DOMANI MOBILITAZIONI PER LA SCUOLA IN VENTI CITTA’ –Pubblichiamo la LETTERA ALLA MINISTRA AZZOLINA DEL COMITATO ” PRIORITA’ ALLA SCUOLA ” CON 85 MILA FIRME, A CUI LA MINISTRA NON HA MAI RISPOSTO– IL MANIFESTO DEL 22 / e DEL 13 MAGGIO 2020 –links sotto

 

IL MANIFESTO DEL 22 MAGGIO 2020

https://ilmanifesto.it/domani-manifestazioni-in-venti-citta/

 

 

POLITICA

Domani manifestazioni in venti città

redazione politica

EDIZIONE DEL  22.05.2020

PUBBLICATO21.5.2020, 23:59

 

Alla lettera del comitato «Priorità alla scuola», con 85mila firme, Azzolina non ha mai risposto. Chiede che le riaperture avvengano in sicurezza e dando priorità alla didattica in presenza. «A settembre non si potrà più parlare di emergenza. La didattica a distanza è la didattica dell’emergenza» non è proponibile «come soluzione per il nuovo anno scolastico». Domani sit in a Firenze, Milano, Bologna, Napoli, Genova, Modena, Pistoia, Pontedera, Faenza, Torino, Arezzo, Cagliari, Trapani, Vicenza, Reggio Emilia, Taranto. A Roma catena umana intorno al ministero, mantenendo le distanze di sicurezza.

 

 

IL MANIFESTO DEL 13 MAGGIO 2020

https://ilmanifesto.it/lettera-aperta-alla-ministra-dellistruzione-lucia-azzolina/

 

 

Lettera aperta alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

***

EDIZIONE DEL  13.05.2020

PUBBLICATO12.5.2020, 15:21

AGGIORNATO14.5.2020, 14:53

 

A causa dell’emergenza sanitaria, da due mesi gli allievi della scuola italiana sono a casa ed è ormai certo che vi resteranno sino alla fine dell’anno scolastico, perdendo così più di un altro mese di lezioni.

Sappiamo ormai con certezza che l’allentamento delle disposizioni sul distanziamento sociale e la sia pur cauta riapertura di una parte delle attività economiche, messi in atto a partire dal 4 maggio, non li riguarderanno in alcun modo, se si esclude la prospettiva di far svolgere gli esami di Maturità a scuola, con la presenza fisica di alunni e docenti.

Si è così compiuta una scelta molto netta, che avrà, innanzitutto, pesanti ripercussioni sul lavoro femminile, ma che, tuttavia, non vogliamo in questo momento mettere in discussione. Ci interessa invece pensare a quanto accadrà al momento dell’inizio del prossimo anno scolastico.

Le sue più recenti dichiarazioni, Signora Ministra, sembrano avere attenuato il drastico messaggio inizialmente lanciato in cui si utilizzava un metodo più indicato a stabilire come si distribuiscono gli utili di una società che a individuare un progetto educativo: un fifty-fifty di presenza a scuola e di didattica a distanza. Tuttavia, le linee indicate per la ripresa delle attività scolastiche sono rimaste generiche e imprecisate.

Ci preme sottolineare che, al contrario, per il sistema educativo italiano, dai nidi alle università, occorre una programmazione seria e articolata, che parta, innanzitutto, dalla consapevolezza di quanto è stato sottratto in termini di conoscenza e di socialità alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi italiani. Che forse, da questo punto di vista, avranno anche un po’ meno di quello che sarà garantito nei prossimi mesi agli allievi di altre scuole europee, anch’esse chiamate ad affrontare il problema del COVID-19.

Cerchiamo allora di ricompensarli in qualche modo e di farli tornare a scuola nella migliore delle condizioni possibili, pur tenendo conto del probabile permanere di un quadro sanitario complesso.

Cerchiamo di farli tornare in scuole accoglienti, in cui tutti questi mesi di chiusura dovranno produrre risultati in termini di pulizia accurata, di manutenzione ordinaria e straordinaria, senza escludere il recupero di locali che possano essere utilizzati per una didattica a piccoli gruppi. A questo proposito qualche margine potrà anche essere garantito dalla costante flessione – pari a circa l’1% annuo – della popolazione scolastica. Siamo pienamente consapevoli che i problemi dell’edilizia scolastica non siano certo risolvibili in pochi mesi, ma un paese civile – a questa svolta delicatissima della sua storia – ha l’obbligo di fare un piano di investimenti per superare almeno una parte di questi problemi.

Cerchiamo di garantire a tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e della primaria la possibilità di essere ogni giorno a scuola con i loro compagni e i loro insegnanti: la didattica a distanza non è ulteriormente per loro proponibile, soprattutto dal momento in cui i genitori, ritornati al lavoro, non potranno più essere gli “assistenti” dei loro figli. Per la secondaria l’uso della didattica a distanza può, in caso di necessità essere ammesso, ma evitiamolo in modo assoluto nelle classi prime dei due gradi di scuola, quando è importante che si crei fra tra alunne e alunni uno spirito di comunità, indispensabile per il proseguimento degli studi. Anche per le classi terminali si deve avere la stessa attenzione, seppur per motivi diversi.

Desideriamo inoltre invitare, anche quando si scelga in particolari condizioni di utilizzare la didattica a distanza, a valutare bene quali siano le sue potenzialità e i suoi limiti.

Limiti oggettivi, innanzitutto. Lei stessa, Signora Ministro ha dichiarato che in questi mesi ha raggiunto con una certa continuità circa 6.700.000 alunni su 8.300.000.

Allora prima di proporre di adottare “senza se e senza ma” la didattica a distanza si deve cercare di:

  • capire dove e come si sono verificate le maggiori carenze nella sua attuazione e individuare gli strumenti per superarle;

  • tenere conto di quanto il mondo della scuola è andato via via osservando e documentando;

  • valorizzare le buone pratiche che, nell’ambito della propria autonomia, le singole scuole possono avere messo in atto nel corso di questi difficilissimi mesi dell’anno scolastico 2019-20;

Occorre, inoltre, esaminare attentamente, in un serrato confronto sindacale, il modo di garantire i diritti degli insegnanti, anche dal punto di vista della formazione, senza escludere la possibilità di varare subito un piano straordinario di assunzioni che permetta di fare fronte alla probabile e necessaria articolazione delle classi in gruppi di lavoro, per una parte dell’orario scolastico.

Perché una cosa è certa: molto dovrà essere fatto per recuperare le disuguaglianze che, in questi mesi, sono andate ad accrescere quelle già presenti nelle realtà più disagiate. Verso gli alunni in maggiore difficoltà – sia essa fisica, psichica o economica – lo Stato italiano ha un debito e deve pensare a come saldarlo con l’aiuto di tutti.

Bisogna ascoltare allievi, insegnanti, famiglie. Le scelte politiche devono essere fatte aprendosi sul mondo, non chiudendosi nelle stanze ministeriali.

Siamo perfettamente coscienti che si tratta di un lavoro estremamente complesso. Ma dal fatto che esso sia svolto bene dipende il futuro dell’Italia e il presente di più di un terzo dei suoi cittadini. Quindi, occorre investire, programmare, attuare.

Non sarà sola, Signora Ministra, se chiederà risorse, impegno e cura per la scuola italiana. Glielo assicuriamo.

Hanno aderito:

Chiara Acciarini

Alba Sasso

Laura Pennacchi

Luca Agosta

Alessandra Altavilla

Sandra Amadio

Caterina Amadio

Mario Ambel

Rosita Angelini

Maria Pia Avello

Beppe Bagni

Adriana Baiocchi

Maria Teresa Bancheri

Antonella Barbagallo

Jennifer Barnabà

Valentina Barone

Mario Battistini

Diana Bellini

Paola Bertinetto

Antonella Bianco

Patrizia Bincoletto

Elvis Bogetti

Giulia Boggio Marzet

Luisa Boggio Marzet

Patrizia Bois

Ekaterina Boldyreva

Daniela Bollino

Cristina Bona

Gabriella Bonacchi

Tiziana Borruso

Jlenia Boscolo

Sara Boscolo

Daniela Braidotti

Walter Briola

Marco Brunazzi

Francesca Cacace

Gloria Calì

Laura Caliendo

Carla Cannarozzo

Donatella Cappelli

Umberto Capra

Lucia Carbone

Giuseppina Carrozza

Daniela Casaccia

Giusy Celona

Lucia Cena

Domenico Chiesa

Valentina Chinnici

Emilia Chiomenti

Rosanna Ciancia

Luisa Ciubotan

Alessandra Ciulla

Emma Colonna

Anna Maria Cordí

Francesco Cormino

Erica Cornaglia

Raffaella Corsi

Valeria Cottone

Giuseppe Cotturri

Rossella Curra’

Luca D’Angelo

Antonella De Gennaro

Elettra Deiana

Gianfranca Dell’Aquila

Irene Della Rosa

Stefania D’Emanuele

Elena Di Ciommo

Donatella Dies

Roberta Di Molfetta

Claudia Dogliani

Fabiana Fabiani

Simonetta Fasoli

Andrea Fava

Gabriella Favatà

Magda Ferraris

Nicolò Ferraris

Barbara Ferrero

Pasquale Fiorillo

Valentina Florio

Graziella Fontanili

Carmela Fortugno

Lia Fubini

Margherita Gallo

Sabina Gambera

Monica Gambone

Caterina Gammaldi

Francesca Gastaldi

Paolo Giacotto

Lucia Giordano

Luisa Girardi

Paolo Granella

Rossella Grippo

Eugenio Gruppi

Barbara Domenica Gulli

Paola Laface

Michele Laforgia

Gianna Lai

Giovanna Lanzotti

Beniamino Lapadula

Cristina Andreea Leonte

Grazia Liprandi

Cinzia Lombardo

Gennaro Lopez

Elena Nicole Loreto

Barbara Lucchin

Rosamaria Maggio

Salvatore Maglione

Marco Magnini

Concetta Malfa

Franca Manuele

Mariagrazia Marnetto

Silvia Marroni

Angela Marsala

Silvia Marucci

Alessandro Massimino

Maria Luisa Masturzo

Laura Mazzone

Antonietta Meloni

Katiuscia Messina

Andrea Micconi

Ivan Miceli

Maria Carla Micono

Andrea Mirtillo

Santina Mobiglia

Assunta Morrone

Daniela Murro

Alex Nogara

Chiara Norzi

Luigina Nuzzo

Laura Ollero

Silvia Onorato

Luciana Orfeo

Franco Pagani Isnardi

Luciana Pagani Isnardi Scarfini

Paola Pagin

Vittoria Pajno Ferrara

Mauro Palma

Carlo Palumbo

Catia Papa

Laura Parente

Silvia Pelissero

Andrea Persi

Armando Petrini

Cesare Pianciola

Patrizia Pini

Petruta Precipcean

Francesca Pluviano

Roberta Quaranta

Alessandra Raimondo

Gilda Ricci

Silvia Ristori

Maria Luisa Robasto

Rosalia Epifania Rosano

Silvia Rubini

Martina Sansonetti

Tatiana Santomauro

Ornella Sardi

Tania Scardino

Raffaele Scicchitano

Samantha Scire’

Francesca Scrosoppi

Sergio Selvaggi

Sabrina Sodero

Sam Soncin

Barbara Sgrinzato

Stefano Spicuzza

Donatella Tafaro

Rosa Tafaro

Alfredo Tassone

Massimo Tirello

Francesca Titti

Patrizia Tomasulo

Katia Trivero

Mariangela Truoccolo

Sandra Vacca

Mariangela Vadoni

Iaia Vantaggiato

Marilisa Varraro

Anna Viscovo

Silvia Vietri

Sofia Vineis

Glenda Vorshauser

Celia Vos Moreno

Patrizia Zucchini

Luciana Zou

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