AMALIA ANGOTTI-TORINO : ROBERT CAPA A COLORI RACCONTA IL MONDO POSTBELLICO — A TORINO AI MUSEI REALI, SALE CHIABLESE, DAL 26 SETTEMBRE AL 31 GENNAIO 2021 +++ IL POST

 

 

Sale Chiablese - Musei

LE SALE CHIABLESE DEI MUSEI REALI DI TORINO OSPITANO LE MOSTRE TEMPORANEE

 

Sale Chiablese - MuseiUNA SALA

 

 

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ANSA.IT / VIAGGI ART — 25 SETTEMBRE 2020

https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/piemonte/2020/09/25/capa-a-colori-per-prima-volta-in-italia_52522254-4927-4eec-b600-a61075d6c91f.html

 

Robert Capa ‘a colori’ racconta il mondo postbellico

A Torino per la prima volta in Italia una raccolta di 150 scatti

Di Amalia Angotti –TORINO 

 

TORINO – Le sue foto più note sono in bianco e nero, immagini di guerra che simboleggiano le brutalità dei conflitti. Ma c’è un Robert Capa ‘diverso’, meno noto, che racconta a colori il mondo postbellico, l’alta società, il mondo della moda, attori e registi sui set cinematografici. In Italia questo Capa non si era mai visto finora. Ai Musei Reali di Torino si potranno ammirare, per la prima volta tutti insieme, più di 150 scatti a colori del fotografo di fama mondiale, pubblicati sulle riviste dell’epoca. La collezione ‘Capa in color’ – curata dal Centro Internazionale di Fotografia di New York – è prodotta dalla società Ares con i Musei Reali e allestita nelle Sale Chiablese dal 26 settembre al 31 gennaio 2021.

 

 

 

 

Robert Capa, ungherese, tra i fondatori della storica agenzia Magnum Photos nel 1947, è noto come maestro della fotografia in bianco e nero, ma ha lavorato regolarmente con pellicole a colori fino alla morte, nel 1954.

 

 

In color. A Torino, Robert Capa come non lo avete mai visto - ArtsLife

PABLO PICASSO E SUO NIPOTE CLAUDE, 1948

 

 

LONDRA, PICCADILLY CIRCUS IN ATTESA DELL’INCORONAZIONE DI ELISABETTA, 1953

 

 

JUDITH STANTON A ZERMATT, 1950

 

 

 

 

Nel 1950, ritrasse le stazioni sciistiche più alla moda delle Alpi svizzere, austriache e francesi, e le affascinanti spiagge francesi di Biarritz e Deauville per il fiorente mercato turistico presentato dalla rivista Holiday.

Robert Capa, le foto a colori inedite - Icon

 

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UNA MODELLA DIOR SULLA SENNA A PARIGI, 1948

 

 

 

UN VECCHIO NEGOZIO ALLE PORTE DI JAFFA, GERUSALEMME, 1949

 

 

 

 

Scattò diverse fotografie di moda lungo le banchine della Senna e in Place Vendome. Fotografò diversi attori e registi sui set cinematografici, come Ingrid Bergman nel film Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, Orson Welles in Black Rose e John Huston in Moulin Rouge. In questo periodo realizzò anche una serie di ritratti, come quelli di Pablo Picasso, fotografato su una spiaggia con il figlio Claude, o di Giacometti nel suo studio a Parigi.

 

 

 

 

DONNA SULLA SPIAGGIA A BIARRITZ, 1951

 

 

 

 

 

 

 

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La mostra, che presenta anche lettere personali e appunti dalle riviste su cui furono pubblicate, è nata da un progetto di Cynthia Young, curatrice della collezione di Robert Capa al Centro internazionale di fotografia di New York, per presentare un aspetto sconosciuto della carriera del maestro e intende illustrare la sua straordinaria capacità di integrare il colore nei lavori da fotoreporter, realizzati tra gli anni ’40 e ’50 del Novecento.

 

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“Grazie all’accordo con Ares, è possibile presentare per la prima volta in Italia, in un’unica mostra, un ritratto della multiforme società internazionale del dopoguerra, grazie al sapiente ed elegante uso del colore.

ITALIA, LA GUERRA E’ FINITA

Le fotografie vintage di Robert Capa – Vanilla Magazine

 

Una mostra importante, sia per la qualità delle immagini sia per l’opportunità di estendere l’offerta dei Musei Reali. Una sfida espositiva che accompagna la ripresa dopo i mesi del confinamento”, sottolinea Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali.

 

 

 

 

IL POST

 

  • CULTURA 
  • MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2014

APRI SOTTO E VEDE PARECCHIE FOTO DI CAPA

Robert Capa

 

Robert Capa a colori

Una mostra a New York racconta la produzione meno conosciuta del fotografo noto soprattutto per le sue immagini in bianco e nero (e che non si chiamava Robert Capa)

Il prossimo 31 gennaio a New York sarà inaugurata la mostra Capa in Color, curata da Cynthia Young, che celebra il famoso fotogiornalista nato in Ungheria nel 1913. Conosciuto soprattutto per aver raccontato le principali guerre del Novecento, lavorò sempre con l’idea di poter catturare il famoso “momento decisivo”, quell’istante unico che diventa racconto utilizzando la fotografia come strumento di documentazione e registrazione (come avvenne per la controversa immagine del 1936 del soldato dell’esercito repubblicano spagnolo colpito a morte da un proiettile).

Robert Capa alla nascita si chiamava Endre Ernő Friedmann: all’inizio della sua carriera decise di darsi un nome d’arte, cosa che secondo il suo punto di vista avrebbe reso le sue fotografie più accattivanti, e scelse “Robert Capa”, che suonava come un nome americano. Anche se Capa è conosciuto soprattutto per le fotografie in bianco e nero, utilizzò anche le pellicole a colori. Nel 1938, mentre si stava occupando della guerra sino-giapponese scrisse ad un amico a New York facendo richiesta per 12 rullini Kodachrome e per le istruzioni su come usarli. Anche successivamente, durante la Seconda guerra mondiale portava con sé due macchine fotografiche di cui una caricata con una pellicola a colori. Alcune immagini furono pubblicate su Illustrated e Collier’s. Fu necessario però attendere qualche anno perché il colore fosse utilizzato estesamente nell’informazione e nelle riviste. Capa intensificò la produzione di queste fotografie tra gli anni ’40 e il 1954 e – anche se molte di queste immagini furono pubblicate – la maggior parte restò negli archivi.

Nel 1947 Capa viaggiò in Unione Sovietica con lo scrittore John Steinbeck e poi in Israele tra il 1949 e il 1950.

Si recò a Parigi e Roma cogliendo gli aspetti più modaioli e mitici della vita in città, raccontò le vacanze sulle Alpi d’inverno e la vita degli attori di Hollywood in vacanza a Biarritz, in Francia, e nel 1954 scattò le ultime fotografie, di cui alcune a colori, in Indocina dove fu ucciso.

Secondo la curatrice «il talento di Capa con le pellicole in bianco e nero era straordinario, e iniziare con il colore a metà della sua carriera gli rese necessaria una nuova disciplina ma gli aprì anche nuove opportunità. La mostra si occupa anche del modo in cui Capa si reinventò come fotografo durante gli anni in cui non si occupò di guerra e conflitti politici. Il lavoro con il colore era infatti un suo tentativo per cercare di tenere a galla l’agenzia Magnum, visto che le riviste, nel dopoguerra, volevano sempre di più fotografie a colori»

La mostra è stata organizzata nell’ambito di un vasto programma che celebra il centenario della nascita del fotografo e saranno esposte più di 100 stampe appartenenti alla collezione dell’ICP di New York, museo della fotografia, scuola e centro di ricerca che si trova a Manhattan.

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