GIUSEPPE UNGARETTI, DA ” SENTIMENTO DEL TEMPO ” ( 1932 ) ::: ” LA MORTE MEDITATA, CANTO V ” — gli spazi sono sbagliati…

 

 

 

“La morte meditata, Canto V ” di Giuseppe Ungaretti

Nasce una notte

piena di finte buche,

di suoni morti

come di sugheri

di reti calate nell’acqua.

Le tue mani si fanno come un soffio

d’inviolabili lontananze,

inafferrabili come le idee.

E l’equivoco della luna

e il dondolio, dolcissimi,

se vuoi posarmele sugli occhi,

toccano l’anima.

Sei la donna che passa

come una foglia.

E lasci agli alberi un fuoco d’autunno.

Giuseppe Ungaretti

da Sentimento del Tempo -1932

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4 Responses to GIUSEPPE UNGARETTI, DA ” SENTIMENTO DEL TEMPO ” ( 1932 ) ::: ” LA MORTE MEDITATA, CANTO V ” — gli spazi sono sbagliati…

  1. roberto scrive:

    che dire?
    E’ sempre un rimpianto. E’ uno dei poeti che amo quasi per intero. Non è l’unico ma uno dei “non troppi”. Di altri amo “qua e là”.
    ( Un po’ come Cardarelli che comunque qualche – rara – “là” in caduta ce l’ha.)
    Avevo credo 16 anni quando , alla bancarella di libri usati sotto il palazzo dell’Ariston in Sanremo, ovviamente, trovai alcuni libri di poesie che erano pure e semplici opere d’arte e vere rarità. Racimolando tutti i soldi che avevo, facendo un fugone al negozio per chiedere la differenza ai miei genitori (accidenti non c’erano) … c’era solo mia sorella che m’aiutò coi suoi soldi , riuscii a comprarne due: uno,a ppunto di Ungaretti “Derniers jours” 1919 – Opera Prima Garzanti – 200 copie in carta Leonardo, numerate – si apre coi seguenti versi:

    Pour Guillame Apollinaire

    en souvenir de la mort que nous avons accompagnèe
    en nous elle bandit hurle
    et rotombe

    en souvenir des fleurs enterrèes

    Il secondo libro è di Palazzeschi “Difetti” 1905 stessa edizione stessa carta e numerazione : per Ungaretti n° 84 per Palazzeschi il n° 76.

    Doveva essere il sessantotto (credo: tutto successe in quell’anno) che ebbi la fortuna di conoscerlo. Molto di sfuggita ( avevo accompagnato un mio amico fotografo che era stato incaricato da una rivista di fargli un servizio fotografico): il viso una ragnatela di rughe incise nella pelle, si reggeva a stento in piedi eppure pareva un pilastro. Era accompagnato da una splendida ragazza norvegese che l’accudiva ….. era adorante.

    • Chiara Salvini scrive:

      che belle ” le tue rimembranze “…se avessi più tempo, ti starei ad ascoltare o a leggere per delle ore: ascoltarti adesso è stato un po’ come leggere il tuo romanzo, è scritto come hai scritto qui sopra/ o sotto- stasera…Se un aedo sanremasco, trapiantato nella Grande Roma, ma anche tu vieni da un paese che si percorre a piedi, dove – volendo – si poteva conoscere tanta gente…io non conoscevo quasi nessuno perché ho vissuto ” di per mì “, come tutti i malati di mente anche quando sono in erba…ciao, grazie di questo bel racconto, notte bella, non andare a dormire tardi, chiara

  2. alcise scrive:

    Buonasera,
    mi chiamo Alcise Benelli, le origini dovrebbero essere evidenti ma non mi conoscete.
    Mi scuso quindi per intrusione. Ho girato qua e là per il blog, direi una passeggiatina in punta di piedi, fosse ststo un prato non credo avrei lasciato impronte.
    Immagino che chi cura il blog, volendolo , può cancellarmi quando e come vuole ( ma mi dispiacerebbe).
    Questo per dire che mi è venuta in mente una poesia che, sia ben chiaro, nulla ha a che vedere con Ungaretti né con Palazzeschi ma …solo con me , eccola:

    Ci ritroveremo
    con gli occhi aperti
    e la paura di tacere
    lascerà parole
    dove un tempo
    eravamo noi.

    Grazie e scusate.
    Quel che ha di bello è che è breve!
    Alcise

  3. alcise scrive:

    scusate la ripeto per la punteggiatura ( non sono abituato a scrivere, diciamo, in pubblico):

    Ci ritroveremo/con gli occhi aperti
    e la paura di tacere/lascerà parole
    dove un tempo/ eravamo noi.

    Non è una questione di punteggiatura ma di spazi. grazie.

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