ABBIAMO VISITATO LE ISOLE BORROMEE SUL LAGO MAGGIORE…SIAMO IN PIEMONTE …BELLISSIMI GATTI ALL’ISOLA DEI PESCATORI ++ PAOLO PEJRONE, LA STAMPA, MARZO 2017 ++ ALTRI LINK

 

 

 

L’arcipelago delle Isole Borromee (Isol Boromei in dialetto locale) è situato nel medio Lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

 

Nel XIV secolo i Borromeo, potenti feudatari della zona ma originari di San Miniato, divennero proprietari delle isole e iniziarono così la loro trasformazione. Tutt’oggi la famiglia possiede ancora l’Isola Bella e l’Isola Madre, oltre ai tre scogli emersi conosciuti come Castelli di Cannero per via delle rovine di fortificazioni medioevali.

 

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Il lago Maggiore è stato fin dal Settecento, e per i secoli successivi, il luogo prediletto per la villeggiatura delle grandi famiglie della nobiltà lombarda (in particolare i Borromeo e i Visconti) che qui venivano a trascorrere le loro vacanze e che per questo vi hanno costruito sontuose dimore.Furono i Borromeo, prestigioso casato originario di Firenze, a dare avvio alla loro trasformazione, costruendovi ville con elaborati giardini quando ne divennero proprietari nel XIV secolo.Ancora oggi la famiglia possiede l’Isola Bella, l’Isola Madre e i due scogli noti come Castelli di Cannero, in cui sono presenti ruderi di edifici risalenti all’epoca medioevale.

L’Isola Madre e l’Isola Bella, anche dette “le sorelle” sono mete ambite dai turisti che si recano a visitarle per gli splendidi palazzi e i giardini, famosi per la cura e la varietà delle loro architetture vegetali, composte da oltre duemila varietà di specie differenti.Nell’Isola Bella – dal nome della moglie di Carlo III Borromeo, Isabella d’Adda – a estasiare i visitatori è Palazzo Borromeo coi saloni e le camere del piano nobile, le grotte, ricoperte di pietre e conchiglie, e il giardino che accoglie una moltitudine di piante esotiche. I saloni, le sale della musica e delle armi, i giardini, i dieci terrazzamenti sovrapposti, (il giardino all’italiana è impreziosito da giochi d’acqua e dalle statue di Carlo Simonetta) sono stati abitati sia da Napoleone Bonaparte (1797) cui è dedicata una sala, che da Mussolini il quale ne fece sede di rappresentanza durante una conferenza internazionale nel 1935.

 

 

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Lago Maggiore-Mappa.png: Ian Spackman

 

 

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Insieme al palazzo settecentesco e alle preziose porcellane di Casa Borromeo, l’Isola Madre ospita anche i giardini che offrono ai visitatori un’idea degli antichi fasti del casato. Considerato tra i migliori esempi di arte topiaria al mondo, ospita anche diverse specie di volatili, tra cui singolari pavoni bianchi, fagiani dorati e pappagalli, la prima camelia del lago e l’imponente cipresso del Kashmir.L’unica isola abitata stabilmente è l‘isola dei Pescatori, anche conosciuta come Isola Superiore, che sorge davanti a Stresa. I graziosi vicoli e il caratteristico mercatino in cui acquistare prodotti di artigianato locale sono molto graditi ai turisti che d’estate (durante il Ferragosto) vi si recano per assistere alla suggestiva processione delle barche da pesca illuminate che portano la statua dell’Assunta in processione attorno all’Isola.

Privati e non visitabili, invece l’isolino di San Giovanni e il seicentesco Palazzo Borromeo, per molti anni residenza del celebre direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Piccoli mondi, paesaggi che incantano dunque, ma anche storia e arte, arricchiscono queste terre e rendono il lago un luogo magico, tanto da essere definito dal poeta   e giurista francese Montesquieu “il posto più bello del mondo”.

 

http://www.italia.it/it/idee-di-viaggio/laghi/le-isole-borromee.html?fbclid=IwAR0bTnnhh2eK4IWCDH4UIH93HNr5op0Mjmz1MB9Nqqk8_eVk3BnWmGiBRmQ

 

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Bistrot Fornello, Isole Borromee

 

 

 

Bistrot Fornello, Isole Borromee

 

 

 

Bistrot Fornello, Isole Borromee

 

 

TRE IMMAGINI ( SOPRA ) DI ISOLA BELLA DA ARTRIBUNE —

 

Isola Bella

 

 

 

LA STAMPA DEL 26 MARZO 2017

https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2017/03/26/news/alla-scoperta-delle-isole-borromee-eden-tropicale-sul-lago-maggiore-1.34642612

 

 

 

Alla scoperta delle Isole Borromee. Eden tropicale sul Lago Maggiore

Da quattro secoli mix di piante rare in uno scenario barocco

 

 

PAOLO PEJRONE

PUBBLICATO IL 26 Marzo 2017
ULTIMA MODIFICA 20 Giugno 2019 22:06

Le Isole Borromee: una vera e propria Wunderkammer botanica che ancora oggi, dopo più di quattro secoli, la famiglia Borromeo custodisce con la massima cura e con profonda dedizione. I giardini, con il loro grandioso e variopinto aspetto, dominano l’orizzonte orticolo europeo dall’alto della loro antica eleganza. Giardini che riescono con successo a coniugare il rispetto del passato e il gusto per la sperimentazione: quelli delle isole, infatti, ne sono un riuscito e affermato «blend». Giardini speciali nei quali è stato possibile, grazie anche alle temperature miti, acclimatare piante esotiche e rare, talvolta anche specie subtropicali.

Fin dall’inizio la costruzione dei giardini comportò un lavoro durissimo (e costoso), quello di trasportare sulle aride rocce insulari la terra e le pietre per creare le terrazze e realizzare così un insieme unico e spettacolare, all’insegna dell’esuberanza barocca. Assistito dalle non sempre facili regole dell’architettura, come da quelle, talvolta bizzarre, della botanica, ne risulta un insieme armonioso: la popolarità dei giardini probabilmente dipende da questo originale connubio.

 

 

Sulle isole riescono a convivere le più diverse specie di palme con le sequoie californiane e i pini messicani, mentre collezioni di glicini, ibischi e rari pitosfori riescono a fare da contraltare a ombrose foreste di rododendri, camelie e magnolie. Per non parlare poi dei maestosi alberi plurisecolari: come il raro cipresso del Kashmir o i cipressi calvi. O ancora, il famoso albero della canfora, uno dei più grandi e felici esemplari d’Europa, o il grande tasso potato a piramide, che si dice sia stato ammirato dallo stesso Napoleone, ospite nel 1797 sulle isole insieme a Joséphine. Tutto questo furore botanico è contornato dalle più barocche ed eclettiche architetture lapidee.

Le isole vengono con storico rigore e con paternale affetto «coltivate» dalla famiglia Borromeo e da una folta compagnia di addetti giardinieri (e non): personaggi coraggiosi e straordinari, grandi protettori e umili coprotagonisti di tale sinfonico e vivace insieme… Quasi inaspettata ed estremamente benefica per il moderno e attuale andamento dei giardini fu la presenza, fino a pochi anni or sono, del grande giardiniere inglese Sir Peter Smithers, che da Vico Morcote, in Svizzera, contribuì a un nuovo e rivoluzionario impulso giardiniero.

 

 

Non trascurando la conservazione del patrimonio botanico esistente, furono vivaci ed essenziali per i due giardini le vicendevoli sperimentazioni. Compito non facile, considerate la ricchezza e la diversità delle specie coltivate, e reso ancor più arduo da alcuni dannosissimi uragani che negli ultimi anni si sono abbattuti sui giardini Borromeo e sulle zone limitrofe. Lavori di restauro faticosi furono prontamente affrontati, e nello stesso tempo decisioni coraggiose e improrogabili dovettero essere prese. Memorabile e unico in tutto il mondo è stato l’intelligente salvataggio del secolare (già citato) cipresso del Kashmir, divelto da una tromba d’aria…: dopo alcuni anni può ormai dirsi fuori pericolo.

Ancora oggi, con gli speciali acclimatamenti e le nuove specie esotiche in coltivazione sulle terrazze, si assolve l’antica missione delle Isole, divulgando e apportando grandi benefici a tutta la floricoltura… Basti pensare alla recente sistemazione sull’Isola Madre, dopo molti tentativi, della Terrazza delle Protee, unico luogo in tutta Italia in cui i famosi e rari fiori sudafricani, singolare e colorata sublimazione del carciofo, vengono felicemente coltivati a cielo aperto. O, tanto per rimanere sulla stessa isola, è stata proposta, sempre con grande successo, una raffinata collezione di piante da tè.

Questo mondo unico, spettacolare ed effimero non è che il generoso frutto di tante fatiche, di esperienza e di impegno continuo: un sapiente lavoro fatto di pazienza, di costanza e di speranza… una vera sinfonia di intenti che sono riusciti a materializzare, all’insegna del Bello, un antico e grandioso Sogno.

***

Una meraviglia botanica. Così Paolo Pejrone, nella prefazione del volume fotografico «I giardini delle Isole Borromee» (Mondadori Electa, pp. 176, € 29), di cui sotto pubblichiamo uno stralcio, descrive l’Isola Bella e l’Isola Madre, le due gemme del Lago Maggiore di proprietà della famiglia Borromeo fin dal Cinquecento. Il libro racconta gli splendidi ed eleganti giardini, dove specie rare ed esotiche convivono con cipressi e tassi plurisecolari, attraverso i testi di Lucia Impelluso, esperta di simboli legati al mondo della natura, e gli scatti del fotografo Dario Fusaro.

L’Isola Bella e l’Isola Madre sono visitabili tutti i giorni, fino al 22 ottobre, dalle 9 alle 17,30 (ultimo ingresso). È possibile prenotare visite guidate.

Per informazioni: www.isoleborromee.it

 

TRA I VICOLI E TRA I GATTI DELL’ISOLA DEI PESCATORI :: IMMAGINI

 

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  1. Donatella scrive:

    Che belli quei gatti, forse superbi della propria bellezza e di quella dell’ambiente circostante.

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