” MI CHIAMO ALTAN E FACCIO VIGNETTE ” — DOCUMENTARIO DI STEFANO CONSIGLIO –TRAILER, 2.11 ++ VARIE SU ALTAN

 

 

TRAILER

 

 

 

VIDEO, 4.17 — VIGNETTE DI ALTAN … TUTTE BELLE

 

 

 

 

 

L’Altan che è in noi per non sentirci soli. Nel doc (doc) di Stefano Consiglio

3 DICEMBRE 2019
|IN RECENSIONE, 37° TORINO FILM FESTIVAL
|DI RENATO PALLAVICINI

STRALCI DA ::

https://www.bookciakmagazine.it/laltan-che-e-in-noi-per-non-sentirci-soli-nel-doc-doc-di-stefano-consiglio/

 

 

STEFANO CONSIGLIO E  ALTAN

 

 

 

«Riconosci te stesso». È la versione un po’ modificata del celebre oracolo di Delfi, firmata Altan. Perché le sue vignette – come spiega lui stesso – hanno proprio questa funzione: le guardi e ti conforti, capisci che sei tu e che non sei da solo, che fai parte di una comunità.

Mi chiamo Altan e faccio vignette è uno straordinario documentario sul grande disegnatore, diretto da Stefano Consiglio (prodotto da Verdiana e Indigo Film, musiche di Nicola Piovani), passato all’ultimo Torino Film Festival, dove da anni c’è un premio intitolato proprio al suo celebre metalmeccanico, Cipputi. Un distillato d’incontri, di chiacchierate seduti a una buona tavola (con l’amico Giorgio Puppi e l’amica Pimpa: quella vera che risponde al nome di Giovanna Madonia e con il cui soprannome ha battezzato la Pimpa di carta e di cartoon); al lavoro nel suo studio ad Aquileia, dove vive in una bella casa ereditata dalla nonna.

Inciso a proposito di Aquileia. Quando si scrive del riservato, timido, aristocratico Altan che non ama molto parlare, si aggiunge che vive in quell’isolata città di provincia. Provincia? Una recente mostra allestita all’Ara Pacis, dal titolo Aquileia 2200. Porta di Roma sui Balcani e sull’Oriente ci ha mostrato la grandezza e l’importanza di quel centro, di quel vero e proprio snodo dell’impero e della cultura romana, che ha giusto compiuto i suoi 2200 anni.

Ma torniamo ad Altan – che poi non è del tutto vero che non ami parlare (magari un po’ di idiosincrasia per le interviste al telefono ce l’ha) ma se l’intervistatore è bravo come Stefano Consiglio e sa metterlo a suo agio, lui parla e racconta amabilmente. E quando il regista gli chiede qual è il suo quadro preferito, lui risponde: «La flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, anche se non l’ho mai visto dal vero»… detto-fatto. Si va tutti – regista, Altan e la moglie Mara – alla Galleria Nazionale delle Marche a vederlo da vicino quel capolavoro. Ne viene fuori uno dei momenti più belli del documentario con annessa piccola e acuta lezione di storia dell’arte fatta dallo stesso Altan.

Di piccole e grandi rivelazioni su se stesso e sulla sua opera ce ne sono parecchie nei circa 80 minuti del film: dal ricordo del padre, l’antropologo Carlo Tullio-Altan, alle vacanze da bambino a San Vito al Tagliamento, ai suoi anni in Brasile (ci arriva un po’ per caso nel 1970, al seguito del regista Gianni Amico con cui collabora facendo un po’ di tutto): lì conoscerà e sposerà la costumista Mara Chaves (stanno insieme da 48 anni e hanno due figlie).

Poi l’incontro fondamentale con Marcelo Ravoni, «pietra miliare e bivio definitivo» della sua vita che lo riporta in Italia, a Milano e lo fa lavorare a Linus, dove inizia con le sue strisce di Trino. Dopo arriveranno le vignette e dopo ancora le straordinarie e dissacranti storie a fumetti su Colombo, Casanova, Franz (San Francesco).

 

 

 

 

Ada. Macao: 1: Amazon.it: Altan: Libri

 

 

 

Colombo. Tragedia di un bighellone: Amazon.it: Altan: Libri

 

 

I nostri antenati: Tre biografie non autorizzate: Colombo, Franz, Casanova by Francesco Tullio Altan

 

 

 

 

 

 

Skira

 

 

 

Altan, artista del fumetto tra satira e sogni per bambini

 

 

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One Response to ” MI CHIAMO ALTAN E FACCIO VIGNETTE ” — DOCUMENTARIO DI STEFANO CONSIGLIO –TRAILER, 2.11 ++ VARIE SU ALTAN

  1. Donatella scrive:

    Grande Altan, alla cui famiglia di personaggi apparteniamo.

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