FILM COMPLETO : ” DOMANI E’ TROPPO TARDI ” DI LEONIDE MOGUY — 1950 — durata : 1.37.43

 

Leonide Moguy Immagini e Fotos Stock - Alamy

LEONIDE MOGUY QUI CON LA FIGLIA KATIA– (San Pietroburgo, 14 luglio 1900 – Parigi, 24 aprile 1976), è stato un regista e sceneggiatore francese di origine russa, padre dell’attrice Katia Moguy.

Nacque a San Pietroburgo da una famiglia di origine francese, si laureò in legge e economia Politica nonché in Psicologia Sperimentale e Psicanalitica. Esordì come critico cinematografico, entrò quindi nel Consiglio del cinema ucraino e dal 1923 organizzò a Mosca un laboratorio sperimentale del cinema, basato sui principi psicologici di Binet e Washburn. Diventò assistente di Joseph Ermolieff e di Dmitrij Charitonov.

A Kiev diresse i servizi di attualità di film documentari e scientifici, partecipò alla creazione della prima cinemateca russa. Realizzò un certo numero di documentari, tra cui La vita di Tolstoij.

Nel 1927 assunse la direzione del Laboratorio Sperimentale della ARK per il quale lavoravano i più grandi registi dell’epoca. Nel 1928 raggiunse la sua famiglia a Parigi e lavorò all’adattamento di film sovietici per il pubblico francese.

Moguy fece parte delle 180 personalità che lanciarono nel 1961 un grido d’allarme all’umanità contro la corsa agli armamenti nucleari. Impressionato dai suoi incontri con Albert Einstein e Robert Oppenheimer, realizzò il primo film mondialista “Les hommes veulent vivre” per la scienza al servizio dell’uomo e non per la sua distruzione. Fu l’unico film francese all’epoca ad essere comprato dal Governo Cinese.

 

più notizie nel link:: –vale leggerlo !

https://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9onide_Moguy

 

 

Domani è troppo tardi è un film del 1950, diretto dal regista Léonide Moguy.

 

Domani è troppo tardi.png

Gino Leurini ed Anna Maria Pierangeli in una scena del film

 

 

Soggetto  Léonide Moguy, Alfred Machard, Giuseppe Berto, Oreste Biancoli, Paola Ojetti

Sceneggiatura  Léonide Moguy, Alfred Machard, Giuseppe Berto, Oreste Biancoli, Paola Ojetti

 

Interpreti e personaggi

  • Anna Maria Pierangeli: Mirella
  • Vittorio De Sica: professor Landi
  • Lois Maxwell: signorina Anna
  • Gino Leurini: Franco
  • Gabrielle Dorziat: preside
  • Armando Migliari: preside
  • Lauro Gazzolo: signor Giusti
  • Carlo Romano: signor Barrardi
  • Olga Solbelli: signora Giusti
  • Ave Ninchi: signora Berardi
  • Monique Van Vooren: Giannina
  • Vito Chiari: compagno di Franco
  • Patrizia Corsi Rota: Bianca
  • Carlo Delle Piane: Enzo
  • Luciano De Ambrosis:
  • Armando Annuale:

 

 

 

 

Trama

Mirella è un’adolescente introversa e incompresa, proveniente da una famiglia modesta ma dignitosa; è segretamente innamorata di Franco, che però sembra preferire compagne più donne.

Terminata la fatica scolastica i due giovani si ritrovano nella stessa colonia per trascorrere il periodo estivo. Piano piano si instaura tra i due un’apparente simpatia, in realtà amore, che li porta a fidarsi l’uno dell’altra e, durante un’escursione, sorpresi da un violentissimo temporale si rifugiano in una specie di casolare abbandonato. Tutti e due sono bagnati fradici e Franco accende un fuoco ed invita Mirella a togliere almeno la camicetta per farla asciugare.

L’imbarazzo della fanciulla è evidente e palpabile ma, di fronte all’insistenza di Franco, la toglie e di lì a poco scambia il suo primo bacio con la persona di cui è innamorata. Poi i giovani prendono sonno e si risvegliano per il tramestio che sentono nelle vicinanze. Mirella è spaventata perché, pur sapendo di non aver commesso nulla di male, teme le reazioni della direttrice della colonia che infatti la sgrida duramente.

La ragazza viene trasportata in infermeria in preda a forti febbri che la fanno delirare; quando vede Franco che, eludendo la sorveglianza, vuole sapere da lei come sta inveisce contro di lui ritenendo che abbia attentato al suo onore. Poi Mirella riceve la notizia dell’arrivo dei genitori e, a quel punto convinta di aver commesso l’irreparabile, fugge fino al lago e vi si getta dentro.

Scattano le ricerche e sarà proprio Franco a salvarla, dichiarando poi l’innocenza della ragazza e il suo amore per lei.

 

 

Appartenente al filone dei melodrammi sentimentali, comunemente detto strappalacrime (ed in seguito indicato con il termine neorealismo d’appendice dalla critica), allora molto in voga in Italia tra il pubblico (seppur malvisto dalla critica cinematografica del tempo), incassò 783.000.000 di lire dell’epoca, risultando così il secondo maggior incasso della stagione cinematografica 1950-51 (preceduto solo da Gli ultimi giorni di Pompei di Marcel L’Herbier e Paolo Moffa) e lanciò la carriera della protagonista Anna Maria Pierangeli (che per questa interpretazione vinse il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista), e che poco tempo dopo approdò anche ad Hollywood.

A seguito del successo ottenuto, il regista Moguy realizzò l’analogo Domani è un altro giorno, sempre con protagonista la Pierangeli, uscito pochi mesi dopo.

 

PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ALLA XI MOSTRA DI VENEZIA PER IL MIGLIOR FILM ITALIANO (1950)

Il film detiene ad oggi il 50º posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre con 7 727 192 spettatori paganti

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