

Lo stesso appartamento in cui vivono Tanya e la sua famiglia è molto simile a quello in cui ha vissuto Evgenia.

Per me questo progetto è stata l’opportunità di vedere Tiksi attraverso gli occhi di un bambino, quelli di Tanya nel presente e i miei nei miei ricordi di bambina. Ogni storia su cui lavoro nasce da un particolare bisogno in un determinato momento della mia vita. Il mio incontro con Tanya non è stato una coincidenza. Sapevo che tornando a Tiksi sarebbe successo qualcosa di speciale. Era come se mi stessi aspettando una sorta di miracolo. Quando ho incontrato Tanya, ho capito subito che lei sarebbe stata la chiave per comprendere perché ero tornata.

 

 

 

 

 

Ai tempi dell’Unione Sovietica Tiksi era un importante porto sulla rotta artica. In  quegli anni il governo investiva molte energie per lo sviluppo della regione artica, creando basi militari, stazioni meteorologiche, porti e città. Dopo la caduta dell’impero sovietico tutti questi progetti sono andati in declino, la gente se n’è andata e le navi sono rimaste ad arrugginirsi nell’acqua salata. Fa paura vedere questi monumenti a ciò che un tempo era il sogno del grande nord. Quando ero bambina io Tiksi era al proprio apice, mentre oggi Tanya gioca a tirare sassi da un relitto, e sono passati solo 13 anni. Per me è questo il significato della foto. 

 

 

 

 

Sono un abitante del nord, e non posso vivere senza la tranquillità e l’onestà dell’Artico. Mi sento a casa nella tundra. La mia vita è molto frenetica e in continuo movimento, ma so sempre quando è il momento di tornare nella tundra. Mi riempie di nuove energie e rende più chiara la mia visione. É una terra piatta di puro, vasto spazio. In inverno, durante giornate coperte, il cielo è bianco come la terra. Non riesci a vedere l’orizzonte, è una sensazione strana, come se tu galleggiassi in assenza di gravità. Puoi camminare per chilometri senza avere la sensazione di avanzare perché il paesaggio è sempre uguale. nessun rumore. Spesso quando sono in una grande città sogno una passeggiata così.

 

 

 

 

Il risultato di questa esperienza è una serie di immagini che riprendono diversi luoghi e momenti appartenenti alla vita di Tanya. È un mondo di luce, in cui predominano il bianco, il candore delle valli infinite e innevate, un’atmosfera fiabesca. Luoghi e volti che sfidano il tempo, paesaggi gelidi rimasti immutati da anni, animati da pochi personaggi che sembrano perdersi nel bianco sterminato della neve. Alle fotografie dei luoghi l’artista mescola alcuni momenti frutto della sua fantasia. Attraverso Tania, la bambina di 13 anni nella quale rivede un po’ se stessa, racconta il mondo fanciullesco di quando si trovava a lottare contro il freddo e la solitudine.

 

 

I pochi bambini rimasti nella piccola cittadina giocano  tra i relitti arrugginiti e aspettano di lasciare anche loro Tiksi per sempre.

 

 

 

 

Dalle sue immagini  emerge un senso di nostalgia per un luogo che già sta scomparendo, ma trova ancora vita nei pochi abitanti rimasti ed in particolare nella bambina in cui lei si identificata. E’ così che la fotografa riesce ancora a scoprire storie straordinarie del quotidiano e dell’ordinario.

In Tanya  la Arbugaeva scopre che nel cuore di un paese radicalmente mutato è ancora custodita una vita in cui potersi riconoscere. Perché ogni bambino inizia qualcosa di nuovo.

 

 

La Siberia è spesso raffigurata dai fotografi occidentali, come un posto grigio, cupo e deprimente. E’ una realtà, ma io ci vedo altre cose. Io posso raccontare delle storie da un punto di vista diverso, le persone possono davvero essere felici qui e avere il loro universo.

 

 

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