REPUBBLICA DEL 21 OTTOBRE 2020 :: Licenziamenti, Landini chiede il blocco fino alla primavera. Bisogna ” arrivare ad un sistema di tutele che affronti il problema non solo dei lavoratori dipendenti, ma anche delle partite Iva, del lavoro autonomo. “

 

 

REPUBBLICA DEL 21 OTTOBRE 2020

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Licenziamenti, Landini chiede il blocco fino alla primavera

 

Il segretario Cgil, Maurizio Landini (ansa)

“Prorogare di almeno 18 settimane il sostegno Covid e bloccare i licenziamenti fino al 21 marzo”, chiede il leader della Cgil. Oggi in serata è previsto un incontro con il governo, allo studio una riattivazione selettiva per quelli individuali

 

21 OTTOBRE 2020

MILANO – Il blocco dei licenziamenti deve essere prorogato sino almeno al 21 marzo per “avere il tempo”, nel frattempo di discutere “una vera riforma degli ammortizzatori sociali“.

E’ l’asticella fissata dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Radio Anch’io nella giornata in cui è previsto un vertice tra governo e sindacati, e poi Confindustria, sul tema del prolungamento degli ammortizzatori sociali e della rimodulazione dello stop ai licenziamenti.

“La posizione dei sindacati è chiara: finché dura l’emergenza, occorre proteggere il lavoro e le imprese. E’ necessario”, ha sottolineato Landini, “prorogare per almeno 18 settimane il sostegno Covid e, in questo periodo, bloccare i licenziamenti. Bisogna coprire tutto quest’anno e arrivare fino a primavera per darci il tempo, nel frattempo, di discutere una vera riforma degli ammortizzatori sociali”.

In che modo riformarli?

“C’è un sistema di ammortizzatori sociali che non funziona – ha detto Landini – Voglio arrivare ad un sistema di tutele che affronti il problema non solo dei lavoratori dipendenti, ma anche delle partite Iva, del lavoro autonomo.

Quindi diamoci il tempo di poter fare questa discussione. Siamo in un’emergenza in cui, giustamente, si danno finanziamenti alle imprese, decontribuzioni: e allora per quale motivo l’emergenza dovrebbe aprire ai licenziamenti? Se è emergenza, vale per tutti”.

Il ministro Gualtieri ha spiegato nei giorni scorsi che con un decreto anticipatore della Manovra verrà estesa alla fine dell’anno la cassa integrazione per le aziende che termineranno a metà novembre gli ammortizzatori rifinanziati per l’ultima volta col dl Agosto. Di pari passo dovrebbe andare il blocco dei licenziamenti, come rivisto sempre dal dl Agosto. La vera partita è per il 2021, quando entreranno in gioco i 5 miliardi postati nella Manovra per allungare ancora gli ammortizzatori sociali (si parla di altre 18 settimane con la conferma del meccanismo che prevede la contribuzione da parte di chi ha subito una perdita di fatturato inferiore al -20%, o di operare una selezione in base ai settori di appartenenza). In parallelo, dovrebbero cambiare di nuovo le regole del blocco ai licenziamenti per tornare gradualmente verso la normalità.

Una delle ipotesi indicate è differenziare tra licenziamenti collettivi – che resterebbero vietati per chi sfrutta gli ammortizzatori o l’esonero contributivo – e individuali, che potrebbero tornare liberalizzati (secondo il Messaggero, in cambio di un contributo per le politiche attive).

“Abbiamo un incontro questa sera con i ministri Gualtieri e Catalfo proprio a partire dalla manovra fatta e dal tema dei licenziamenti. Per noi finché dura l’emergenza occorre fare quello che è stato fatto quest’anno e cioè proteggere il lavoro e l’impresa e quindi prorogare almeno di 18 settimane il trattamento Covid e il blocco dei licenziamenti. Bisogna coprire da metà novembre fino al 21 di marzo – ha ribadito Landini sulla partita – Il nostro paese va protetto e abbiamo bisogno di tutti. Il licenziamento è un dramma. C’è bisogno di più dialogo e coinvolgimento. I ritardi sono frutto del dialogo interrotto ad un certo punto negli ultimi mesi. Si è parlato per mesi del Mes e non di come e dove investire i soldi”.

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