MICHEL FOUCAULT :: UN BRANO DA ” SORVEGLIARE E PUNIRE “( 1975 ) –citato da un articolo di GIAP / WU MING DEL 25 FEBBRAIO 2020, DIARIO VIRALE ++ LINK PDF DELL’OPERA DI M. FOUCAULT

 

 

 

EINAUDI, PRIMA EDIZ. 1976

 

Nel suo capolavoro Sorvegliare e punire (1975), Michel Foucault aveva descritto un “lockdown” (quarantena ) del XVII secolo:

 

 

«Ecco […] le precauzioni da prendere quando la peste si manifestava in una città. Prima di tutto una rigorosa divisione spaziale in settori: chiusura, beninteso, della città e del “territorio agricolo” circostante, interdizione di uscirne sotto pena della vita, uccisione di tutti gli animali randagi; suddivisione della città in quartieri separati, dove viene istituito il potere di un intendente. Ogni strada è posta sotto l’autorità di un sindaco, che ne ha la sorveglianza; se la lasciasse, sarebbe punito con la morte. Il giorno designato, si ordina che ciascuno si chiuda nella propria casa: proibizione di uscirne sotto pena della vita. Il sindaco va di persona a chiudere, dall’esterno, la porta di ogni casa; porta con sé la chiave, che rimette all’intendente di quartiere; questi la conserva fino alla fine della quarantena. Ogni famiglia avrà fatto le sue provviste, ma per il vino e il pane saranno state preparate, tra la strada e l’interno delle case, delle piccole condutture in legno, che permetteranno di fornire a ciascuno la sua razione, senza che vi sia comunicazione tra fornitori e abitanti; per la carne, il pesce, le verdure, saranno utilizzate delle carrucole e delle ceste. Se sarà assolutamente necessario uscire di casa, lo si farà uno alla volta, ed evitando ogni incontro. Non circolano che gli intendenti, i sindaci, i soldati della guardia e, anche tra le cose infette, da un cadavere all’altro, i “corvi” che è indifferente abbandonare alla morte: sono “persone da poco che trasportano i malati, interrano i morti, puliscono e fanno molti servizi vili e abbietti”. Spazio tagliato con esattezza, immobile, coagulato. Ciascuno è stivato al suo posto. E se si muove, ne va della vita, contagio o punizione.»

 

 

 

CITATO DA GIAP / WU MING IL 25 FEBBRAIO NELL’ARTICOLO SOTTO

 

Giap

Diario virale. I giorni del coronavirus a Bulåggna (22-25 febbraio 2020)

 

 

 

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Note di copertina.«Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. Da dove viene questastrana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse unavecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto, tra il Sedicesimo eil Diciannovesimo secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gliindividui, per renderti docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file eposti, classificazioni, esami, registrazioni. Tutto un sistema per assoggettare i corpi, per dominare lemolteplicità umane e manipolare le loro forze, si era sviluppato nel corso dei secoli classici negli ospedali,nell’esercito, nelle scuole, nei collegi, nelle fabbriche: la disciplina. Il Diciottesimo secolo ha senza dubbioinventato la libertà, ma ha dato loro una base profonda e solida, la società disciplinare, da cui dipendiamoancora oggi».

 

Di Michel Foucault (1926-84) Einaudi ha pubblicato: “Nascita della clinica” (1969); “L’ordine del discorso”(1972); “Microfisica del potere” (1977).

Foucault è inoltre curatore di “Io, Pierre Rivière…” (1976) e di “Una strana confessione” ( 1979)

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