FOCUS.IT / 14 SETTEMBRE 2012 :: Cuccioli, la carica dei 101 — da non perdere !

 

 

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Cuccioli, la carica dei 101

 

 

 

Vita dura per i giovani leoncini (Panthera leo) che nel loro primo anno devono affrontare prove piuttosto dure di vita selvaggia, anche se rimangono attaccati alle code degli adulti del branco in cui nascono fino ai 16 mesi.  E’ la madre a occuparsi principalmente della prole, ma grazie alle gravidanze sincronizzate all’interno del clan succede che le femmine si occupino anche dei cuccioli non loro. Già da quando hanno 5-7 mesi i cuccioli vengono lasciati soli per la maggior parte della giornata ed è questo il momento in cui sono più vulnerabili. Anche i maschi, dal canto loro, sono fondamentali per la difesa dei più giovani, impedendo che altri e più forti pretendenti cerchino di ucciderli per consentire alla loro madre di ritornare in fretta disponibile all’accoppiamento.

 

 

Timon è estroverso, egocentrico e curioso. Pumbaa invece è timido, goffo e impacciato. Sembra uscita direttamente dal cartone animato Disney Il Re Leone questa coppia di amici ospite di un giardino zoologico di Dunhampton, nel Worcestershire, Inghilterra. Come i protagonisti del film d’animazione i due, un suricato e un maialino nano (anche se il Pumbaa del cartone animato è in realtà un facocero), sono inseparabili, essendo nati a poche settimane di distanza e praticamente cresciuti insieme. I suricati (Suricata suricatta), originari di alcune porzioni dell’Africa come Sud Africa, Botswana, Zimbabwe e Mozambico, sono animali particolarmente socievoli e vivono in gruppi plurifamigliari che possono contare anche 30 esemplari.

 

 

Che cosa avete trovato sotto l’albero? Questo gorilla, a quanto pare, una console portatile dalla quale non riesce più a staccarsi. In realtà il primate, ospite dello zoo di San Francisco (California) sta approfittando del gioco caduto accidentalmente dalle tasche di un giovane visitatore della struttura. E anche il suo cucciolo sembra interessato al nuovo passatempo. Proprio un paio di settimane fa è arrivata una buona notizia per una particolare specie di gorilla, quello di montagna (Gorilla gorilla beringei). In base all’ultimo censimento, gli esemplari – originari dei monti Virunga, a cavallo tra Uganda, Ruanda e Repubblica democratica del Congo – sarebbero passati da 380 a 480 negli ultimi 7 anni. E questo nonostante guerre, deforestazione e bracconaggio. La notizia e’ stata data dalle associazioni ambientaliste dei tre paesi impegnate nella tutela della specie.

 

 

 

Un cucciolo di foca della Groenlandia (Pagophilus groenlandicus) si rotola come un gatto a pochi centimetri dall’obiettivo di Su Keren, una fotografa naturalista americana.Ma nonostante le apparenze, la vita di questo piccolo pinnipede sarà tutt’altro che facile: a soli 30 giorni di vita la madre lo considererà abbastanza adulto da poter badare a se stesso e lo abbandonerà tra i ghiacci artici (anche i pinguini non se la passano bene: guarda qui: http://www.focus.it/ambiente/animali/Pinguini_sfigati_si_nasce_o_si_diventa ). Per proteggersi dal freddo si affiderà al blubber, uno spesso strato di tessuto adiposo vascolarizzato che riscalda il sangue proveniente dagli strati del corpo più esterni e ridurrà al massimo la superficie corporea a contatto con il ghiaccio raccogliendo sotto al ventre le pinne anteriori e posteriori. Nei cuccioli lo strato di blubber isolante è presente fin dalla nascita ed aumenta in volume durante l’allattamento: il latte di mamma foca è infatti formato per il 48% da grasso e permette al piccolo, che alla nascita pesa circa 10 kg, di aumentare fino a 2,5 kg al giorno.

 

 

 

Che cosa avete trovato nella calza della Befana? In quella di questo cucciolo di elefante asiatico (Elephas maximus) non c’erano caramelle ma una palla che il piccoletto, 6 mesi appena compiuti, sembra avere particolarmente apprezzato. Giocare per ora è l’unica occupazione dell’elefantino ospite del Taronga Zoo di Sydney, in Australia. Al resto provvede la madre: nonostante si nutrano d’erba già da qualche mese dopo la nascita infatti, i cuccioli di questa specie di pachiderma continuano a succhiare il latte materno fino al raggiungimento di un anno e mezzo d’età. Il tutto dopo una gestazione lunghissima, che può durare fino a quasi 2 anni (come nel caso di questo esemplare partorito dopo circa 22 mesi). Tante altre foto e curiosità sugli elefanti. Guarda anche lo slideshow dedicato ai cuccioli : http://www.focus.it/tag/elefanti.aspx

 

 

 

Le prime penne spunteranno tra circa 4 mesi. Fino ad allora questo pulcino di albatro sopracciglio nero (Thalassarche melanophrys ) somiglierà più che altro, a un batuffolo di cotone. Terminata la trasformazione, tra un paio d’anni, il giovane uccello diffuso nelle Isole Falkland (nell’Atlantico meridionale) si unirà ai maschi adulti per prendere lezioni di corteggiamento. Per metterle in pratica però, dovrà portare ancora un po’ di pazienza: gli albatri sopracciglio nero – chiamati così per il piumaggio nero che circonda gli occhi degli esemplari adulti – iniziano ad accoppiarsi intorno al decimo anno d’età, in genere sempre con la stessa partner.

Scopri tante altre curiosità sugli albatros-http://www.focus.it/tag/albatros.aspx

E non perderti lo slideshow dedicato ai cuccioli: 

http://www.focus.it/animali/slideshow/le-piu-belle-foto-di-cuccioli26072009_65431.aspx

 

 

 

Un mese di vita e già una grande responsabilità sulle spalle: questo leopardo dell’Amur (Panthera pardus orientalis) – che si trova nel parco zoologico di Hodenhagen, in Germania – è purtroppo uno degli ultimi rappresentanti della sua specie. E la possibilità che un giorno trovi famiglia è remota: si pensa che i suoi parenti in natura non siano più di una trentina in tutto. Uno sparuto gruppetto che combatte ogni giorno con il rigido clima della taiga siberiana. D’inverno per far fronte al gelo, la pelliccia di questi felini si allunga di circa 5 centimetri, facendosi anche più chiara (di color crema) per mimetizzarsi nella neve.

 

 

 

 

Lavarsi i denti è importante per tutti, anche per i piccoli di coccodrillo. E così questo cucciolo nato nel parco nazionale di Chitwan, a sud est di Kathmandu, è costretto suo malgrado a sorbirsi la quotidiana operazione di pulizia a testa in giù. La storia dell’igiene orale è antichissima: già gli antichi egizi erano soliti lavarsi i denti masticando ramoscelli e legnetti vari. I primi spazzolini veri e propri risalgono invece al 1600: avevano il manico in osso e setole di origine animale. Erano oggetti costosi e per parecchio tempo il loro impiego fu diffuso solo tra le classi più alte della popolazione. Ancora oggi lo spazzolino, con la sua azione meccanica di rimozione della placca, è il principale strumento per la prevenzione della carie, una degenerazione della superficie dei denti causata dai batteri presenti nella bocca. Questi colonizzano le proteine salivari che si trovano sui denti e si nutrono degli zuccheri introdotti con il cibo, producendo come scarto dei potenti acidi in grado di intaccare lo smalto dentale. E secondo uno studio recentemente concluso dall’Università di Yale, i microrganismi responsabili delle carie riuscirebbero ad evitare di essere spazzati via da dentifrici e colluttori vari grazie ad un sofisticato meccanismo di difesa: i batteri sarebbero infatti dotati di particolari filamenti di RNA capaci di controllare il livello dei fluoruri presenti nell’ambiente. Al superamento di una determinata soglia accenderebbero speciali geni in grado di far superare alla cellula la crisi di tossicità.

 

 

 

 

Ha appena quattro giorni ma già una fame da lupi questo armadillo a nove fasce (Dasypus novemcinctus), alle prese con una delle sue prime poppate. Rimasto orfano di madre, lo sbrodolone è stato adottato, insieme ai suoi tre fratellini, da una famiglia di Managua, in Nicaragua, che lo assisterà fino al termine dello svezzamento. Per ora il piccolo è completamente indifeso e in balia delle coccole del “padre” adottivo. Ma tra qualche settimana la sua pelle comincerà a indurirsi fino a formare quella specie di “armatura” ossea da cui prende il nome: armadillo in spagnolo, significa infatti “il piccolo armato”.

 

 

 

A prima vista queste uova potrebbero sembrare le stesse di ieri, ma in realtà quello che fa capolino da questo guscio al Sriracha Tiger Zoo, in Tailandia, è un piccolo coccodrillo (ord. Crocodilia). Secondo una recente ricerca francese, i cuccioli di coccodrillo iniziano a comunicare con l’esterno ancora prima di uscire dall’uovo. Emettono un suono simile a un “umph! umph! umph!”  per far capire ai fratellini e alla mamma che sono pronti per rompere il guscio. In questo modo riescono, secondo gli esperti, a venire al mondo pressoché simultaneamente e sotto l’occhio vigile dei genitori. Una strategia evolutiva per non finire tra le fauci di un predatore appena dopo la nascita.

 

 

 

 

Che tenero quadretto! E pensare che c’è chi in questo gruppetto familiare vede più che altro un goloso spuntino. Non stiamo parlando di un coccodrillo – uno dei principali predatori dei cuccioli di ippopotamo – ma di un piccolo invertebrato: la sanguisuga (Placobdelloides jaegerskioeldi). L’animaletto si attacca alla pelle degli ippopotami quando si immergono in acqua e non è tanto facile liberarsene. L’astuta succhia-sangue infatti è grigia e si mimetizza perfettamente con la pelle del suo ospite. Tanto che nemmeno gli uccelli “spazzini” che ripuliscono questi mammiferi dai parassiti riescono quasi mai ad acciuffarla.

 

 

 

Non lasciatevi ingannare da quell’aria da peluche sonnacchioso. Anche se è ancora piccolo questo cucciolo di formichiere gigante (Myrmecophaga tridactyla) ha già le carte in regola per seminare il panico tra gli insetti. Ne sanno qualcosa formiche e termiti che conoscono bene questo spietato cacciatore delle foreste centro e sud americane. Il cucciolo qui ritratto non ha i denti e non li avrà mai, poiché ai formichieri non servono, hanno una lingua lunga mezzo metro, molto affulosata e appiccicosa capace di entrare e uscire come un martello pneumatico da un formicaio anche 150 volte in un minuto. In questo modo riescono a ingurgitare circa 30 mila insetti al giorno, grazie anche al loro olfatto, 40 volte superiore al nostro con cui individuano i formicai.

 

 

 

Noi ci fermiamo qui, continueremo un’altra volta, vi rimettiamo però il link se volete continuare da soli… ne vale la pena certamente !

 

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One Response to FOCUS.IT / 14 SETTEMBRE 2012 :: Cuccioli, la carica dei 101 — da non perdere !

  1. Donatella scrive:

    Che belli questi cuccioli! Mi riesce simpatico anche il piccolo di coccodrillo ( finché rimane piccolo).

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