LUCIO CARACCIOLO : Se l’amore è un fattore geopolitico–A muovere gli attori e le potenze geopolitiche non è sempre e solo il calcolo dell’utile: l’identità è oggi una posta geopolitica decisiva —++ IL POTERE DELL’AMORE — VIDEO, 1.21.40 .–CARACCIOLO – GALIMBERTI E  MICHELA MURGIA — LIMESONLINE DEL 2 MARZO 2017 – AGGIORNATO IL  14 FEBBRAIO 2020

 

LIMESONLINE DEL 2 MARZO 2017 – AGGIORNATO IL  14 FEBBRAIO 2020

https://www.limesonline.com/rubrica/se-lamore-e-un-fattore-geopolitico

 

 

Se l’amore è un fattore geopolitico

 

 

figura 2-Carte de Tendre+torace umano

Carte de tendre. ( NOTA IN FONDO )

 2/03/2017

RUBRICA IL PUNTO

 

A muovere gli attori e le potenze geopolitiche non è sempre e solo il calcolo dell’utile: l’identità è oggi una posta geopolitica decisiva.[testo aggiornato il 14/2/2020]

 

 

di Lucio Caracciolo

Il mondo non risponde più ai comandi.

Mai come oggi il potere è disperso in un pianeta senza centro, sovraffollato e turbolento.

Certo, l’America resta il Numero Uno per la strapotenza militare, ”l’esorbitante privilegio” del dollaro, l’innovazione tecnologica.Ma più che a un sovrano universale, somiglia a un primo della classe annoiato e irritato, preoccupato che meno dotati compagni gli copino il compito e gli rubino il voto.

Dopo due decenni di retorica americana della globalizzazione, Donald Trump è più preoccupato di costruire muri e tagliare ponti per difendersi dal mondo che di consolidarvi ed estendervi l’impero americano. Perché «non sono stato eletto dal resto del mondo, non esiste una bandiera mondiale né un inno mondiale». Con ciò il presidente esprime un sentimento diffuso nell’America profonda.

Quanto all’altro, originario ceppo dell’Occidente: l’Europa rischia la disgregazione, avviata dal voto britannico sul Brexit.Eppure solo un secolo fa era il centro del potere planetario. Nove decimi delle terre abitate erano rette da europei o loro discendenti. E l’umanità era segmentata in gerarchie razziali, con i bianchi europei in vetta e i neri (allora negri) in fondo all’abisso.

Sulla competizione per il potere in questo mondo da sette miliardi e mezzo di anime si è concentrato a Genova il quarto Festival di Limes. Titolo: “Chi comanda il mondo”. In altre parole: quale potenza dominerà questo secolo – ancora l’America? O toccherà alla Cina? O semplicemente a nessuno?

Vent’anni fa ci veniva spiegato che la storia è finita. Tipica espressione della vichiana «boria dei dotti». Oggi scopriamo che non solo non è finita, ma corre al galoppo. Proprio perché il mondo attuale è fuori sesto, ingovernabile da un solo centro di potere, vale la pena concentrarsi anche sulle passioni che lo agitano.

A muovere attori e decisori non è solo né sempre il calcolo dell’utile. Le teorie della scelta razionale, per cui a motivarci è la valutazione dei costi e dei benefici che ci attendiamo dalle nostre azioni, non sono sufficienti a dar conto delle dinamiche geopolitiche che mettono in crisi paradigmi consolidati.

Il segnale che ci viene dal Brexit e da Trump, dalle mischie etniche e dalle guerre a sfondo religioso, è che posta geopolitica decisiva è oggi l’identità. E non c’è identità senza amore di sé e della propria comunità: la patria. Altrimenti perché dovremmo distinguerci dagli altri? Popoli e nazioni, o aspiranti tali, si battono per il diritto a preservare o affermare le rispettive idee di sé.

Entriamo nel campo del sentimento. È l’amore per il proprio insieme – e/o l’odio per l’altrui – a motivare gruppi, comunità e nazioni nelle loro battaglie geopolitiche. Quando Trump proclama «Io amo l’America» o Putin si lascia andare alla commossa rievocazione delle glorie russe, in nome delle quali qualsiasi sacrificio è dovere, non è solo propaganda.

Senza la sincera adesione a un sentimento patriottico è impossibile mobilitare il consenso necessario a qualsiasi potere, persino – o tanto più – se autoritario.

Ne sappiamo qualcosa noi italiani, usi a relegare l’amor di patria fra le retoriche del passato, con il risultato di renderci istintivamente disponibili alla guida altrui. Espressione di quella «porca rogna italiana del denigramento di noi stessi» contro cui si scagliava Carlo Emilio Gadda nel suo Giornale di guerra e di prigionia.

Non si intende la teoria e la prassi italiana del “vincolo esterno” – ovvero lasciamo che siano i virtuosi europei a imporci le giuste regole da cui spontaneamente scarteremmo – senza considerare questa anti-passione nostrana. Non stupisce che un paese indisponibile a rispettarsi sia poco rispettato.

Proprio perché le passioni contano, pesano più che mai nelle opinioni pubbliche e orientano le scelte dei decisori più di quanto essi siano disposti ad ammettere, ne consegue che il mondo attuale è sempre meno prevedibile. Imbracarlo nelle teorie preconfezionate, nei modelli universali significa perderne di vista alcune tendenze di lungo periodo, espresse ad esempio nella letteratura.

Si può intendere l’impero russo senza leggere Puškin, quello britannico scartando Conrad o quello americano trascurando il Fitzgerald del Grande Gatsby?

 

Nella geopolitica delle nazioni contemporanee la potenza dell’amore si rivela, fra l’altro, nel culto del proprio passato.Passione collettiva, non solo individuale. Per cui si riscoprono o si inventano antichissime, epiche genealogie, che confermerebbero il diritto di una comunità a questo o quello spazio. Sono simili passioni a muovere “il desiderio di territorio”, titolo dell’opera pionieristica di uno studioso francese delle identità, François Thual.

Quindi anche la volontà di impero, che secondo lo storico americano William Langer – in polemica con le interpretazioni economiciste dell’espansionismo Usa – dimostra «la sopravvivenza nella società moderna di un’esausta mentalità feudal-militaristica, votata alla conquista per la conquista, senza specifico obiettivo o limite».

 

Questi sentimenti atavici contribuiscono a spiegare lo scarso fascino del cosmopolitismo e delle grandi utopie universali. Difficile amare tutti. Quando il patriottismo va fuori controllo, come capita nelle età di crisi, ne scaturisce il perfetto opposto: il nazionalismo esclusivo, xenofobo, talvolta razzista, che trasforma l’amore di sé in odio dell’altro. Le tracce di questa perversione sono oggi fin troppo visibili.

Al potere dell’amore il IV Festival di Limes a Genova ha dedicato la serata di sabato. A trattarne, la storica dell’antichità Eva Cantarella, la scrittrice Michela Murgia, il filosofo Umberto Galimberti, l’artista e cartografa di Limes Laura Canali, che insieme a un’antologia di carte geopolitiche espone la sua opera La farfalla di roccia.

Per mostrare come «nel minestrone di questo nostro mondo, dove la geografia è il nastro trasportatore, esiste qualcosa di immutato»: i sentimenti che restano, come scriveva Marina Cvetaeva, «sempre uguali a se stessi», perché «ci sono stati ficcati dentro il petto come fiamme di una torcia».

1. NOTA SU ” CARTA DE TENDRE “:::

 

 

La Mappa di Tendre era una mappa francese di una terra immaginaria chiamata Tendre prodotta da più mani. Apparve come un’incisione nella prima parte del romanzo di Madeleine de Scudéry del 1654-61, Clélie. La mappa rappresenta il percorso verso l’amore secondo i precetti del periodo.

 

 

 

 

CLELIA, ROMANZO DI MADELEINE DE SCUDERY, 1654-61

 

 

Madeleine de Scudéry

PITTORE NON IDENTIFICATO, 1650

https://it.wikipedia.org/wiki/Madeleine_de_Scud%C3%A9ry

 

 

11 GIUGNO 2018

La mappa della tenerezza M.LLE DE SCUDERY

 

 

LA MAPPA DELLA TENEREZZA M.LLE DE SCUDERY

11 GIUGNO 2018 | ASSOCIAZIONEIDEEINCIRCOLO

Carte-du-tendre-Carte-de-Tendre-—-Wikipédia

La carta del Paese di Tenerezza inventata da Madeleine de Scudéry, e pubblicata nel romanzo Clelia nel 1654, descrive una specie di fotografia della casistica dell’amore in cui si snodano i percorsi degli amori felici e infelici.

Vediamo un estratto dal suo testo:

“… ella (Clelia) ha immaginato che si potesse provare della tenerezza per tre diverse cause: o per una grande stima o per riconoscenza o per inclinazione; ciò l’ha obbligata a porre le tre città di Tenerezza su tre fiumi che portano i nomi e di tracciare tre strade diverse per arrivarvi. Così come si dice Cuma sul mar Ionio e Cuma sul Tirreno, ella le ha chiamate Tenerezza su Inclinazione, Tenerezza su Stima e Tenerezza su Riconoscenza.Tuttavia, poichè ha presupposto che la Tenerezza che nasce dall’ Inclinazione non ha bisogno di null’altro per esistere che se stessa, Clelia non ha posto alcun villaggio lungo i bordi di questo fiume che corre così rapido che basta dimorare lungo le sue rive per andare da Nuova Amicizia a Tenerezza. Il percorso è diverso per andare a Tenerezza- su- Stima, poichè Clelia ha ingegnosamente posto altrettanti paesi quante piccole e grandi cose possono contribuire a far nascere sulla base della stima quella tenerezza di cui intende parlare. In effetti da Nuova Amicizia si passa a un luogo che si chiama Sommo Ingegno poichè con esso che di solito inizia la Stima; noti poi quei piacevoli paesi di Versi Graziosi, Biglietto Galante e Biglietto Tenero che rappresentano le operazioni più comuni del Sommo Ingegno all’inizio di un amicizia.In seguito, per progredire ulteriormente su questa strada, troviamo Sincerità, Gran Cuore Probità, Generosità, Rispetto, Puntualità e Bontà, che si trova proprio di fronte a Tenerezza, per far sapere che non ci può essere vera stima senza possedere questa preziosa qualità. Dopo ciò, Signora, bisogna ritornare a Nuova Amicizia per vedere per quale strada si va da quel punto a Tenerezza- su -Riconoscenza. Notare come sia necessario andare prima da Nuova Amicizia a Compiacenza; poi al piccolo paese Sottomissione che ne tocca un altro molto grazioso chiamato Piccole Attenzioni. Da lì si deve passare per Assiduità, per fare intendere che non è sufficiente avere per qualche giorno quelle piccole attenzioni obbliganti che producono tanta riconoscenza, se non le si ha assiduamente. Si passa al Paese di Sollecitudine e non si devono imitare certe persone placide che non si danno mai premura, quali che siano le richieste fatte loro e che sono incapaci di avere quella sollecitudine che talvolta obbliga cosi fortemente. Si passa poi per Grandi Servigi e , per sottolineare che ci sono poche persone che ne rendono di così grandi, questo villaggio è più piccolo degli altri. E’ poi necessario passare per Sensibilità per far sapere che bisogna condividere anche i più piccoli dolori dell’ amato. Per arrivare a Tenerezza, devi esercitare Tenerezza, poichè l’amicizia attira l’amicizia. Quindi si va a Obbedienza non essendoci quasi null’altro che impegni di più il cuore che farlo ciecamente per quelli a cui si obbedisce ; per arrivare infine alla meta, bisogna passare per Amicizia Costante che è senza dubbio il cammino più sicuro per arrivare a Tenerezza- su- Riconoscenza.Ma, signora, poichè non c’è sentiero in cui non ci si possa sperdere, Clelia ha fatto in modo, che se quelli che sono al paese di Nuova Amicizia prendono un po’ più a destra o a sinistra si sperderranno immediatamente; poichè se ha partire da Grande Spirito si andasse a Negligenza, proprio qui di fronte, e continuando in questa deviazione si va a Diseguaglianza, a Freddezza, Leggerezza, Dimenticanza, invece di andare a Tenerezza su Stima ci si troverebbe al Lago di Indiferrenza… Dall altro lato, se a partire da Nuova Amicizia si prendesse un po’ troppo a destra e si andasse ad Indiscrezione, Perfidia, Orgoglio, Maldicenza o Cattiveria, invece di trovarsi a Tenerezza- su – Riconoscenza, ci si troverebbe al mare di Inimicizia ove tutti i vascelli naufragano e che, per l’agitazione delle sue onde, conviene certo molto bene a questa impetuosa passione che Clelia vuole rappresentare. (…)Questa saggia fanciulla volendo far sapere che non ha mai avuto amori e che non potrà avere altro nel cuore che tenerezza, ha voluto che il fiume di Inclinazione si gettasse in un mare chiamato Mare Pericoloso poichè è davvero pericoloso che una donna vada oltre gli ultimi confini dell’ amicizia; ella fa si che poi aldilà di questo mare ci siano quelle che chiamano Terre Sconosciute… Clelia ha trovato cosi il modo di fare una piacevole morale d’ amicizia mediante un semplice motto di spirito, e di far capire in modo molto particolare che ella non ha avuto amori e non può averne”.

 

 

 

IL POTERE DELL’AMORE — VIDEO, 1.21.40 .–CARACCIOLO – GALIMBERTI E  MICHELA MURGIA

 

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One Response to LUCIO CARACCIOLO : Se l’amore è un fattore geopolitico–A muovere gli attori e le potenze geopolitiche non è sempre e solo il calcolo dell’utile: l’identità è oggi una posta geopolitica decisiva —++ IL POTERE DELL’AMORE — VIDEO, 1.21.40 .–CARACCIOLO – GALIMBERTI E  MICHELA MURGIA — LIMESONLINE DEL 2 MARZO 2017 – AGGIORNATO IL  14 FEBBRAIO 2020

  1. Donatella scrive:

    Davvero divertente, originale e anche saggia la “Carte de Tendre”. Facciamo della tenerezza ( che è tutt’altra cosa dalla mollezza) una parte integrante del nostro essere.

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