MARINA TOMARRO, VATICANNEWS.VA/IT– 27 LUGLIO 2020 ::: Centri di accoglienza più piccoli per un’integrazione più dignitosa

 

VATICANNEWS.VA/IT– 27 LUGLIO 2020

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-07/migranti-sicilia-accoglienza-lampedusa.html

 

 

Migranti appena sbarcati in Sicilia

Migranti appena sbarcati in Sicilia  (ANSA)

 

 

Centri di accoglienza più piccoli per un’integrazione più dignitosa

Cresce l’emergenza migranti in Sicilia. Ieri a Lampedusa ci sono stati altri 114 nuovi sbarchi, rendendo ancora più critica la situazione dell’hotspot dell’isola siciliana, ospita al momento 536 migranti a fronte di una capienza di 95. Intanto sono stati rintracciati i migranti fuggiti dal Centro Pian del lago di Caltanissetta, nei giorni scorsi. L’intervista a Donatella D’Anna direttore dell’Ufficio Migrantes della città siciliana.

Marina Tomarro – Città del Vaticano

 

 

In Sicilia è sempre più drammatica la situazione per gli sbarchi dei migranti. Gli hotspot dell’isola ormai non riescono più a contenere persone, e anche i centri di accoglienza delle regioni limitrofe cominciano a non riuscire più ad accogliere i nuovi arrivati. Questa mattina, dal centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari-Palese, 159 migranti sono stati trasferiti in un altro sito, dopo gli oltre 340 migranti giunti in Sicilia nelle ultime 48 ore. A Caltanissetta, intanto, le forze dell’ordine hanno rintracciato 139 migranti fuggiti dall’hotspot della cittadina siciliana. Saranno tutti messi in quarantena.

 

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https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-07/migranti-lampedusa-italia-accoglienza-libia-sbarchi-don-la-magra.html

 

La situazione dei migranti tunisini

“Il problema – spiega Donatella D’Anna direttore dell’Ufficio Migrantes di Caltanissetta – è che, essendo tutti tunisini, probabilmente sanno che le possibilità di essere inseriti in un percorso di regolarizzazione sono molto deboli, in quanto non arrivano da un paese in zona di guerra, e rischiano di essere rimpatriati. Queste poche speranze sicuramente sono il motivo principale che li ha indotti a cercare altre soluzioni. C’è da aggiungere che il centro di accoglienza, a causa dei tagli che ci sono stati negli ultimi tempi, vive in una situazione complicata a differenza di qualche anno fa, quando i ragazzi si accampavano fuori dal centro di Pian del Lago per poter entrare poiché vedevano in questo centro un buon primo step per la regolarizzazione. Ma oggi non è più così”.

 

 

Ascolta l’intervista a Donatella D’Anna:: NEL LINK ALL’INIZIO

 

Accogliere i migranti in strutture a dimensione più familiare

Questo centro rappresenta un secondo passaggio per i migranti che, appena sbarcati, vengono accolti prima negli hotspot di Lampedusa o nei porti siciliani, e solo successivamente arrivano nei centri di accoglienza dislocati in diversi luoghi d’Italia. “Il problema – spiega il direttore D’Anna – è che questi centri spesso accolgono grandi numeri e molte volte si trovano alla periferia delle città. In questo modo si rischia una ghettizzazione di questi ragazzi. Bisognerebbe creare delle accoglienze diffuse sul territorio, in questo modo anche l’integrazione sarebbe più facile”. Ed è proprio per agevolare l’inserimento dei migranti, che la Caritas di Caltanissetta ha aderito ad “Apri!”, il progetto promosso dalla Caritas Italiana e dalla CEI che prevede l’accoglienza dei migranti in famiglie o in piccole strutture parrocchiali.

 

Dare ali per volare senza cadere

 

“Come Caritas – continua Donatella D’Anna – abbiamo creato Casa Santa Barbara, dove ospitiamo per un anno ragazzi di nazionalità e religioni differenti tra loro. A questi giovani che arrivano, io sottolineo sempre che noi dobbiamo rappresentare per loro solo un punto di partenza, perché se nel periodo in cui vivono lì non riusciamo ad aiutarli a trovare una loro strada per il futuro, ma siamo stati solo un alloggio momentaneo dove mangiare e dormire al riparo, allora abbiamo fallito. Abbiamo attivato corsi di italiano, stiamo facendo prendere la patente ad alcuni di loro e abbiamo avviato già tre percorsi di regolarizzazione con la sanatoria. Perché l’accoglienza dignitosa è questa: dare a questi giovani, come si fa con i figli, ali per volare da soli senza farsi male”.

 

 

 

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