ABOUT PHARMA.COM / BLOG — 25 GENNAIO 2021 :: Cartabellotta e Garattini: “Liberate i brevetti dei vaccini” + SOFIA FRANCIONI, IL FATTO QUOTIDIANO DEL 30 DICEMBRE 2020

 

 

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Cartabellotta e Garattini: “Liberate i brevetti dei vaccini”

Il presidente di Fondazione Gimbe si esprime su Twitter, mentre il presidente dell’Istituto Mario Negri parla a “Il Mattino”. Entrambi ritengono che le vie legali significhino spreco di tempo e denaro pubblico e preferirebbero che venissero messi in discussione i limiti imposti dalle licenze

di Redazione Aboutpharma Online25 Gennaio 2021

Tribunale brevetti

 

I ritardi nella distribuzione dei vaccini prima di Pfizer/Biontech e poi di AstraZeneca hanno scatenato l’ira del governo italiano che ha deciso di ricorrere alle vie legali per il rispetto del contratto. La stessa presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen è in contatto stretto con i vertici delle società farmaceutiche per chiedere chiarimenti e invitare a rispettare le clausole contrattuali. Tuttavia alcune personalità di peso qui da noi hanno invitato a non avviare procedimenti giudiziari e a convincere le aziende a liberare i brevetti. L’appello è arrivato da Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, tramite il suo profilo Twitter e Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri intervista da “Il Mattino”.

Il tweet di Cartabellotta

“I Governi europei non perdano tempo (e denaro) in azioni legali contro Pfizer e AstraZeneca. Piuttosto si (pre)occupino di liberare le licenze dei vaccini controCovid-19”, scrive il presidente, invocando un’azione unita contro le aziende che ancora sono restie a liberare i propri prodotti dai vincoli brevettuali impedendo, in tal modo, la riproduzione dei vaccini a livello globale.

La posizione di Garattini

Anche Silvio Garattini è della stessa opinione e ne ha parlato in un’intervista a Lucilla Vazza su “Il Mattino”. “Se ci sono ragioni importanti di salute pubblica, gli Stati possono chiedere o pretendere la licenza del farmaco per produrlo in grosse quantità. L’Italia, l’Europa, possono chiederlo. In un momento di grandi difficoltà bisognerebbe avere il coraggio di abolire i brevetti sui farmaci salvavita come i vaccini. E se non facciamo le cose alla svelta, rischiamo che qualche variante non sia più suscettibile al vaccino”. La proposta di Garattini si inserisce in un quadro molto più ampio che attiene sia alle necessità di salute pubblica declinata attraverso l’impegno di tutte le parti in gioco di tutelare il benessere di tutti. Tra l’altro, anche per Garattini, con le azioni legali si andrà per le lunghe senza dare certezze sul risultato finale a favore del nostro governo.

 

I brevetti

Il tema della libertà di riprodurre un farmaco è in discussione da anni, ma con Covid-19 è tornato alla ribalta dopo che i governi di India e Sud Africa hanno chiesto un intervento formale sia all’Oms che all’Organizzazione mondiale del commercio. I due Stati, portavoce delle istanze dei più poveri, hanno chiesto di abolire i brevetti su alcuni farmaci e sui vaccini in modo tale da concedere a chiunque di poterli produrre e distribuire senza i vincoli imposti dalle visioni commerciali delle aziende farmaceutiche. Il risultato, sia nella sessione di dicembre 2020 che di gennaio 2021, è stato un rinvio della decisione in seno alla Wto data l’opposizione dei pesi massimi Ue, Svizzera e Usa. Una presa di posizione di questo tipo dovrà essere presa durante un’Assemblea generale dei 164 membri dove tali temi vengono votati e, se il caso, approvati, a maggioranza.

 

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL  30 DICEMBRE 2020

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/30/covid-niente-brevetti-trasparenza-e-licenze-obbligatorie-17mila-europei-per-un-vaccino-universale-che-non-lasci-indietro-paesi-poveri/6051338/

 

 

 

ZONAEURO

Covid, “niente brevetti, trasparenza e licenze obbligatorie”. Migliaia di europei per un “vaccino universale” che non lasci indietro Paesi poveri

Covid, “niente brevetti, trasparenza e licenze obbligatorie”. Migliaia di europei per un “vaccino universale” che non lasci indietro Paesi poveri

Se l’iniziativa “No profit on pandemic” dovesse raggiungere un milione di firme (17mila al momento) potrà presentare alla Commissione europea una proposta di legge per una fiala “bene comune universale”. Altrimenti, secondo Oxfam “miliardi di persone nei Paesi a basso e medio reddito saranno tagliate fuori nei prossimi anni”

 

 

di Sofia Francioni | 30 DICEMBRE 2020

 

In Europa i vaccini saranno per tutti e gratuiti. Ma 17mila cittadini europei guardano oltre i confini del vecchio continente e, uniti, chiedono che le fiale diventino “bene comune universale”.

No profit on pandemic  è il messaggio che hanno scelto di far arrivare a Bruxelles tramite il diritto di iniziativa, uno strumento di democrazia diretta europeo che permette di presentare, con il raggiungimento di un milione di firme, una proposta alla Commissione.

Partita il 30 novembre, la raccolta (consultabile a questo link: https://europa.eu/citizens-initiative/initiatives/details/2020/000005_it  ) ha superato le 17mila firme. “In linea con le promesse fatte dalla presidente della Commissione europea di rendere i vaccini un bene comune universale – si legge nell’allegato dell’iniziativa – l’Unione europea deve anteporre la salute pubblica al profitto privato. Vogliamo che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie diventino un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti”. Affinché questo sia possibile, secondo i firmatari, è necessario che la Commissione europea adotti una normativa rispettando quattro punti.

Brevetti e diritti di proprietà intellettuale. È necessario “garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro il Covid-19”, si legge nell’iniziativa.

Jonas Salk | Smithsonian Institution

Jonas Edward Salk (New York, 28 ottobre 1914 – La Jolla, 23 giugno 1995) è stato un medico e scienziato statunitense, batteriologo e virologo, realizzatore del primo vaccino antipoliomielite.

la storia del vaccino nel link :

https://it.wikipedia.org/wiki/Jonas_Salk

Albert Bruce Sabin, nato Abram Saperstein (Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, 3 marzo 1993), è stato un medico e virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite. Anche lui ha rinunciato al brevetto, il suo vaccino non aveva controindicazioni ed era orale.

da : 

https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Bruce_Sabin#La_poliomielite

 

 

 

L’esempio da seguire, secondo i 17mila cittadini, è quello dello scienziato Jonas Salk, che negli Anni 50 del Novecento mise il suo vaccino antipolio sul mercato senza alcun brevetto, rinunciando ai profitti.Una decisione che gli valse l’appellativo da parte della National Foundation for infantile paralysis di “padre adottivo dei bambini di tutto il mondo”. “Si può forse brevettare il sole?”, ebbe a dire provocatoriamente Salk una volta in tv.

Licenze obbligatorie. L’Unione europea deve inoltre “garantire che la sua legislazione in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri”. Il contro-esempio che i 17mila firmatari portano è il “modello” di vaccinazione messo in piedi per contrastare l’Hiv: “Negli Anni 90 le multinazionali farmaceutiche hanno usato i brevetti per i trattamenti anti-Hiv per far pagare prezzi esorbitanti per i loro prodotti – si legge nell’allegato – Milioni di vite sono state sacrificate”.

 

 

Nelson Mandela - Quotes, Spouse & Death - Biography

NELSON MANDELA

 

 

Ma “il governo sudafricano, guidato da Nelson Mandela, scelse l’opzione delle licenze obbligatorie per permettere l’uso di farmaci equivalenti generici a condizioni accessibili”.

Condividere le conoscenze. I firmatari chiedono anche alla Commissione di “introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’Ue per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materia di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale e/o di dati relativi alla Covid-19 in un pool tecnologico o di brevetti”.

Trasparenza. Infine “introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’Ue per quanto riguarda la trasparenza dei finanziamenti pubblici e dei costi di produzione e clausole di trasparenza e di accessibilità insieme a licenze non esclusive”.

Anche Papa Francesco, nel giorno di Natale, ha fatto un appello affinché il vaccino venga condiviso con i Paesi più poveri.

La presidente della commissione, Ursula von der Leyen, a maggio lo aveva promesso: il vaccino sarebbe stato un “bene universale”.

Tra le altre, anche Amnesty International e Oxfam chiedono di impegnarsi di più per garantire l’accesso globale al farmaco, esortando le aziende farmaceutiche a condividere le informazioni attraverso il Covid-19 Technology Access Pool dell’Oms. Altrimenti “miliardi di persone nei paesi a basso e medio reddito saranno tagliate fuori nei prossimi anni”, dichiara Oxfam, insieme alle altre organizzazioni della People’s Vaccine Alliance.

Ad oggi, come riporta l’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale, “risulta che i Paesi ricchi, con il solo il 14% della popolazione mondiale, hanno già acquistato il 53% di tutti i vaccini più promettenti. Dall’altro lato, 67 Paesi a reddito medio-basso e basso rischiano di essere lasciati indietro, sebbene in appena cinque di questi – Kenya, Myanmar, Nigeria, Pakistan e Ucraina – si siano registrati finora quasi 1,5 milioni di contagi”.

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One Response to ABOUT PHARMA.COM / BLOG — 25 GENNAIO 2021 :: Cartabellotta e Garattini: “Liberate i brevetti dei vaccini” + SOFIA FRANCIONI, IL FATTO QUOTIDIANO DEL 30 DICEMBRE 2020

  1. Donatella scrive:

    Condivido pienamente. E’ una vergogna che il profitto per pochi sia più importante della vita umana.

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