GALILEO CHINI IN SIAM –1911/ 1913 — OPERE LA’ REALIZZATE E LA NOSTALGIA DELL’ORIENTE ++ al fondo bozzetti per la Turandot di Puccini, 1926

 

 

In occasione della visita alla Biennale di Venezia del 1907, Rama V°, grande monarca illuminato del Siam, già innamorato dell’arte italiana, rimase folgorato dalla “Sala del Sogno” di Chini.

 

Galileo Chini – Fregio decorativo con putti, nastri e ghirlande. Opera appartenente alla decorazione pittorica per la sala “L’ Arte del Sogno”, allestita all’ Esposizione Internazionale d’Arte del 1907.

 

 

Il sovrano decise qualche tempo dopo di avvalersi di lui e di chiamarlo a corte per la decorazione del nuovo Palazzo del Trono, l’Ananda Samakhom Throne Hall, appena costruito, in marmo di Carrara e seguendo le regole dell’architettura rinascimentale e neoclassica occidentale, dagli architetti italiani Annibale Rigotti e Mario Tamagno.Il Palazzo, costituito da una grande cupola centrale, alta più di cinquanta metri e da altre sei più piccole, si trovava all’interno del Dusit Palace o Grand Palace, complesso di splendidi edifici e templi, residenza ufficiale dei re thailandesi fino al 1925.

 

 

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Chini s’imbarcò, così, nel giugno 1911 alla volta dell’Estremo Oriente, con un folto gruppo di ingegneri, architetti, scultori e pittori connazionali;  fu accolto a Bangkok da Rama VI°, il coltissimo figlio di Rama V°, nel frattempo deceduto.

Galileo Chini iniziò la sua monumentale opera analizzando il terreno, le condizioni ambientali e girando nelle regioni siamesi per vedere i monumenti artistici ai quali ispirarsi, per entrare nell’atmosfera orientale e nella filosofia dell’Arte locale.

Nella vasta Sala del Trono, l’artista fiorentino, accompagnato dal collega Carlo Riguli, affrescò tre mezze cupole, una grande lunetta e la vasta cupola dello scalone, illustrandole, a fresco e a calce viva, con fatti storici ed allegorie, rievocando ed immortalando i momenti più significativi degli ultimi sette re del Siam, dal Settecento al Novecento.Prese parte anche alla scelta delle decorazioni nelle altre parti dell’edificio, orientandone lo stile secondo gli elementi e le norme artistiche siamesi.

 

 

 

 

Nel Siam, dove venne chiamato “il pittore dei due regni” Chini realizzò, oltre al grandioso lavoro a Palazzo, una serie di ritratti ufficiali per la famiglia reale e i dignitari di corte, nonché numerosi dipinti colmi di luci, bagliori, colori, profonda emotività e poesia; dipinti ritraenti la quotidianità, cerimonie, danze, costumi e paesaggi vissuti intensamente, con interesse a meraviglia.

 

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Galileo Chini – Canale a Bangkok, 1912-13

 

 

 

 

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Galileo Chini – Il Tifone, 1911

 

 

 

 

 

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Galielo Chini – olio su tela

 

 

 

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Galielo Chini – La Festa dell’ultimo dell’anno cinese a Bangkok, 1913

 

 

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Galileo Chini – Natura morta con vaso cinese, 1913 – olio su tela – 59,5 x 85 cm

 

 

Chini rientrò in Italia nel settembre 1913, portando con sé non solo un’ampia serie di splendidi dipinti e una meravigliosa collezione di oggetti siamesi e cinesi, ma soprattutto infinite suggestioni, irripetibili atmosfere orientali ed un incredibile arricchimento umano, artistico e culturale.Quest’indimenticabile esperienza continuerà ad ispirarlo ed il nostalgico ricordo di quel mondo lontano, misterioso e spirituale si ripercuoterà per sempre nella sua pittura.

 

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Galileo Chini – Composizione con maschera bianca (siamese), 1914 – olio su tela – 80,5×65

 

 

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Galileo Chini – Natura morta, 1919, – olio su tela – 66×80 Natura morta con vaso cinese e mandarini in un piatto, 1914 – olio su tela – 63,5×71

 

 

Gli affreschi all’interno del Palazzo del Trono a Bangkok 

 

 

 

chini-palazzo-del-trono-thailandia:: uno degli affreschi del Palazzo del Trono

 

 

 

una veduta d’insieme degli affreschi del Palazzo del Trono–Galileo Chini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tutto il testo e le foto della produzione di Chini in Siam e’ preso da questo link::

Storie di re e di artisti, Galileo Chini alla fastosa corte del Siam

 

Bozzetto per la scena del III atto della Turandot, 1926

 

 

 

La scena dipinta da Galileo Chini per Turandot

La scena dipinta da Galileo Chini per Turandot

 

 

La scena di Turandot dipinta da Galileo Chini

un’altra scena per la Turandot

 

 

Una foto di Giacomo Puccini al pianoforte con dedica a Galileo Chini

 

 

 

 

 

 

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One Response to GALILEO CHINI IN SIAM –1911/ 1913 — OPERE LA’ REALIZZATE E LA NOSTALGIA DELL’ORIENTE ++ al fondo bozzetti per la Turandot di Puccini, 1926

  1. Donatella scrive:

    Bellissimi dipinti, siamesi e non.

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