” UNA PURA FORMALITA’ ” DI GIUSEPPE TORNATORE, 1994 — girato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio –DURATA :: 1.51.26

 

 

Una pura formalità è un film del 1994 diretto da Giuseppe Tornatore.

È stato presentato in concorso al 47º Festival di Cannes.

 

Il film è stato girato nel borgo abruzzese di Santo Stefano di Sessanio, presso il bosco di Campo Imperatore al confine con Rocca Calascio, e nelle case pagliare del centro storico.

 

Risultato immagini per una semplice formalita' film

 

 

 

 

Trama

In una notte di tempesta, in un bosco echeggia un colpo di pistola. Un uomo corre sotto la pioggia, fino a quando raggiunge una strada ed incontra alcuni gendarmi che gli chiedono i documenti. Frugandosi in tasca si rende conto che probabilmente li ha dimenticati in un’altra giacca. I gendarmi lo conducono quindi presso il loro avamposto. L’uomo si oppone ai militari che non vogliono lasciarlo andare e devono faticare per sedare la sua aggressività. All’arrivo del commissario, questi gli spiega che deve trattenersi solo per una formalità, spiegandogli poi che quella notte, nei dintorni, “è stato commesso un assassinio”. Alle prime domande lo straniero si presenta come Onoff, scrittore di fama amatissimo dallo stesso commissario, che però non lo riconosce (anzi si fa beffe di lui), in quanto Onoff era conosciuto con una lunga barba.

Dopo che lo scrittore stizzito gli cita passi dei suoi libri, il commissario si convince: ma presto il suo entusiasmo, nel trovarsi di fronte il suo scrittore preferito, cede il posto allo zelo con cui inizia un serratissimo interrogatorio sulle ultime 24 ore di Onoff, che risponde in modo impreciso e reticente, manifestando smemoratezza, inquietudine, fino a scatenare una nuova colluttazione con gli agenti di servizio. Tenta la fuga durante un black-out, approfittando del buio, ma fuggendo mette il piede in una tagliola e viene di nuovo catturato. Calmatosi, è di nuovo messo alle strette dal Commissario che dimostra di sapere molte cose sulla sua vita privata, fino a quando non gli presenta un gigantesco sacco pieno di fotografie prelevate da casa sua.

Incapace di fornire un alibi che possa scagionarlo dall’omicidio di quella notte, Onoff confessa prima di avere inventato la propria biografia, poi che il suo vero nome è Biagio Febbraio (nome datogli perché è stato trovato appena nato, nel giorno di San Biagio, il 3 febbraio) e che deve il suo pseudonimo Onoff ed il primo libro di successo ad un enigmatico barbone, suo maestro ed amico. Rievoca poi la burrascosa giornata precedente, dove ha avuto una lite con Paola, sua segretaria ed amante, e quindi si è tagliato la barba: rivela inoltre la sua crisi artistica che gli impediva di scrivere nuovi libri, culminata col desiderio di essere dimenticato da tutti. Confessa dunque la verità, che il commissario sembrava avere già compreso o addirittura conoscere dall’inizio: l’uomo ucciso è egli stesso, suicida. Onoff ora comprende perché non funzionava la linea telefonica con la quale voleva avvisare Paola, e perché le penne con cui aveva provato a scrivere non avevano inchiostro: quel posto non è del mondo terreno.

Alle prime luci dell’alba e senza opporre più resistenza, Onoff viene portato via dalla caserma a bordo di una camionetta. Si accomiata cordialmente con il Commissario, che gli confida di avere iniziato a leggere il manoscritto del suo ultimo racconto inedito, trovato a casa sua (secondo la logica terrena, forse a lui già noto secondo la logica ultraterrena), un romanzo che ancora una volta gli permette di lodare il suo genio letterario.

 

 

La canzone Ricordare, che viene proposta sia all’interno del film nella scena centrale, sia alla fine del film con i titoli di coda, è stata composta da Ennio Morricone e dal figlio Andrea Morricone con testo scritto da Giuseppe Tornatore ed è stata cantata in italiano dallo stesso Depardieu.

  • 1995 – David di Donatello
    • Migliore scenografia a Andrea Crisanti
  • 1995 – Nastro d’argento
    • Miglior produttore a Mario Cecchi Gori e Vittorio Cecchi Gori
    • Nomination Regista del miglior film a Giuseppe Tornatore
    • Nomination Migliore soggetto a Giuseppe Tornatore
    • Nomination Miglior fotografia a Blasco Giurato
    • Nomination Miglior scenografia a Andrea Crisanti
  • 1994 – Globo d’oro
    • Miglior fotografia a Blasco Giurato
    • Nomination Miglior film a Giuseppe Tornatore
    • Nomination Miglior sceneggiatura a Giuseppe Tornatore
    • Nomination Miglior musica a Ennio Morricone
  • 1994 – Festival di Cannes
    • Nomination Palma d’oro a Giuseppe Tornatore

 

RECENSIONE ::

Storia di un incubo in forma di interrogatorio al quale lo scrittore Onoff (Depardieu), apparentemente in preda all’amnesia, è sottoposto da parte di un commissario di polizia (Polanski). Fin dal titolo il 4° film di Tornatore è sotto il segno dell’ambiguità: oltre al suo significato di gergo burocratico-poliziesco, potrebbe essere letto come un esercizio di pura forma, ossia di stile, che mette in discussione lo statuto di credibilità delle immagini: qual è il confine tra fantasia e realtà? tra falso e vero? Allucinato dramma notturno di nordico onirismo, giocato sulla corda pazza dell’assurdo, è un film da prendere o lasciare, senza vie di mezzo. Chi prende ne gusterà la sagacia della costruzione, l’alta tenuta figurativa e sonora (fotografia di Blasco Giurato, musiche di Ennio Morricone), l’ammirevole concertazione degli attori: oltre a Depardieu e Polanski (doppiati da Corrado Pani e Leo Gullotta), c’è un incisivo S. Rubini come poliziotto che verbalizza. ( IL MORANDINI )

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One Response to ” UNA PURA FORMALITA’ ” DI GIUSEPPE TORNATORE, 1994 — girato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio –DURATA :: 1.51.26

  1. Donatella scrive:

    Grazie per averci segnalato questo film, che non conoscevamo, e il bellissimo paese che ne fa da sfondo.

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