ROBERTO RODODENDRO GIULIO — Ritorno al passato –19. 04 2001 — il racconto di un veggente… / LE FOTO SONO DI KAMIL KOTARBA

 

Ed io che ti stavo mandando un piccolo breve racconto che ora, dopo vent’anni mi ha fatto sentire un piccolo Giulio Verne. Roberto

 

 

 

Ritorno al passato

 

 

 

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kamil kotarba, visual artist polacco

 

 

Mi stanno emarginando. Non posso dare un nome o un volto a queste persone. Direi… tutti ! ! Sembro pazzo ? Possibile. A volte me lo chiedo anch’io. Eppure ho segnali tangibili, anche se per la maggioranza inesistenti o quasi invisibili. Mi stanno lentamente ma inesorabilmente chiudendo nell’angolo. Assomiglio sempre più ad un pugile suonato. Ma io non cedo. Credo nella mia libertà personale da ormai sessant’anni e non cambierò atteggiamento certo ora.
Ieri ne ho avuto l’ ennesima conferma. Ero in giro per lavoro sul mio monopattino elettrico, quando mi ricordo di dover fare una telefonata urgente.
Cerco la solita cabina. So che in via Turati ce n’è più di una. Svolto quindi in quella direzione. Ecco, ne incontro tre. Ma non posso nemmeno avvicinarmi. Le cabine hanno cambiato completamente d’ uso : ora, e solo ora, ne prendo atto. Chissà, una certa forma di ottundimento mentale mi ha costretto a negarmi l’evidenza. Ora le cabine sono utilizzate come miniappartamenti per extracomunitari…Vedo intere famiglie che, sistemando una tenda sul tetto della cabina, ne hanno fatto una stanza con veranda, hanno messo tendine alle pareti per chiuderne la vista. I più abbienti, anche in questo caso, esistono le distinzioni di classe, hanno la cabina tripla !
Insisto nella mia ricerca. Non posso credere che sia finita cosi. Anche l’ultima, quella che ho utilizzato fino ad una settimana fa… anche quella, ha cambiato destinazione : ora è un piccolo e delizioso chiosco di fioraio giapponese. Mio malgrado l’apprezzo : almeno è ingentilita.

Nascondersi dietro uno schermo: Hide and Seek di Kamil Kotarba - URBAN CONTEST MAGAZINE

 

 

Mi vogliono costringere a comprare un cellulare. Lo so. Tutte le mattine, quando lo dimentico, e alzo la cornetta del telefono fisso di casa.. una voce metallica mi comunica che per me.. si, mi chiamano anche famigliarmente per nome ! Che per me c’è un’offerta specialissima : se compro un telefono cellulare ho lo sconto dell’ottanta per cento e un anno di telefonate prepagate, basta che accetti i messaggi pubblicitari ogni 20 secondi…messaggi della durata di due secondi…”Ma cosa vuoi che siano, mi deride – si , mi deride ! ! – la voce metallica, due miserabili secondi contro la comodità di chiamare chi vuoi – mi da anche del tu ! ! – quando vuoi, da dove vuoi e… senza nemmeno comporre il numero.. Basta che lo pensi ! ! Già, perché insieme al cellulare ora regalano un piccolo impianto che fissano, con una semplicissima operazione, dicono loro, nella parte laterale del cervello, appena sopra l’orecchio destro, a contatto con certi nervi che trasmettono impulsi…

 

 

Nascondersi dietro uno schermo: Hide and Seek di Kamil Kotarba - URBAN CONTEST MAGAZINE

 

 

 

Ma io oggi ho deciso, perché non resisto più : troppo preponderanti le forze contro di me. Inutile, devo riconoscerlo : non ho più la forza d‘animo e la volontà per combattere il mondo intero. So che ormai sono rimasto solo : l’unico acellularide ! Cosi, in un momento di massima lucidità e di massima rabbia, ho strappato, con fili e tutto, l’apparecchio fisso di casa e l’ho buttato nel tritarifiuti insieme alla voce che ha tirato l’ultimo rantolo : ah ! ! Che piacere sentirla ! !

 

 

Hey These Hands Are Missing Their Owners | WIRED

 

Ma ora, come faccio ? Anch’io ho necessità di comunicare e…lo sanno tutti : la parola ormai è fuori uso oltre che fuori moda : ora basta pensare quel che si vuol dire. Sono ormai affetto da un gravissimo handicap, come i sordomuti dei vecchi tempi ( anche per loro ormai il problema è risolto !).  Ma io come faccio a comunicare ?
Ho un momento di panico e penso che dovrò adeguarmi, dovrò cedere ed anch’io lasciarmi trapanare il cervello e dipendere…da qualcuno che non saprò mai chi sia…qualche entità sconosciuta che ormai controlla tutti, se non vorrò morire di fame e di stenti, inascoltato e assolutamente ignorato.
“Eppure, penso, ho le mani, le mani sono sempre servite a qualcosa… i gesti….certi gesti e movimenti delle mani sono inequivocabili.” Cosi, mentre la civiltà avanza, io ritorno al passato remoto.

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2 Responses to ROBERTO RODODENDRO GIULIO — Ritorno al passato –19. 04 2001 — il racconto di un veggente… / LE FOTO SONO DI KAMIL KOTARBA

  1. Donatella scrive:

    Divertente e profetico il racconto. Fonti bene informate fanno sapere che dal gennaio 2021 tutte le comunicazioni, anche quelle intracerebrali, verranno fatte in inglese.

  2. roberto scrive:

    e questa sarà la fregatura finale: non spicco una parola d’inglese. Non ho mai cantato le canzoni dei Beatles, le ho ascoltate in silenzio, annuivo agli altri vergognoso. Un mio amico che non l’ha mai capito continua a mandarmi i pezzi di Bob Dylan , ovviamente in inglese e mi chiede un parere!
    Ho tergiversato per un anno, poi sono sparito per sei mesi ed ora non so più che fare e tu…tu mi dici la famose comunicazioni intracerebrali verranno fatte solo in inglese? Questa è robba pe’ Salvino! Li mortacci!

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